La Societa’ Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli’-Cesena

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PL in frenata, in calo volumi e portafogli

Prudenza e consapevolezza di stare vivendo un momento di crisi generalizzato. È quanto emerge dalla prima tornata di assemblee di bilancio delle cooperative di produzione lavoro, già sufficiente però a tracciare un quadro piuttosto preciso di quello che è l’andamento generale del settore “pesante”: industria, costruzioni, cantieristica. «Dalla chiusura dei bilanci del 2008 – spiega il responsabile di settore di Legacoop Forlì-Cesena, Valdes Onofri – si riscontra che nella quasi generalità delle cooperative si è riscontrato un freno nell’attività. Già alla fine del 2008, quindi, le imprese hanno preso coscienza del cambiamento di prospettiva. Questo si nota solo in parte nei bilanci 2008, su cui tutto sommato la recessione ha avuto un’influenza negativa piuttosto leggera». La soddisfazione, però, è destinata a scontrarsi con le asperità della crisi economica. «La situazione di difficoltà ha perdurato e sta perdurando per tutto il 2009 – prosegue Onofri – e si riscontra, come considerazione complessiva, un contenimento del portafoglio ordini e una riduzione delle marginalità sui lavori. Quindi il 2009 è un anno cruciale: bisogna capire come avverrà e se ci sarà la ripresa». Entrando nello specifico i segnali sono differenziati. «Per il settore edile e costruzioni (opere pubbliche e altro) si ravvisa ancora una frenata e non c’è ombra di ripartenza. Sull’immobiliare le cooperative non sono molto impegnate, però in questi ultimi due-tre mesi si è vista una lieve rivitalizzazione delle vendite, soprattutto nel residenziale».
Buone soddisfazioni provengono soprattutto dalle cooperative di dimensioni medio-grandi che si occupano di attività connesse all’edilizia e competono ormai a livello nazionale.
«Ci sono imprese di dimensioni importanti – dice Onofri – molto forti dal punto di vista tecnologico e della progettazione che hanno chiuso bilanci soddisfacenti e hanno per il 2009 un portafoglio ordini buono».
Le difficoltà più severe, come detto, riguardano le imprese che hanno l’attività più propriamente connesse alle costruzioni.
«Abbiamo riscontrato una forte crisi in alcuni settori specifici, legati alle opere pubbliche, a causa dei ritardi di pagamento e del calo dei volumi dei fatturati. A questo si aggiunge il problema del portafoglio ordini ridimensionato in seguito alla contrazione generale del mercato».

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Bruno Ascoli cede il testimone alla guida di Arte Muraria

È uno dei cooperatori che hanno fatto la storia di questo movimento. Dal 1984, quando per la prima volta entrò in Arte Muraria come camionista, Bruno Ascoli si è guadagnato la stima e il rispetto di tutto il mondo economico, riuscendo a vincere la sfida di conciliare risultati economici di rilievo con la mutualità e la promozione dei valori di solidarietà sociale che sono propri di questa forma d’impresa. Oggi a 62 anni, dopo 24 anni in cooperativa – di cui 19 passati con il titolo di presidente – Ascoli ha deciso di lasciare le cariche sociali. «La cooperativa – ricorda Ascoli – mi ha dato tanto. Adesso è arrivato il momento di cedere il testimone». A raccoglierlo è stato il consigliere Marco Leoni, che nonostante la giovane età fa già parte della compagine di via dell’Industria da vent’anni, essendone entrato a far parte nel 1988 con un ruolo operativo come assistente di cantiere. «Desideriamo tutti ringraziare Ascoli per l’opera che ha prestato in Arte Muraria», dice il nuovo presidente. Il nuovo CdA della cooperativa è composto da Giuseppe Bombardini, Ivana Cappelli, Marino Matulli, Edmondo Balzani, Luciano Nati, Patrizia Comandini, Paolo Tassani e dal neoentrato Davide Pignolini.

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Una crisi non voluta dalle imprese

È una crisi che non deriva dal mondo produttivo, quella in atto, ma che sul mondo produttivo si sta abbattendo con forza crescente. Senza risparmiare nessuno, neanche il mondo delle costruzioni residenziali, che negli ultimi anni ha messo a segno risultati importanti e che per la prima volta – come evidenzia ormai la realtà del mercato immobiliare – si trova davanti a una curva calante dei prezzi e alla prospettiva di aumentare le quote di invenduto, già consistenti. E le cooperative? In un quadro di mercato sempre più difficile l’analisi non può che partire dall’anno appena trascorso. «I preconsuntivi del 2008 – spiega il responsabile Produzione Lavoro di Legacoop Forlì-Cesena, Valdes Onofri – evidenziano una sostanziale tenuta in termini di fatturati, che si accompagna a una leggera riduzione delle marginalità sui lavori. I segnali negativi vengono dal secondo semestre delle aziende edili e di quelle collegate al residenziale». Nel 2009 la difficoltà nell’acquisire nuovi lavori si potrebbe estendere anche alle imprese del comparto industriale. «Eccezion fatta – prosegue Onofri – per chi affronta mercati di nicchia, di alta specializzazione o che ha commesse estere». 

Il nuovo presidente dell’ANCPL, Carlo Zini, è cosciente del fatto che l’onda anomala composta dal calo degli investimenti, dalla riduzione delle capacità di spesa dei singoli e dalla stretta creditizia, ha appena cominciato a sollevarsi. In un recente incontro svolto al Conscoop di Forlì ha evidenziato come la riduzione dei margini sull’acquisizione dei lavori sarà solo uno, e non certo il peggiore, degli effetti della crisi. «Il blocco degli investimenti, pubblici e privati, mette in serie difficoltà tutto il sistema della nostra imprenditoria locale». Di fronte a questo scenario la cooperazione italiana, sebbene posizionata meglio rispetto a una parte dei concorrenti – grazie principalmente alla buona patrimonializzazione e agli investimenti svolti negli anni scorsi – corre anch’essa il rischio di lasciare sul campo pezzi importanti del proprio tessuto, costruito nel tempo con il sacrificio di tanti soci».

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