La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Il Teatro Ragazzi trionfa a Meldola

Stagione particolarmente fortunata quella appena conclusa al Teatro Dragoni che prosegue, fin dal 1986, la longeva collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Meldola e Accademia Perduta/Romagna Teatri. Oltre 5.000 spettatori per le scelte artistiche operate che hanno confermato eccellenza qualitativa e trasversalità di linguaggi, dalla Prosa al Teatro Scuola al dialettale, con in più la coraggiosa novità di un cartellone interamente dedicato ai bambini e alle famiglie programmato nell’inusuale fascia oraria serale.

Il pubblico meldolese ha risposto, come sempre, con entusiasmo e partecipazione a tutte le proposte. Il cartellone di Prosa, come nelle precedenti Stagioni, registra il più alto numero di presenze del Dragoni, con più di 2.000 spettatori a fronte di sette spettacoli proposti da protagonisti di grande appeal. Biagio Izzo è stato protagonista della commedia brillante Una pillola per piacere, seguito da Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey interpreti del noir Col piede giusto. Poi ancora Pino Quartullo, protagonista e regista di Ultima chiamata, e l’amatissimo Giulio Scarpati con il monologo Troppo buono. Coppia storica dei nostri palcoscenici, Ugo Pagliai e Paola Gassman hanno proposto una rilettura dell’Enrico IV di Pirandello per poi lasciare il palco alla stravagante rivisitazione de Il malato immaginario di Molière messo in scena dal Teatro Kismet Opera e alla giovane, fresca formazione The Kitchen Company con la brillante commedia degli equivoci Un piccolo gioco senza conseguenze.

Ma il vero protagonista di questa Stagione 2009/10 è stato il Teatro Ragazzi. Oltre alle numerose proposte di Teatro per le Scuole, la rassegna A Teatro in Famiglia, assoluta novità al Teatro Dragoni, ha realizzato un exploit di continui “sold out”, tanto da rendere necessaria l’aggiunta “in corsa” di alcune repliche. Programmato nell’inusuale fascia oraria serale, il cartellone ha proposto un’Antologica di spettacoli di Teatro per Ragazzi prodotti da Accademia Perduta. Ad aprire il sipario è stato Claudio Casadio col suo Pollicino, tornato a Meldola dopo prestigiose tournée internazionali e partecipazioni a Festival di risonanza internazionali quali quello dei 2Mondi di Spoleto e dopo il successo cinematografico ottenuto con la sua interpretazione ne L’uomo che verrà, vincitore del David di Donatello come “miglior film”. A seguire: La Bella e la Bestia con la compagnia Il Baule Volante e Il pifferaio magico e Bandiera. Ballata per una foglia, interpretati dai forlivesi Maurizio Casali e Mariolina Coppola, entrambi diretti da Claudio Casadio.

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Be.Ca. Engineering, nuove idee per realizzare il tubo metallico

Un tubo “intelligente” per risparmiare risorse naturali ed economiche. Anzi un tubo bimetallico che a Cesena trova il suo prezzo giusto. La “Be.Ca. Engineering” nasce circa due anni fa per l’intuizione di tre giovani tecnici (Raffaele Caminati, di 28 anni, ed altri due coetanei di 29 e 21 anni).

L’idea è semplice ed in vero già conosciuta: ridurre la quantità di metalli nobili impiegati nella manifattura di tubature per scambiatori di calore e dissalatori, utilizzando metalli nobili, come le leghe di rame, per rivestire l’interno della conduttura, che viene realizzata poi, nella parte esterna, in acciaio al carbonio.

«L’idea – racconta Caminati, che ha appena concluso un dottorato di ricerca in meccanica applicata alla Facoltà di Ingegneria meccanica di Bologna – non è nuova, ma il metodo produttivo si. Abbiamo capito come semplificare la industrializzazione del tubo bi-metallico, rendendolo meno costoso, di circa il 20 per cento, rispetto ad un analogo prodotto tutto in metallo nobile. Prima i due prezzi si equivalevano». I tubi progettati a Cesena possono così essere realizzati per dare vita a grandi impianti in centrali termiche o dissalatrici. Ogni commessa varia dai 200 ai 3mila tubi, di lunghezza anche questa compresa fra i due ed i 12 metri ciascuno. Progetti che costano centinaia di migliaia di euro e fare risparmiare il 20 per cento vuol dire offrire margini di guadagno più elevati. Avere un’idea valida e potenzialmente competitiva sul mercato, però, non basta certo ad affermarsi. Bisogna lavorare duro, e Caminati l’ha ben chiaro. «Le trattative con i clienti possono durare dai 5 ai 6 mesi – prosegue Raffaele, che essendo un ex rugbista è abituato a lottare – e si svolgono spesso su internet durante la notte. Abbiamo contatti con il mercato asiatico (dove abbiamo ricevuto le nostre prime due commesse), il mercato africano e gli Stati Uniti. Anche in Europa iniziamo a farci conoscere».

Fare impresa non è semplice, ma la cooperazione ha ancora un valore aggiunto. «Essere parte del movimento cooperativo ci ha permesso non solo di partire con la nostra iniziativa – aggiunge il cesenate – ma anche di trovare aziende capaci di eseguire delle commesse per noi. In particolare Legacoop ci ha anche affiancato nella ricerca di finanziamenti o nel reperire professionisti capaci di farlo, indispensabili per avviare la produzione. Certo la dimensione internazionale del nostro mercato rende più complesso trovare i sostegni necessari. Tuttavia i primi risultati commerciali sono stati fortemente incoraggianti e ci aspettiamo di decollare nel giro di un anno».

Matteo Miserocchi

IL PRESIDENTE: INNOVIAMO A TUTTO CAMPO

«Be.Ca. engineering – dice il presidente Raffaele Caminati  produce e costruisce non solo tubi bimetallici di varie dimensioni, ma anche macchinari per prove idrostatiche e pneumatiche di tenuta su tubi rettilinei o curvati». Questa seconda possibilità produttiva non è ancora diventata realtà, perché si attendono commesse, ma costituisce un’ulteriore strada di sviluppo per la cooperativa. Per avere maggiori informazioni su questa realtà ci si può collegare al sito internet www.beca-engineering.com, tradotto in tre lingue: italiano, inglese e tedesco.

È L’UOVO DI COLOMBO, PAROLA DI LEGACOOP NAZIONALE

La “Be.ca engineering” è stata fra le tre realtà cooperative premiate al “Welcome day” di Genova, lo scorso 2 luglio. Si tratta della grande manifestazione nazionale di Legacoop per i nuovi arrivati. All’interno del concorso “L’uovo di Colombo” l’azienda cesenate si è vista riconosciuto un premio per il prodotto più innovativo. I giudici hanno apprezzato l’aver brevettato una nuova tecnologia per la produzione di tubi bimetallici per scambiatori di calore che consentono risparmio economico rispetto ai tubi tradizionali.

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I miei primi quarant’anni

I miei primi quarant’anni hanno portato in dono una prima serie di acciacchi che a trentanove non avevo. Nulla di grave, ma che mi hanno comunque costretto ad una full immersion nel pezzo forlivese del sistema sanitario nazionale pubblico. Transitando da otorinolaringoiatria a gastroenterologia, da neurologia a reumatologia e radiologia e soggiornando inoltre anche qualche giorno in medicina mi sono fatto una bella esperienza del sistema lato paziente.

La prima cosa che mi ha impressionato positivamente è stata l’organizzazione molto flessibile che mi ha permesso in tempi rapidi ed incastrando le visite tra i miei appuntamenti di unire la rapidità degli accertamenti al rispetto delle mie esigenze, attraverso la formula del percorso in ambulatorio protetto. Formula che ha fatto pensare in automatico ad alcuni miei colleghi romani che mi servissi di chissà quale clinica privata.

La seconda cosa che mi ha stupito è stato trovare una gamma di opzioni sul menù degna di un ristorante. Per uno che è abituato al panino al prosciutto del bar sotto l’ufficio è già una bella sensazione.

Ma la cosa che mi ha fatto più piacere in assoluto è stato trovare in medici (a dire il vero uno aveva un po’ fretta), infermieri ed ausiliari, molta attenzione, cura, gentilezza e disponibilità a volte perfino simpatia nei confronti del paziente “Maretti”. Non ero una pratica da sbrigare, ma una persona con un problema da risolvere ed un presidio di persone era lì in scienza e coscienza ad aiutarmi. Anche questo fa bene alla salute. Sapere che malgrado le “cricchette” e le “loggette” che ammorbano questo Paese ci sono delle italiane e degli italiani (e non solo) che fanno con cura il loro lavoro nel più importante e delicato degli enti pubblici per i forlivesi, il loro ospedale.

Cristian Maretti

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Un “assaggio” di New York per il Sangiovese di Romagna

Un tardo pomeriggio qualunque da Sherry–Lehmann, uno dei wine store più alla moda di Park Avenue, a New York. Un luogo di  culto in cui l’appassionato di vini può immergersi tra migliaia di etichette da tutto il mondo, partendo dall’economico Sauvignon Blanc neozelandese fino ad arrivare all’imponente “Imperial” di Ornellaia da 600 dollari al litro. «In questo paradiso dell’enofilo ci sono 58 etichette toscane, 34 piemontesi e decine di altre ancora trentine, friulane, laziali e siciliane. Ma nemmeno una bottiglia di vino romagnolo. E non è un caso». Monica Fantini, direttore e responsabile Agroalimentare di Legacoop Forlì-Cesena, lo sa bene. Poche settimane fa, a inizio estate, ha gestito per conto del Consorzio Appennino Romagnolo una missione nella Grande Mela: una settimana fitta di visite e incontri con referenti finanziari, istituzionali, manager e pubblicitari, per studiare il contesto e capire se c’è la possibilità di sbarcare in forze al di là dell’Atlantico. Con un primo problema da affrontare, grande come l’Empire State Building. Mentre le altre regioni d’Italia, con la Toscana e il Veneto in testa, sono tutte più o meno presenti,all’ombra di Central Park, il nostro pezzo di “Made in Italy” è ignoto ai più.

«La Romagna a New York non è affatto conosciuta – spiega la Fantini – se non facendo riferimento a Fellini e alla Dolce Vita, che comunque nell’immaginario collettivo vengono associati comunemente a Roma». La Romagna, insomma, uno dei luoghi più ospitali e solari d’Italia, sempre pronta ad aprire le sue porte a un turismo fiorente, in America non ha nessuna possibilità di “sfondare”? «Evidentemente il nostro territorio è stato poco propenso, e non solo per sua responsabilità, ad esportare oltre oceano la sua storia, i suoi colori, i suoi profumi e la sua tipicità. Il risultato – chiarisce il direttore – è che rischiamo di perdere una grande opportunità».

Entrare nel mercato di New York, dicono infatti gli esperti, è difficile, ma non impossibile. Basti osservare una “case history” come quella del Prosecco di Conegliano, che non solo è diventato lo “sparkling wine” di riferimento di aperitivi e grandi chef, ma è addirittura arrivato ad arruolare testimonial celeberrimi come Paris Hilton e a conquistare i severi recensori del Wall Street Journal.

I privati, però, da soli faticano, e l’impegno diretto delle istituzioni nell’internazionalizzazione dei nostri prodotti continua  ad essere fondamentale. Lo dimostrano le specialità emiliane, promosse a suon di milioni negli States grazie a lauti programmi di marketing territoriale cofinanziati da fondi pubblici. In tal modo, ad esempio, Parmigiano e prosciutto di Parma hanno fatto da traino al “povero” lambrusco, che da vino dozzinale è divenuto un nettare d’ambrosia, declinato sul mercato internazionale in decine di etichette di qualità. «Inutile dire che sarebbe ora di poter raccontare casi simili anche in Romagna», conclude la Fantini.

Emilio Gelosi

QUATTRO STEP PER UN LANCIO RIUSCITO

«Le ricerche di mercato – spiega la Fantini – ci dicono che New York è una città curiosa, attenta alle novità, e non ancora “satura”. I passi da compiere, secondo gli esperti che abbiamo interpellato, tutte autorità riconosciute nel loro settore, sono fondamentalmente quattro. Primo, trasformare il progetto in un’idea e in un brand coordinato semplice, diretto ed emozionale. Due, concentrare l’idea su pochi ma distintivi prodotti di qualità. Tre, legare l’idea del vino a una gastronomia molto identificativa e di successo, come ad esempio quella artusiana, sviluppando progetti comuni. Quarto, ma non ultimo, coordinare l’azione di lancio con il coinvolgimento dei referenti politici territoriali».

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L’Economia del benessere al centro delle Giornate del non profit

ivere bene è importante, ma come si misura in maniera stabile il rapporto tra l’economia e la felicità? Quello che manca, nella ricerca di settore, è proprio quel “quid” di scientificità che permetta di confrontare, per esempio, i dati di paesi diversi.

E sarà proprio questo uno dei temi chiave della decima edizione delle Giornate di Bertinoro per l’economia civile, promosse da AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit) che si svolgeranno l’8 e 9 ottobre a Bertinoro.

Già nel corso della prima giornata verrà presentata da Leonardo Becchetti dell’Università Tor Vergata di Roma la ricerca “Rapporto tra felicità e indicatori del Benessere”, una ricerca empirica su dati di diversi paesi europei per un periodo di circa vent’anni in grado di misurare l’impatto di ciascuno di questi indicatori alternativi sulla soddisfazione di vita.

La seconda sessione prevista nel pomeriggio di venerdì 8 ottobre sarà dedicata a “Dare credito alla fiducia: la domanda di finanza del Terzo Settore” e vedrà la partecipazione di Carlo Borzaga (Università di Trento), Francesco Vella (Università di Bologna), Giorgio Gobbi (Banca d’Italia), Carlo Borgomeo  (Presidente Fondazione per il Sud), Felice Scalvini (Presidente Cooperatives Europe), Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata), Mauro Gori (Presidente Consiglio di Gestione Cooperfidi Italia), Giacomo Libardi (Presidente Consorzio CGM Finance) e Davide Dal Maso (Avanzi).
L’ultima sessione di sabato 9 ottobre dal titolo “Lo spazio per la Fraternità: quale ruolo per il Volontariato?“, in vista del 2011 designato dalla Commissione Europea come Anno Europeo del volontariato, vedrà al centro del dibattito, coordinato da Stefano Zamagni, l’intervento di Don Luigi Ciotti dell’Associazione Libera e le relazioni di Marco Revelli (Università del Piemonte Orientale), Marina Gerini (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione Generale per il volontariato e l’associazionismo), Andrea Olivero (Portavoce Forum Nazionale Terzo Settore) e Luca Jahier (Vice Presidente del III Gruppo del Comitato Economico e Sociale Europeo).

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Il bilancio 2009 del gruppo Conscoop: in flessione i volumi, in miglioramento la marginalità

Il gruppo Conscoop chiude il bilancio consolidato 2009 con un valore della produzione di 202 milioni di euro, in flessione di 4,5 milioni rispetto all’esercizio precedente. Migliora però l’utile di esercizio, che passa da 3,7 a 4,8 milioni, dopo il pagamento di oltre 2,2 milioni di imposte, a testimonianza di una forte attenzione sui costi. Il patrimonio netto è di 37,2 milioni di euro.

L’attività principale della capogruppo è rivolta all’acquisizione di lavori relativi a costruzioni che vengono poi assegnati alle imprese associate. Complessivamente il volume dell’acquisito nel corso del 2009 ammonta a circa 136 milioni di euro, a cui vanno aggiunti circa 18 milioni provenienti da ATI e contratti di avvalimento. I lavori sono poi stati assegnati a 41 cooperative associate. In totale le imprese aderenti al consorzio sono 155, distribuite su tutto il territorio nazionale.

Il secondo settore di attività riguarda la vendita di gas naturale, che raggiunge poco meno di 78 mila utenti in 95 Comuni di Abruzzo, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia, Liguria e Campania. Nel 2009 sono stati venduti 56,8 milioni di metri cubi e i clienti sono aumentati di 2.800 unità. A seguire l’attività di concessionario, che comprende la progettazione, costruzione e gestione di reti gas in otto regioni italiane (Abruzzo, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna, Umbria, Liguria e Marche). La presenza del gruppo riguarda 161 mila utenti (+ 3,9% rispetto al 2008). I metri cubi distribuiti totali sono stati circa 140 milioni contro i 130 del 2008. Il totale investimenti di proprietà (quindi al netto di ammortamenti e contributi pubblici) è di circa 132 milioni di euro, contro i 129 dell’esercizio precedente.

Nell’esercizio 2009 è proseguita anche l’attività volta a terminare l’intervento immobiliare in corso nella regione Sardegna, nel Comune di Santa Teresa di Gallura, e la vendita presso i clienti delle unità abitative realizzate. L’intervento complessivo, svolto dalla società Tilia, prevede la costruzione e la vendita di 142 unità residenziali unitamente alla realizzazione di mille metri quadri adibiti a superficie commerciale e di circa 250 metri quadri adibiti a spazi commerciali e terziari. Al 31 dicembre 2009 sono stati realizzati quattro dei cinque fabbricati di cui si compone l’intera iniziativa, per un totale di 115 appartamenti.

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L’impresa dell’informazione

È tutto un problema di forza e di potere. Dopo la proposta di bavaglio sulle intercettazioni, dopo l’aumento scellerato delle tariffe postali per i giornali e soprattutto per i periodici, siamo arrivati al capitolo successivo.

L’allarme lanciato da Mediacoop, l’associazione nazionale delle cooperative editoriali aderenti a Legacoop, è stato chiaro: l’incertezza, per il terzo anno consecutivo, dei contributi pubblici all’editoria non sono il rispetto alla pesantezza della manovra rivolta a tutti i cittadini ma il disegno ormai esplicito di tagliare fuori dal mercato il 20 per cento delle aziende editoriali, spartirsene il piccolo ma agguerrito mercato commerciale pubblicitario, tagliare fuori dalla società giornalistica che conta il 25 per cento della categoria dei professionisti dell’informazione. Naturalmente non c’è bisogno di evocare lo stratega di questa operazione di negazione della democrazia, nè i solerti colonnelli che sono in azione quotidiana. È molto probabile che dopo le minacce, le battaglie combattute su questo terreno negli anni scorsi, dalla fine del 2010 cominceranno a cadere sul campo tante piccole imprese che hanno comunque avuto il merito di chi da quaranta, chi da trenta o da venti anni hanno creato il pluralismo dell’informazione allargando l’informazione in quasi tutta Italia. Non c’è bisogno che citi i meriti della Cooperativa editoriale giornali associati che edita il “Corriere Romagna”. Ora però è il tempo di provare, se non si vuole soccombere, a tentare un salto di qualità. E’ possibile in Emilia-Romagna creare un unico polo produttivo dell’informazione? E’ possibile trovare un grande partner nazionale dell’editoria che rispetti la vocazione cooperativa per rinnovare l’offerta dell’editoria della comunicazione e del giornalismo? Le migliori imprese cooperative di questo territorio si guardano attorno per costruire alleanze e strategie adatte per stare sul mercato salvando quanti più lavoratori possibili e le professionalità finora espresse. In questa versione sarebbe determinante anche affrontare il nodo della distribuzione che, in chiave logistica, è uno dei punti deboli dell’informazione in Italia quando si parla di carta stampata. La verità è che sono questi orribili tempi di crisi, favoriti da una pessima classe dirigente innanzi tutto politica e di governo, a imporre la drastica alternativa: combattere o perire. E se attribuiamo alla metafora il suo valore credo che siamo capiti.

Pietro Caruso

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Albania chiama cooperazione sociale

La cooperazione sociale di Forlì-Cesena fa scuola al di là dell’Adriatico. All’inizio di giugno una delegazione di una ventina di rappresentanti istituzionali e ONG del Paese delle Aquile, accompagnata dalla responsabile Welfare di Legacoop, Enrica Mancini, è stata in visita ad alcune cooperative sociali forlivesi. çL’obiettivo era quello di studiarne l’esperienza in vista della stesura della  legge sull’impresa sociale in Albania, di prossima discussione.

Il gruppo di studio, in particolare, ha potuto visionare il servizio svolto dalla cooperativa CAD alla casa di riposo di Vecchiazzano, toccare con mano le attività per la prima infanzia di Acquarello al nido “L’Orsetto” e saggiare in diretta le azioni di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati messe in campo da Coforpol.

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Il Presidente Napolitano a Forlì l’8 e 9 novembre

Giorgio Napolitano sarà a Forlì l’8 e 9 Novembre 2010. Le celebrazioni per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia se ufficialmente dovranno iniziare dal prossimo mese di marzo del 2011, hanno già fatto registrare divergenze significative che non possono essere taciute. Del resto è davanti  agli occhi  di tutti la rilevanza politica che, giorno dopo giorno, assume l’evento che evidenzia la contrapposizione tra le linee guida del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, (i localismi, la valorizzazione dei dialetti le ombre dei processi risorgimentali) e una lettura che invece insista sul carattere della costruzione nazionale. E questo carattere unitario scaturisce da una tradizione storica che dal Risorgimento arriva alla Carta Costituzionale passando attraverso la stagione fondante della Resistenza.

Proprio quest’ultima considerazione ha indotto il Comitato Forlì-Cesena dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, le Associazioni Mazziniane Italiane della Romagna insieme alle istituzioni elettive del nostro territorio, a chiedere con forza la presenza del Capo dello Stato a quella che sarà l’apertura ufficiale del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia in Romagna.

Alla richiesta ufficiale del 16 luglio del 2010 del Prefetto di Forlì-Cesena, Angelo Trovato al Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, ha fatto seguito l’incontro al Quirinale a cui ho partecipato insieme a Donato Marra lo scorso 27 luglio.

Ne è scaturita una ufficialità ed una disponibilità a tener conto delle iniziative programmate per lunedì 8 e martedì 9 novembre a Forlì-Forlimpopoli-Cesena e Savignano sul Rubicone.

A Forlì in occasione del 66° anniversario della Liberazione, un Convegno sul primo e  secondo Risorgimento con oratori come Giuseppe Galasso, Simona Colarizi, Mario Isnenghi, Romano Ugolini, Carla Nespolo con introduzione del Sindaco di Forlì Roberto Balzani sul tema: “Forlì – una città fra primo e secondo Risorgimento”.

A Forlimpopoli significative iniziative per ricordare Pellegrino Artusi e Emilio Rosetti; a Cesena prima la biblioteca Malatestiana, inaugurazione della mostra su Alfredo Comandini e il secolo dell’Unità, mentre al teatro Bonci, Paolo Mieli, Angelo Varni e Alfredo Comandini terranno una Lectio Magistralis. A Savignano sul Rubicone, presso la Rubiconia  Accademia  dei Filopatridi, visita alla biblioteca e alle tante testimonianze del Risorgimento Italiano. Da vari mesi il Presidente della Repubblica non perde occasione per sollecitare istituzioni e società civile in senso lato, a programmare eventi comunicativi sul 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Se la partenza in Romagna sarà sicuramente con il botto, non mancheranno in seguito altre significative iniziative che la sezione Forlì-Cesena dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano ha già programmato. Le intese con l’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani Italiani, con i comitati Provinciali della Croce Rossa Italiana e con l’AVIS, la costante collaborazione con l’Archivio di Stato fanno prevedere incontri di grande interesse storico e documentaristico. Ogni comune del territorio Forlì-Cesena avrà in programma almeno una o due significative iniziative.

Sen. Stelio De Carolis

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Parte Bellacoopia International

Bellacoopia InternationalDue settimane in Argentina, come “ambasciatrici” del movimento cooperativo provinciale e regionale di Legacoop. È il viaggio studio che vedrà protagoniste tre neodiplomate dell’Istituto Tecnico Economico “Matteucci” di Forlì: Giada Carbonaro, Giada Milandri e Arianna Zanchini. Le tre fortunate studentesse sono state scelte nell’ambito del progetto di promozione dell’imprenditoria giovanile “Bellacoopia”, a cui l’Istituto Matteucci partecipa sin dalla prima edizione provinciale, avviata sette anni fa. Col tempo il progetto di Legacoop Forlì-Cesena è cresciuto ed è entrato a far parte di una rete regionale dal crescente successo. L’edizione appena conclusa ha coinvolto, solo nella nostra provincia, più di  250 studenti di otto diverse scuole superiori e medie.

Le ragazze di Forlì faranno parte di una delegazione di sette giovani emiliano-romagnoli, composta anche da studenti di Modena e Reggio Emilia. Le tre studentesse si sono impegnate a documentare il viaggio sul blog ufficiale di Bellacoopia Forlì-Cesena ( www.bellacoopia.it), con il racconto e le foto della loro missione. Le stesse appariranno anche sulla pagina Facebook del concorso (www.facebook.com/bellacoopia). La partenza per Buenos Aires è prevista per il 13 luglio. Da lì il gruppo si sposterà nella provincia di Santa Fe e in particolare nella città di Sunchales. Riconosciuta nel 2005 come “capitale nazionale argentina del Cooperativismo”, Sunchales è un vero e proprio distretto cooperativo, con imprese attive nei settori della produzione e lavoro, abitazione e costruzione, agroindustria, credito, fornitura di servizi pubblici (acqua, energia elettrica, telefonia) e con la più importante cooperativa nel settore delle assicurazioni dell’America Latina.

La visita dei ragazzi italiani è stata organizzata da Legacoop Emilia-Romagna e segue quella di dieci coetanei argentini, che nello scorso gennaio hanno potuto visitare le cooperative della nostra regione. Il viaggio comprenderà momenti di didattica, numerose visite alle imprese cooperative argentine e soprattutto la possibilità di entrare in contatto con la vita e la cultura di un altro Paese.

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