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Be.Ca. Engineering, nuove idee per realizzare il tubo metallico

Un tubo “intelligente” per risparmiare risorse naturali ed economiche. Anzi un tubo bimetallico che a Cesena trova il suo prezzo giusto. La “Be.Ca. Engineering” nasce circa due anni fa per l’intuizione di tre giovani tecnici (Raffaele Caminati, di 28 anni, ed altri due coetanei di 29 e 21 anni).

L’idea è semplice ed in vero già conosciuta: ridurre la quantità di metalli nobili impiegati nella manifattura di tubature per scambiatori di calore e dissalatori, utilizzando metalli nobili, come le leghe di rame, per rivestire l’interno della conduttura, che viene realizzata poi, nella parte esterna, in acciaio al carbonio.

«L’idea – racconta Caminati, che ha appena concluso un dottorato di ricerca in meccanica applicata alla Facoltà di Ingegneria meccanica di Bologna – non è nuova, ma il metodo produttivo si. Abbiamo capito come semplificare la industrializzazione del tubo bi-metallico, rendendolo meno costoso, di circa il 20 per cento, rispetto ad un analogo prodotto tutto in metallo nobile. Prima i due prezzi si equivalevano». I tubi progettati a Cesena possono così essere realizzati per dare vita a grandi impianti in centrali termiche o dissalatrici. Ogni commessa varia dai 200 ai 3mila tubi, di lunghezza anche questa compresa fra i due ed i 12 metri ciascuno. Progetti che costano centinaia di migliaia di euro e fare risparmiare il 20 per cento vuol dire offrire margini di guadagno più elevati. Avere un’idea valida e potenzialmente competitiva sul mercato, però, non basta certo ad affermarsi. Bisogna lavorare duro, e Caminati l’ha ben chiaro. «Le trattative con i clienti possono durare dai 5 ai 6 mesi – prosegue Raffaele, che essendo un ex rugbista è abituato a lottare – e si svolgono spesso su internet durante la notte. Abbiamo contatti con il mercato asiatico (dove abbiamo ricevuto le nostre prime due commesse), il mercato africano e gli Stati Uniti. Anche in Europa iniziamo a farci conoscere».

Fare impresa non è semplice, ma la cooperazione ha ancora un valore aggiunto. «Essere parte del movimento cooperativo ci ha permesso non solo di partire con la nostra iniziativa – aggiunge il cesenate – ma anche di trovare aziende capaci di eseguire delle commesse per noi. In particolare Legacoop ci ha anche affiancato nella ricerca di finanziamenti o nel reperire professionisti capaci di farlo, indispensabili per avviare la produzione. Certo la dimensione internazionale del nostro mercato rende più complesso trovare i sostegni necessari. Tuttavia i primi risultati commerciali sono stati fortemente incoraggianti e ci aspettiamo di decollare nel giro di un anno».

Matteo Miserocchi

IL PRESIDENTE: INNOVIAMO A TUTTO CAMPO

«Be.Ca. engineering – dice il presidente Raffaele Caminati  produce e costruisce non solo tubi bimetallici di varie dimensioni, ma anche macchinari per prove idrostatiche e pneumatiche di tenuta su tubi rettilinei o curvati». Questa seconda possibilità produttiva non è ancora diventata realtà, perché si attendono commesse, ma costituisce un’ulteriore strada di sviluppo per la cooperativa. Per avere maggiori informazioni su questa realtà ci si può collegare al sito internet www.beca-engineering.com, tradotto in tre lingue: italiano, inglese e tedesco.

È L’UOVO DI COLOMBO, PAROLA DI LEGACOOP NAZIONALE

La “Be.ca engineering” è stata fra le tre realtà cooperative premiate al “Welcome day” di Genova, lo scorso 2 luglio. Si tratta della grande manifestazione nazionale di Legacoop per i nuovi arrivati. All’interno del concorso “L’uovo di Colombo” l’azienda cesenate si è vista riconosciuto un premio per il prodotto più innovativo. I giudici hanno apprezzato l’aver brevettato una nuova tecnologia per la produzione di tubi bimetallici per scambiatori di calore che consentono risparmio economico rispetto ai tubi tradizionali.

Il bilancio 2009 del gruppo Conscoop: in flessione i volumi, in miglioramento la marginalità

Il gruppo Conscoop chiude il bilancio consolidato 2009 con un valore della produzione di 202 milioni di euro, in flessione di 4,5 milioni rispetto all’esercizio precedente. Migliora però l’utile di esercizio, che passa da 3,7 a 4,8 milioni, dopo il pagamento di oltre 2,2 milioni di imposte, a testimonianza di una forte attenzione sui costi. Il patrimonio netto è di 37,2 milioni di euro.

L’attività principale della capogruppo è rivolta all’acquisizione di lavori relativi a costruzioni che vengono poi assegnati alle imprese associate. Complessivamente il volume dell’acquisito nel corso del 2009 ammonta a circa 136 milioni di euro, a cui vanno aggiunti circa 18 milioni provenienti da ATI e contratti di avvalimento. I lavori sono poi stati assegnati a 41 cooperative associate. In totale le imprese aderenti al consorzio sono 155, distribuite su tutto il territorio nazionale.

Il secondo settore di attività riguarda la vendita di gas naturale, che raggiunge poco meno di 78 mila utenti in 95 Comuni di Abruzzo, Calabria, Molise, Puglia, Sicilia, Liguria e Campania. Nel 2009 sono stati venduti 56,8 milioni di metri cubi e i clienti sono aumentati di 2.800 unità. A seguire l’attività di concessionario, che comprende la progettazione, costruzione e gestione di reti gas in otto regioni italiane (Abruzzo, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna, Umbria, Liguria e Marche). La presenza del gruppo riguarda 161 mila utenti (+ 3,9% rispetto al 2008). I metri cubi distribuiti totali sono stati circa 140 milioni contro i 130 del 2008. Il totale investimenti di proprietà (quindi al netto di ammortamenti e contributi pubblici) è di circa 132 milioni di euro, contro i 129 dell’esercizio precedente.

Nell’esercizio 2009 è proseguita anche l’attività volta a terminare l’intervento immobiliare in corso nella regione Sardegna, nel Comune di Santa Teresa di Gallura, e la vendita presso i clienti delle unità abitative realizzate. L’intervento complessivo, svolto dalla società Tilia, prevede la costruzione e la vendita di 142 unità residenziali unitamente alla realizzazione di mille metri quadri adibiti a superficie commerciale e di circa 250 metri quadri adibiti a spazi commerciali e terziari. Al 31 dicembre 2009 sono stati realizzati quattro dei cinque fabbricati di cui si compone l’intera iniziativa, per un totale di 115 appartamenti.

PL in frenata, in calo volumi e portafogli

Prudenza e consapevolezza di stare vivendo un momento di crisi generalizzato. È quanto emerge dalla prima tornata di assemblee di bilancio delle cooperative di produzione lavoro, già sufficiente però a tracciare un quadro piuttosto preciso di quello che è l’andamento generale del settore “pesante”: industria, costruzioni, cantieristica. «Dalla chiusura dei bilanci del 2008 – spiega il responsabile di settore di Legacoop Forlì-Cesena, Valdes Onofri – si riscontra che nella quasi generalità delle cooperative si è riscontrato un freno nell’attività. Già alla fine del 2008, quindi, le imprese hanno preso coscienza del cambiamento di prospettiva. Questo si nota solo in parte nei bilanci 2008, su cui tutto sommato la recessione ha avuto un’influenza negativa piuttosto leggera». La soddisfazione, però, è destinata a scontrarsi con le asperità della crisi economica. «La situazione di difficoltà ha perdurato e sta perdurando per tutto il 2009 – prosegue Onofri – e si riscontra, come considerazione complessiva, un contenimento del portafoglio ordini e una riduzione delle marginalità sui lavori. Quindi il 2009 è un anno cruciale: bisogna capire come avverrà e se ci sarà la ripresa». Entrando nello specifico i segnali sono differenziati. «Per il settore edile e costruzioni (opere pubbliche e altro) si ravvisa ancora una frenata e non c’è ombra di ripartenza. Sull’immobiliare le cooperative non sono molto impegnate, però in questi ultimi due-tre mesi si è vista una lieve rivitalizzazione delle vendite, soprattutto nel residenziale».
Buone soddisfazioni provengono soprattutto dalle cooperative di dimensioni medio-grandi che si occupano di attività connesse all’edilizia e competono ormai a livello nazionale.
«Ci sono imprese di dimensioni importanti – dice Onofri – molto forti dal punto di vista tecnologico e della progettazione che hanno chiuso bilanci soddisfacenti e hanno per il 2009 un portafoglio ordini buono».
Le difficoltà più severe, come detto, riguardano le imprese che hanno l’attività più propriamente connesse alle costruzioni.
«Abbiamo riscontrato una forte crisi in alcuni settori specifici, legati alle opere pubbliche, a causa dei ritardi di pagamento e del calo dei volumi dei fatturati. A questo si aggiunge il problema del portafoglio ordini ridimensionato in seguito alla contrazione generale del mercato».

Bruno Ascoli cede il testimone alla guida di Arte Muraria

È uno dei cooperatori che hanno fatto la storia di questo movimento. Dal 1984, quando per la prima volta entrò in Arte Muraria come camionista, Bruno Ascoli si è guadagnato la stima e il rispetto di tutto il mondo economico, riuscendo a vincere la sfida di conciliare risultati economici di rilievo con la mutualità e la promozione dei valori di solidarietà sociale che sono propri di questa forma d’impresa. Oggi a 62 anni, dopo 24 anni in cooperativa – di cui 19 passati con il titolo di presidente – Ascoli ha deciso di lasciare le cariche sociali. «La cooperativa – ricorda Ascoli – mi ha dato tanto. Adesso è arrivato il momento di cedere il testimone». A raccoglierlo è stato il consigliere Marco Leoni, che nonostante la giovane età fa già parte della compagine di via dell’Industria da vent’anni, essendone entrato a far parte nel 1988 con un ruolo operativo come assistente di cantiere. «Desideriamo tutti ringraziare Ascoli per l’opera che ha prestato in Arte Muraria», dice il nuovo presidente. Il nuovo CdA della cooperativa è composto da Giuseppe Bombardini, Ivana Cappelli, Marino Matulli, Edmondo Balzani, Luciano Nati, Patrizia Comandini, Paolo Tassani e dal neoentrato Davide Pignolini.

Una crisi non voluta dalle imprese

È una crisi che non deriva dal mondo produttivo, quella in atto, ma che sul mondo produttivo si sta abbattendo con forza crescente. Senza risparmiare nessuno, neanche il mondo delle costruzioni residenziali, che negli ultimi anni ha messo a segno risultati importanti e che per la prima volta – come evidenzia ormai la realtà del mercato immobiliare – si trova davanti a una curva calante dei prezzi e alla prospettiva di aumentare le quote di invenduto, già consistenti. E le cooperative? In un quadro di mercato sempre più difficile l’analisi non può che partire dall’anno appena trascorso. «I preconsuntivi del 2008 – spiega il responsabile Produzione Lavoro di Legacoop Forlì-Cesena, Valdes Onofri – evidenziano una sostanziale tenuta in termini di fatturati, che si accompagna a una leggera riduzione delle marginalità sui lavori. I segnali negativi vengono dal secondo semestre delle aziende edili e di quelle collegate al residenziale». Nel 2009 la difficoltà nell’acquisire nuovi lavori si potrebbe estendere anche alle imprese del comparto industriale. «Eccezion fatta – prosegue Onofri – per chi affronta mercati di nicchia, di alta specializzazione o che ha commesse estere». 

Il nuovo presidente dell’ANCPL, Carlo Zini, è cosciente del fatto che l’onda anomala composta dal calo degli investimenti, dalla riduzione delle capacità di spesa dei singoli e dalla stretta creditizia, ha appena cominciato a sollevarsi. In un recente incontro svolto al Conscoop di Forlì ha evidenziato come la riduzione dei margini sull’acquisizione dei lavori sarà solo uno, e non certo il peggiore, degli effetti della crisi. «Il blocco degli investimenti, pubblici e privati, mette in serie difficoltà tutto il sistema della nostra imprenditoria locale». Di fronte a questo scenario la cooperazione italiana, sebbene posizionata meglio rispetto a una parte dei concorrenti – grazie principalmente alla buona patrimonializzazione e agli investimenti svolti negli anni scorsi – corre anch’essa il rischio di lasciare sul campo pezzi importanti del proprio tessuto, costruito nel tempo con il sacrificio di tanti soci».