La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Frutta Snack al gusto di arancia

Continua con successo a Forlì-Cesena il progetto “Frutta Snack”, promosso dal 2005 da Alimos e Provincia di Forlì-Cesena, divenuto per i positivi risultati raggiunti una esperienza pilota nazionale adottata dai Ministeri dell’Istruzione e della Salute. In questo anno scolastico il progetto vede nel territorio provinciale l’adesione di 18 scuole secondarie. Una adesione che si concretizza nella possibilità di scelta per gli studenti di merende salutari nei distributori automatici dedicati e, soprattutto, nell’impegno delle scuole in azioni di sensibilizzazione rivolte agli studenti sull’importanza del consumo di frutta e verdura. Una ulteriore sperimentazione è in corso quest’anno nelle scuole di Forlì-Cesena: un distributore automatico di spremuta fresca di arancia, che affianca i distributori “Frutta Snack”. Una proposta accolta con favore da dirigenti scolastici e insegnanti, che l’hanno adottata in ben 14 scuole.
Dal 16 al 18 dicembre, per promuovere il consumo di agrumi e frutta, si sono tenute in  sette scuole della provincia di Forlì-Cesena le iniziative “Arancia Day” con distribuzione gratuita di spremute e di materiale informativo, nonché degustazioni di insalata di arancia, una modalità meno nota di consumo di questo prezioso frutto.
Ragazze e ragazzi hanno partecipato attivamente all’organizzazione dell’iniziativa attraverso l’elaborazione di musiche e testi dedicati a …frutta, che bontà! La spremuta di arancia rappresenta un modo semplice e gustoso per fare incetta di vitamina C e altre sostanze antiossidanti quali flavonoidi e antociani.

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Coop e Ausilio per la spesa, dieci anni insieme

Circa 300 persone anziane e disabili assistite, quasi 4.300 spese consegnate da 15 volontari, 325 servizi di accompagnamento al supermercato. Sono le cifre che testimoniano dieci anni di attività di “Ausilio per la spesa” a Forlì: la consegna gratuita degli acquisti a casa di persone in difficoltà, effettuata anche nella città romagnola dai soci di Coop Adriatica. Il progetto, realizzato in collaborazione con Auser, ha preso il via nel supermercato di via Curiel a Forlì nell’ottobre del ‘99, con il patrocinio dell’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Forlì e delle Circoscrizioni.

A Forlì i 15 volontari di “Ausilio”, impegnati a rotazione, sono a disposizione di anziani soli con più di 75 anni, o con più di 60 anni non autosufficienti, di famiglie con persone ultrasessantenni conviventi con portatori di handicap o invalidi, di disabili fisici o psichici anche temporanei. L’ufficio è aperto nel supermercato Coop il martedì e il giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 17: gli utenti – individuati anche in collaborazione con la rete dei servizi sociali – possono chiamare e fare le proprie ordinazioni telefoniche. I volontari si occupano quindi dell’acquisto e della consegna gratuita a domicilio.

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I mezzi di Trascoop in Bosnia con Tuttinsieme

apodanno in Bosnia-Erzegovina per il Comitato “Tuttinsieme”. L’aggregazione di enti, associazioni e aziende private costituita nel 1999 per far fronte alle emergenze umanitarie nei Balcani, e da sempre capitanata dalla Croce Verde di Meldola-Predappio, è rirpartita per l’ex Jugoslavia mercoledì 30 dicembre 2009 con l’ennesimo carico di attrezzature sanitarie e didattiche.
I due camion associati alla Trascoop di Forlì, condotti dagli autisti Giuseppe Cardinale e Mario Conficoni, hanno fatto da apripista alla quarta spedizione del 2009 in terra bosniaca composta da 20 volontari guidati dal presidente Croce Verde Ferdinando Avenali.
Nella lista dei partecipanti, oltre a medici e tecnici dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì,compaiono anche alcuni imprenditori romagnoli. Il convoglio ha toccato soprattutto le località di Cazin e Bihac, entrambe a maggioranza mussulmana, ma c’è stata una puntata pure a Donij Vakuf per consegnare alla sezione della Croce Rossa e all’associazione femminile “Anima” la consueta fornitura di abbigliamento usato e di filati offerti dal Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo di Forlì e dal “Gruppo Preghiera di Montepaolo”. Il grosso dell’attrezzatura – arredi sanitari, letti e tavoli servivivande donati dal Comune di Forlì e dalla clinica “Villa Serena” di Forlì – è stato lasciato ai responsabili dell’ospedale cantonale di Bihac, uno dei più grandi dell’intera Bosnia. La tappa a Cazin ha consentito di lasciare al locale plesso scolastico e all’associazione disabili, una nuova partita di materiale didattico raccolto e rimesso in sesto dagli stessi volontari Croce Verde. Il rientro in Italia è avvenuto nel pieno del nuovo anno, alle prime ore di domenica 3 gennaio 2010.

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Canoni di spiaggia, un vero pasticcio

Qualche settimana fa tutti i mezzi di informazione  hanno dato la notizia che il governo aveva accolto, con una norma immediatamente efficace, la richiesta di prorogare l’applicazione delle disposizioni comunitarie sulle concessioni marittime balneari al 31 dicembre 2015.
Per questo risultato si erano mobilitati in tanti, in prima fila il Coordinamento regionale delle Cooperative della Balneazione di Legacoop presieduto da Giancarlo Ciaroni, dopo che l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione contro l’Italia perché le concessioni marittime venivano rinnovate automaticamente agli stabilimenti balneari, subito recepita dal governo Berlusconi senza nessuna verifica sugli effetti devastanti che avrebbe prodotto. Invece la beffa era dietro l’angolo, o meglio nell’ambito del decreto “Mille proroghe”. Infatti il governo Berlusconi ha presentato il provvedimento con una spiacevole sorpresa.
Mentre da mesi il ministro Brambilla affermava pubblicamente che i canoni avrebbero avuto una proroga fino al 2015, nel testo presentato dal governo la proroga proposta è fino al 2012 dimostrando irresponsabilità nei confronti di migliaia di aziende operanti nel settore.
Siamo alle solite: il governo che promette e non mantiene, un ministro che purtroppo conferma di non conoscere i temi e i problemi reali del mondo del turismo. Un ministro abile nella propaganda e inaffidabile rispetto alle scelte che hanno concreta incidenza nell’economia turistica balneare che rappresenta un segmento centrale nello specifico progetto produttivo nazionale e anima l’economia di tante regioni italiane, nonché motore di tanti distretti produttivi e sociali sparsi nel paese. Nella nostra regione questi operatori sono una risorsa indispensabile, che garantiscono migliaia di posti di lavoro, sviluppo  e valorizzazione di tutto il territorio. Per questo occorre battersi affinchè si raggiunga un primo minimale obiettivo, quello di spostare al 2015 la proroga per le concessioni sui canoni demaniali, come si sta facendo al Senato proprio in queste ore.
Anche perché ottenuto questo risultato sarà necessario avviare una trattativa con l’Unione Europea affinchè riconosca la specificità del nostro turismo e quindi conceda una deroga rispetto all’obbligo della gara per l’assegnazione prevista allo scadere di ogni concessione.
Ed è per questo che il Coordinamento  ripropone  a tutti i livelli istituzionale i punti salienti da portare alla trattativa per ottenere:
il superamento della procedura di infrazione ed il riconoscimento e la salvaguardia della specificità delle imprese balneari italiane, garantendole continuità e prospettiva, al pari di altre tipologie di imprese che lo hanno già ottenuto;
definire una normativa che valorizzi la specificità e la professionalità nel conferimento delle concessioni, tutelando le caratteristiche peculiari del turismo balneare italiano, evitando la costituzione di monopòli o il cambio di destinazione degli arenili, che devono prevalentemente continuare a garantire elioterapie, balneazione, ed essere servizio delle numerosissime piccole imprese della ricettività turistica (hotel, pensioni, residence, seconde case, ecc..);
garantire, qualora il concessionario non dovesse risultare confermato, un risarcimento adeguato che contenga l’indennizzo degli investimenti sostenuti e della perdita della possibilità di proseguire l’attività imprenditoriale, visto che se ne interromperebbe la continuità.
Si tratta in sostanza di salvaguardare la professionalità dei nostri operatori e le caratteristiche peculiari delle loro imprese, non assimilabili a quelle di nessun altro paese europeo, in un settore dove la cooperazione dal dopoguerra svolge un ruolo non secondario. Nel contempo non bisogna smettere di interrogarsi sul modello turistico regionale, in particolare quello balneare, per continuare a proporsi, grazie alla capacità delle piccole e medie imprese, con offerte e diversificazioni particolarmente competitive.
È necessario, inoltre, che prosegua una forte opera di programmazione degli investimenti nelle infrastrutture e a favore dello sviluppo delle località turistiche da parte della Regione Emilia-Romagna, e un’opera promozionale da parte dei soggetti preposti che punti alle peculiarità del nostro territorio dove storia, cultura, buon vivere, enogastronomia sono un patrimonio diffuso e unico. Sono questi gli elementi che hanno consentito un andamento turistico nel 2009 tutto sommato positivo nonostante la grave crisi che l’Italia sta attraversando.

Gabriele Zelli

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Il re è nudo, ma festeggia

Le statistiche europee sui proventi degli agricoltori nel 2009 parlano chiaro, calo rispetto al 2008 in molti paesi, crollo del 25% in Italia. Per il nostro Paese dunque, né pessimismo, né ottimismo, semplicemente la realtà certificata da Eurostat, che i produttori agricoli conoscevano già sulla propria pelle e con molte manifestazioni in molte città e paesi avevano cercato di porre al centro dell’attenzione dell’agire governativo. In realtà le risposte di Zaia sono state poche: qualche taglio, qualche riallocazione di risorse, qualche spesa con soldi di altri e molti annunci di clamorosi successi su tutti i fronti.
Purtroppo in questo momento funziona così, ma i magnifici vestiti dell’Imperatore sembrano sempre più ai miei occhi dei piccoli fogli di carta velina. Ancora poco tempo e qualcuno che gridi “il Re è nudo” si troverà, e potremo forse ricominciare nel mondo agricolo a parlare di cose vere tutti insieme.
Nel 2010 si  capirà quanto l’Unione europea vorrà destinare ancora al bilancio agricolo. Una cosa è certa: la Politica Agricola Comune cambierà, e non è detto che lo farà in meglio, anzi. Allo stesso tempo dobbiamo essere certi che il sistema agroalimentare nazionale non verrà ucciso o salvato dalla PAC, ma dalla sua capacità di superare, almeno in parte, i limiti che ne minano le possibilità di sviluppo. A partire dal considerare il proprio vicino non come un concorrente, ma un alleato con cui sviluppare azioni condivise per migliorare la propria presenza sul mercato, anzi sui mercati.

Cristian Maretti

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Cambio al vertice della cooperativa CLAFF

Franco Campitelli è stato eletto il 28 ottobre scorso presidente di Claff, la cooperativa forestale di Galeata. Si avvicenda a Paolo Versari, che concentra la propria attività in campo commerciale. Campitelli, che già in passato ha ricoperto tale carica, si definisce un “presidente di transizione”. «Sono entrato in Claff agli inizi degli anni ’80, rimanendo alla presidenza fino al 1997. Poi mi sono dedicato a mansioni più tecniche».

Perché parla di transizione?
Prima di tutto per una questione anagrafica. Infatti fra un anno raggiungerò i requisiti per la pensione. Oltre a questo vi è stata anche una valutazione relativa all’ottimizzazione delle risorse interne. In questa fase di difficile congiuntura economica occorre che l’attività commerciale sia svolta da una persona che si dedichi ad essa a tempo pieno. Chi si occupa di questo aspetto in Claff  è proprio Versari, per cui ci è sembrato opportuno permettergli di dedicarcisi a tempo pieno.

Com’è cambiato il ruolo delle cooperative forestali?
Direi che ha subito una radicale trasformazione. Si pensi solo che negli anni ’80 i lavori forestali occupavano il 70-80% dell’attività, oggi non più del 15%. Ci si occupava di tutte le fasi di manutenzione forestale, partendo dalle sistemazioni idrauliche, intervenendo sui boschi esistenti, fino al rimboschimento dei terreni nudi. Oggi gran parte dell’attività riguarda la manutenzione del verde pubblico e del verde privato, lavori di difesa del suolo e manutenzioni edili e stradali. Noi siamo convinti che l’attività forestale abbia ancora una sua ragion d’essere. Purtroppo ci sono difficoltà dovute al crescente abbandono del territorio montano. Parliamo di migliaia di ettari abbandonati a se stessi.

Quanto pesa la crisi?
Naturalmente anche noi risentiamo di questo momento di crisi: constatiamo una diminuzione degli appalti pubblici e una contrazione degli investimenti privati. Diciamo che ci si mantiene in salute grazie alle riserve accumulate negli anni e all’impegno dei soci e dei lavoratori.

Com’è stato il 2009?
L’anno si è chiuso a pareggio, nonostante le difficoltà. Siamo molto soddisfatti di aver mantenuto inalterato il livello occupazionale.

Prospettive per il 2010?
Non buone, purtroppo, a causa principalmente della contrazione dei volumi, anche se stiamo lavorando per acquisire nuove commesse. Occorrerà fare anche delle riflessioni sul futuro di realtà come la nostra, pensando a nuove e maggiori sinergie. Nel 2009 abbiamo cercato le condizioni per una fusione con un’altra realtà del movimento cooperativo. Purtroppo le condizioni non erano ancora mature. Rimaniamo comunque convinti che questa possa essere la strada da percorrere.  (M.M.)

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Nani, ballerine e TG di regime

Parliamo d’altro, così gli italiani non si preoccupano. Sembra essere questo il mantra della maggioranza dei media dinanzi agli effetti drammatici della crisi che sarà pure in via di superamento, ma intanto lascia dietro di sé aziende chiuse e lavoratori
a spasso.
Chi si diverte in questi conteggi ha valutato recentemente che, a parte l’esorbitante spazio al chiacchiericcio politico, i telegiornali italiani dedicano alla cronaca nera uno spazio venti volte superiore a quello dei tg tedeschi.
Certo, in questa spasmodica attenzione alle baruffe post-ideologiche e ai fatti grandguignoleschi gioca un ruolo forte la specificità nazionale e l’estero non è poi il paradiso dell’informazione (pensiamo solo all’invadenza del gossip nella gran parte die media popolari inglesi e americani).
Resta però legittimo il dubbio che talvolta si voglia parlar d’altro o perlomeno si preferisca non approfondire.
Ora va di moda battagliare sulla tomba di Craxi e fare dell’intitolazione della via allo scomparso statista-latitante un caso nazionale. Invece di lasciarlo al giudizio degli storici, si infierisce (in pari modo) con riabilitazioni postume e rigurgiti di damnatio memoriae. Se qualcuno ricorda che a quei tempi, mentre si parlava di modernizzazione e dell’ingresso dell’Italia tra i grandi,  si gettavano le basi di un mastondotico buco della finanza pubblica che ancora oggi pesa sul nostro futuro, viene messo a tacere. Parliamo d’altro.

Emanuele Chesi

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Ricicliamo anche i peluche

Si chiama “Ogni cosa al suo posto” , è un pieghevole in forma di calendario distribuito dal Gruppo Hera. Indica qual è la destinazione, fra i vari cassonetti, di 202 categorie di oggetti, disposti in ordine alfabetico (da Abiti a Zoccoli): quelle indirizzate all’indifferenziato sono ben 80. Fra queste, figurano i giocattoli e i peluche. Spesso guardati dai bambini distrattamente per qualche minuto, i regali costruiti in Cina e imballati in Italia, finiscono rapidamente nel bidone sotto casa. Sono perlopiù di plastica: bruciata, sviluppa diossine. Triste epilogo per una manifestazione d’affetto.
Da tempo c’è chi si è reso conto del paradosso e tenta di dare una seconda vita a bambole e automobiline gettate via con disinvoltura. È il caso dell’associazione “Gian Burrasca” di Venezia, che raccoglie e rimette a nuovo giocattoli, accessori e vestiti usati.
Il materiale è consegnato dagli stessi soci (sono 214), due addetti si occupano di rigenerarli per poi esporli e venderli nella bottega di Gian Burrasca. Il progetto è nato nel 2004 per iniziativa della cooperativa sociale Macramé (www.coopmacramevenezia.it), che si occupa di integrazione sociale, lo spaccio si trova nella sede della cooperativa. La selezione e la pulitura di abiti e giochi è curata da persone in borsa lavoro, il risultato finale è un oggetto recuperato, che incontra sempre più i favori di famiglie libere dai condizionamenti degli spot. Il negozietto è diventato così un luogo di conoscenza e scambio di relazioni. Un piccolo esempio di come consapevolezza, fantasia e intraprendenza possano trasformare un problema ambientale in un’opportunità di lavoro.

Fabio Gavelli

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Nuova sede per Romagna Innovazione nel palazzo ex Monte di Pietà

Inaugurata a Forlì la sede di RInnova – Romagna Innovazione srl, alla presenza delle autorità provinciali e del Magnifico Rettore dell’Alma Mater Ivano Dionigi, al suo primo intervento pubblico nella provincia romagnola. A chiusura degli interventi la lezione magistrale dello scienziato Vincenzo Balzani.
Fare invenzioni e scoperte utili per cambiare il mondo. È il sogno
di ogni scienziato, di ogni tecnico e di quanti si dedicano alla
conoscenza non solo per descrivere la realtà ma per cambiarla. Ed è anche la sfida di RInnova – Romagna Innovazione Srl, società costituita nel giugno 2008 dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena, Alma Mater Studiorum Università di Bologna e Camera di Commercio di Forlì-Cesena che ha come mission quella di tradurre la tecnologia studiata in innovazione concreta, attraverso attività di
consulenza, formazione, pro get tazione e validazione messe al
servizio delle imprese private e del settore pubblico. La presidenza di RInnova è affidata a Piergiuseppe Dolcini, presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì; la vicepresidenza a Davide Trevisani, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena. La sede della società, posta al piano terra del palazzo ex Monte di Pietà di Forlì (in corso Garbaldi 49).

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L’Almanacco di Forlì 2009 si presenta

Serata di presentazione ufficiale, martedì 12 gennaio in Salone Comunale, per l’Almanacco di Forlì e dintorni 2009, il volume che da nove anni raccoglie dodici mesi di cronaca cittadina in foto e immagini. Alla serata hanno partecipato più di 150 persone, oltre alle principali autorità provinciali. Tra coloro che hanno animato l’evento, il ricercatore Mario Proli, per una volta a caccia delle ‘strane storie’ che hanno caratterizzato il secolo scorso della città, il coordinatore della mostra sui Fiori che si è aperta ai Musei San Domenico, Gianfranco Brunelli, e la campionessa di pugilato Simona Galassi, protagonista insieme a Gaetano Foggetti di un  commosso ricordo della giovanissima vittima della strada Alice Valenti, scomparsa un anno fa in un tragico incidente.

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