La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

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Copari si affida a Workopp per fare riflettere i dirigenti

 

Una Società di consulenza per le risorse umane, Workopp spa, e una cooperativa di edilizia, Copari, si incontrano e danno il via a un percorso di riflessione, autovalutazione ed esplorazione di nove dirigenti, delle loro competenze, di ciò che sanno fare e di quello che potrebbero fare, perché ne hanno le capacità e le potenzialità.  Copari, cooperativa edile abituata a ragionare con numeri e materiali, si coinvolge in un percorso di riflessione e di crescita aziendale, con la competenza e l’esperienza dei consulenti esperti di Workopp.

«Copari è una cooperativa con ruoli ben strutturati e radicati nel tempo» afferma Ivan Bandieri, consulente senior di Workopp (nella foto). 

Il lavoro di valutazione delle competenze ha coinvolto nove figure professionali della struttura di vertice; tramite interviste individuali e colloqui di gruppo sono state esplicitate alle persone e all’azienda le competenze eccellenti di ognuno.

«Il progetto – prosegue Bandieri – ha avuto il suo focus principale nella individuazione delle competenze, ovvero quelle caratteristiche di natura trasversale (che quindi vanno al di là delle conoscenze professionali e scolastiche) che sono determinanti per una prestazione efficace sul lavoro e sono distintive delle persone che manifestano una performance superiore».

Il percorso ha previsto un momento iniziale di gruppo per la condivisione degli obiettivi, seguito da interviste individuali condotte con strumenti di indagine motivazionali e relazionali, ottenendo così una valutazione il più possibile oggettiva sul campione degli intervistati.

«Il percorso di valutazione del potenziale è stato piuttosto significativo per noi – afferma Roberta Rossi, presidente di Copari  – in quanto calato perfettamente sulla nostra esigenza del momento. Si sono infatti evidenziate nelle persone coinvolte potenzialità prima non riconosciute, nonostante i molti anni passati in cooperativa, che pensiamo di mettere a frutto per consolidare al meglio la nostra organizzazione interna».

Sono stati messi in evidenza quindi i punti di forza e di debolezza di ognuno, da presidiare e sviluppare nei prossimi mesi. Alcuni sono risultati particolarmente eccellenti in alcune aree di lavoro, lasciando intravvedere possibili evoluzioni del ruolo. Altri hanno scoperto lati della propria personalità che emergono in situazioni di tensione e che occorre presidiare e indirizzare. Una maggiore consapevolezza per la persona e per la cooperativa.

“Copari ha ben inteso il contributo che il “capitale umano” può apportare nel costruire un vantaggio competitivo dell’impresa – afferma Anna Zaccarini, responsabile della filiale di Forlì – Cesena di Workopp. Una valutazione corretta delle risorse umane a partire dalla fase iniziale di selezione e poi in itinere concorre a individuare quelle risorse che possiedono il potenziale per ricoprire una determinata posizione organizzativa in un determinato momento.

Auspichiamo che il lavoro fatto con Copari possa ripetersi anche in altre cooperative».

Fabiana Rondinini

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FonCoop anche per le cooperative agricole

Quest’anno le cooperative italiane devono tenere a mente due date per l’adesione a Fon.Coop. Non  c’è soltanto il 30 novembre, come è ormai consuetudine, ma – ed è una novità – anche il 31 ottobre,  ovvero la scadenza per l’adesione delle cooperative agricole.

Da marzo 2008 è infatti possibile anche per gli operai agricoli di tutte le cooperative agricole fare formazione con Fon.Coop: il Fondo della formazione continua delle cooperative costituito da Agci, Confcooperative e Legacoop, e da Cgil, Cisl e Uil. 

Con l’adesione, che è completamente gratuita, la cooperativa autorizza il Fondo a ricevere i contributi che già versa per legge all’Inps (lo 0,30%) ed a richiedere un finanziamento per la formazione dei propri lavoratori.

Aderendo entro il 31 ottobre 2008 i contributi saranno versati al Fondo a partire dal 1° gennaio 2009. 

L’adesione delle imprese agricole è l’occasione per il Fondo di finanziare e promuovere la formazione continua in un comparto economico dove la cooperazione ha una grande tradizione, e di favorire innovazione e competitività delle imprese e professionalità dei soci e dei dipendenti. 

Nei suoi quattro anni di attività il Fondo ha contribuito allo sviluppo cooperativo: sono stati impegnati 30 milioni di euro di finanziamenti per piani formativi concordati presentati da 2.000 imprese e a favore di 48.000 lavoratori. Tutti i settori cooperativi hanno usufruito dei finanziamenti: le cooperative di consumo, le cooperative dei servizi, le banche cooperative. Un’importante fetta di finanziamenti sono stati utilizzati dalle cooperative sociali che rappresentano il 18% delle imprese aderenti. 

Fon.Coop ha inoltre assegnato le risorse anche per dimensione d’impresa, rispondendo ai valori cooperativi di equità e solidarietà. 

L’offerta di finanziamenti e di servizi è in grado di soddisfare le grandi e medie cooperative come pure le piccole e le piccolissime ed avviene attraverso il Conto Formativo, il Fondo di Rotazione e le Iniziative speciali. 

Il Conto Formativo Aziendale è il canale di finanziamento per le medie e grandi imprese: le risorse derivanti dallo 0,30% versate da ogni cooperativa sono ad essa riservate per fare formazione. Le risorse sono cumulabili per 5 anni e rese disponibili per attività formative dietro semplice richiesta. 

E’ possibile che più imprese si aggreghino fra di loro per utilizzare i propri Conti Formativi. 

Per le piccole imprese, che costituiscono l’85% delle associate, c’è il Fondo di Rotazione, ovvero un canale di finanziamento con procedura competitiva che consente di ottenere adeguati finanziamenti per la formazione dei dipendenti e soci lavoratori.

Per quanto riguarda le Iniziative speciali, Fon.Coop si riserva annualmente una parte di risorse per finanziare specifiche attività formative giudicate strategiche come la formazione alla sicurezza sul lavoro.

 

Per informazioni: 800 912 429 – www.foncoop.coop

Sul sito del Fondo è possibile scaricare il Rapporto delle attività 2003 – 2007 in formato pdf.

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L’assemblea delle agricole

 

egacoop Agroalimentare torna in Assemblea, proponendo quest’anno il tema dell’affidabilità competitiva.

I delegati delle cooperative del settore agroalimentare di Legacoop si danno appuntamento a Tivoli il 13 il 14 novembre. 

Ma il percorso verso l’Assemblea nazionale che è cominciato da diversi mesi prevede alcune tappe intermedie.

Fra le novità di tipo organizzativo va segnalata la scelta di superare le tradizionali assemblee provinciali. Innovazione questa dettata dalle molte affinità possedute dai territori, ma anche dall’espandersi delle basi sociali e dal vantaggio, da tutti riconosciuto, del fare rete.

Le cooperative delle province a ovest del capoluogo regionale si riuniranno a Reggio Emilia il 10 ottobre, quelle da Ferrara a Rimini, passando per il comprensorio di Imola, si riuniranno invece a Faenza martedì 21 ottobre (nella sala della Banca di Credito Cooperativo in via Laghi 79). L’Assemblea Regionale dei Delegati avrà invece luogo a Bologna il 31 ottobre.  

Massimo Brusaporci

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Con il braccialetto per risparmiare acqua ed energia

È ripresa in queste settimane la stagione corsistica invernale negli impianti gestiti da Around Sport. Come sempre accade all’avvio di una nuova stagione, anche quest’anno sono molte le novità che attendono gli utenti, novità sia di carattere strutturale che organizzativo. Partendo da queste ultime, negli impianti di Savignano (Centro Seven) e Cesenatico (piscina comunale), in via sperimentale Around ha optato per una soluzione innovativa nell’utilizzo delle docce e dei phon: il braccialetto elettronico (viene venduto all’utente al costo di 7 euro e rimane per sempre di sua proprietà). Il braccialetto distingue l’utilizzo dei phon da quello delle docce. Questa del braccialetto è la novità più importante, sia per gli utenti che dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e del risparmio energetico.

«Il motivo di tale scelta – spiega il presidente di Around Davide Ceccaroni – è da un lato la razionalizzazione dei consumi e, dall’altro, la riduzione dell’impatto ambientale». Impianti di tal genere consumano infatti una quantità enorme di energia. «Con questo sistema – spiega ancora Ceccaroni – le docce e i phon funzionano con un sistema elettronico a tempo. Le docce erogano acqua per 4 minuti e mezzo; in questo arco di tempo l’utente può fermare e far ripartire il flusso dell’acqua in ogni momento. Questo sistema dovrebbe ridurre del 30% il consumo di acqua: dai 20 litri medi di acqua si utilizzano ora per una doccia, si dovrebbe arrivare ad utilizzarne 12-15 litri. Nelle due piscine in cui abbiamo installato questo sistema – conclude Ceccaroni a questo proposito – arriveremo a risparmiare all’incirca 900mila litri di acqua in un anno».

L’altra grande novità per questo inizio di stagione, come anticipato, è di carattere strutturale e riguarda la piscina comunale di Cesenatico (nella foto). 

«Nell’impianto di Cesenatico – spiega ancora il presidente Ceccaroni – abbiamo deciso di risistemare completamente il front office. Tale intervento, tramite una doppia porta, ci ha permesso di creare un ambiente intermedio dove viene climatizzata l’aria; in questo modo è possibile mantenere calda la hall della piscina. Ora gli utenti dell’impianto possono sostarvi per acclimatarsi, evitando così all’uscita nocivi sbalzi di temperatura. La nuova hall, inoltre, è stata allestita con tavoli e sedie e nella risistemazione del front office è stato anche previsto un piccolo bar». 

Sempre sul piano degli interventi strutturali, c’è poi da aggiungere che a Cesenatico sono stati ristrutturati la sauna ed il bagno turco, ed è stata rifatta anche la zona relax di questi ambienti, appena entrati in funzione. Il costo totale di questi interventi ammonta per Around Sport a circa 90 mila euro. 

«Nonostante ciò – sottolinea il presidente – le tariffe per gli utenti sono rimaste le stesse dell’anno scorso». 

Infine, c’è una novità anche per la piscina di Cesena dove, di comune accordo con l’Amministrazione comunale, Swim.Ce (la società consortile che gestisce l’impianto e di cui Around detiene la maggioranza) ha provveduto a una ristrutturazione dell’impianto tecnologico del sistema di trattamento dell’acqua della vasca al coperto.

Matteo Raggi

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Intervista a Tiziano Alessandrini

Il neopresidente della Camera di Commercio, Tiziano Alessandrini, parla della situazione economica generale ai microfoni della Società Cooperativa.

 

L’economia italiana vive un momento di difficoltà. Qual è l’impatto sul tessuto economico della provincia di Forlì-Cesena?

La nostra provincia è caratterizzata da una economia plurale: agricoltura, manifatturiero, servizi,   turismo, commercio, terziario. Spesso questi settori si intersecano, dando vita a vere e proprie filiere. 

Ciò consente alla nostra economia, anche in fasi congiunturali molto negative come quella che stiamo attraversando, di non subire picchi negativi drammatici. 

L’altra faccia della medaglia, però, è data da trend normali anche quando la congiuntura è molto favorevole. 

Inoltre, la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni colpisce soprattutto le imprese che producono per il mercato interno e siccome solo un quarto del valore della nostra produzione è destinato all’export, nel medio-lungo periodo rischiamo di essere seriamente penalizzati. 

Quali sono i principi ispiratori del suo mandato?

Il primo è quello di confermare le linee di intervento che sono ritenute ancora valide (internazionalizzazione, sostegno al credito, ecc.) e di introdurne altre come il tema delle reti e filiere, capitali privati, ricerca e Università, trasmissione d’impresa, sostegno a chi promuove l’utilizzo di energie rinnovabili. 

Vogliamo promuovere azioni che aiutino ad agganciare le reti lunghe dello sviluppo. Penso sia importante agire con visione di area vasta, a geografia variabile. 

Opereremo per accorpare le risorse per progetti intersettoriali ed interassociativi, facendo leva sul concetto della filiera. Bisogna premiare i progetti che abbiano il segno della non ripetitività, ma dell’innovatività e dell’efficacia, non solo per le imprese ma per il territorio. 

Insomma, i progetti devono essere innovativi, originali rispetto a precedenti iniziative, devono contenere la persistenza degli effetti, l’ampiezza, la generalità dei destinatari ed il turnover dei beneficiari.

Cosa può fare la C.C.I.A.A. per sostenere di più e meglio le imprese del territorio?

La Camera di Commercio può svolgere azioni di carattere politico e culturale, ma anche pratico attraverso l’incentivazione finanziaria. 

Può sostenere ad esempio i progetti di cui parlavamo prima. Può sostenere i confidi dei vari settori economici, come peraltro sta facendo. Ma occorre promuovere l’innovazione in senso lato. Qui sta la sfida vera. 

E allora, occorre fare azione verso le banche affinchè strumenti come il private equity o il venture capital possano operare anche con le piccole imprese. Occorre promuovere le reti di imprese per fare fronte alla ricerca, all’innovazione ed all’internazionalizzazione. 

Occorre orientare le imprese sull’innovation, comunication, tecnology (ICT). La Camera di Commercio può essere il soggetto che si candida per coordinare tutti i soggetti assumendosi l’impegno di coordinare competenze, risorse,e sforzi che il sistema territoriale sarà in grado di sviluppare sul piano dell’innovazione.

In un tessuto economico formato prevalentemente da piccole e medie imprese come quello del nostro territorio, il movimento cooperativo che contributo può dare?

Direi che può dare un contributo molto importante. Nel nostro territorio abbiamo cooperative che rappresentano eccellenze su scala nazionale ed internazionale. 

Penso ai grandi gruppi che operano nella filiera agroalimentare e nella distribuzione. 

Ma ci sono realtà importanti anche nelle costruzioni, nell’impiantistica elettrica ed idraulica, nei servizi alla persona, nei servizi ambientali. La cooperazione svolge quindi un ruolo importante anche nella produzione del PIL. 

Alcuni di questi soggetti si fanno interpreti del processo di internazionalizzazione e di innovazione anche delle piccole imprese che lavorano in rete con essi. Lo sforzo comune da fare è che i grandi gruppi cooperativi e la costellazione di micro e piccole imprese facessero massa critica e costruissero un rapporto non solo di sub fornitura, ma di vera e propria partnership, sfruttando la grande flessibilità dei piccoli.

a cura di Emilio Gelosi e Matteo Marchi

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Una splendida utopia su cui è utile confrontarsi

Il 13 Maggio 1978 fu approvata “la 180”, nota anche come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra che la ispirò.

Negli anni ’50 si stima fossero almeno centomila i “pazzi” internati nelle strutture e i manicomi fungevano da mero contenitore sociale. L’internamento era la sola risposta al disagio e alla malattia mentale viste come un pericolo per l’intera società.

Negli anni ’60, in linea con la cultura del momento, si pone l’esigenza di un radicale ripensamento della follia e delle regole con cui deve essere trattata. 

Nasce l’idea della prevenzione come prassi rivolta alla salute mentale di tutti, non solo dei malati. Viene dunque messa in discussione la cosiddetta presa in carico dei pazienti psichiatrici, si guarda alla malattia mentale non solo nei suoi aspetti clinici ma come parte di una società, si chiede continuità terapeutica tra ospedale psichiatrico e territorio.

Il luogo di cura viene ribaltato: niente coercizione e isolamento in ospedali-parcheggio, ma luoghi terapeutici inseriti nel territorio e nella società. Il malato mentale viene visto come portatore di diritti e bisogni. Al territorio si chiede di costruire percorsi in cui realizzare un equilibrio tra questi bisogni e i diritti di tutti. Ai servizi pubblici viene affidato il compito di concretizzare tali obiettivi.

Nasce l’idea strategica di “comunità terapeutica”. Su queste basi viene costruita la legge 180. Una legge che viene dopo quella sul divorzio e prima della 194 sull’aborto, figlie tutte di una stagione di forte affermazione dei diritti individuali.

Trent’anni dopo la magnifica utopia di Basaglia e di un piccolo e coraggioso gruppo di psichiatri occorre riflettere, con attenzione e responsabilità, sul cammino percorso. Ne sentiamo tutti il bisogno, soprattutto dinanzi ai tentativi di liquidare sbrigativamente il cammino fin qui fatto. Il malato come persona, l’affermazione dei suoi diritti di cittadinanza, il superamento della istituzione manicomiale, il rapporto tra servizi e territorio, il ruolo dello Stato, le difficoltà incontrate e le possibilità di risoluzione: sono questi i temi che abbiamo di fronte. I due seminari che le nostre cooperative Tragitti e Al Margine hanno organizzato, più di riflessione sulla legge e il lavoro svolto l’uno, più di approccio clinico l’altro, intendono dare un contributo ragionato in tal senso.

Guglielmo Russo

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A trent’anni dalla Basaglia le coop aprono il dibattito

A trent’anni dall’entrata in vigore della legge 180, la cosiddetta Basaglia, che portò alla chiusura degli ospedali psichiatrici, due convegni promossi da cooperative sociali di Legacoop Forlì-Cesena faranno il punto sullo stato di attuazione della normativa e sull’impatto della stessa. Il primo appuntamento, promosso dalla cooperativa Al margine, è in programma il 10 ottobre e sarà incentrato sulle pratiche del recovery nella salute mentale. Il recovery (la ripresa/la guarigione) costituisce un approccio innovativo nel campo della salute mentale. È l’esito dei processi di de-istituzionalizzazione avvenuti in Italia e in altri contesti internazionali; è frutto della presenza attiva dei familiari e delle associazioni degli utenti sullo scenario della salute mentale di comunità. 

Il convegno si svolgerà alla sala Gandolfi di corso Diaz, a Forlì, a partire dalle 9.30 e vedrà tra i relatori anche Roberto Mezzina (Centro Studio OMS di Trieste), Ernesto Venturini (Organizzazione Mondiale della Sanità), Gisella Trincas (Presidente UNASAM), Anna del Mugnaio (Istituto Minguzzi di Bologna). I lavori termineranno con una visita al Villaggio Marino di Vecchiazzano, struttura pilota nell’ambito della residenzialità psichiatrica. 

Il secondo appuntamento, dal titolo “Follia e ragione. Trent’anni di legge Basaglia tra storia e attualità” è organizzato dalla cooperativa Tragitti e si svolgerà il 24 ottobre all’hotel Globus di Forlì, a partire dalle ore 9. L’iniziativa rappresenta una occasione di lettura ed interpretazione dei risultati della Basaglia, con attenzione particolare al ruolo svolto dalla cooperazione sociale. 

Interverranno, tra gli altri, Benedetta Prugnoli (DSM Imola) e Luigi Missiroli (DSM Forlì), che relazionerà sul nuovo modello di psichiatria territoriale; Paolo Tranchina (psicanalista e direttore della rivista “Fogli di informazione”), che presenterà due numeri monografici della rivista; Alberto Alberani (responsabile Legacoopsociali Emilia-Romagna) traccerà il contributo della cooperazione sociale nella applicazione della Basaglia, mentre le conclusioni saranno affidate ad Emilio Lupo (segretario nazionale di Psichiatria democratica), il cui contributo sarà incentrato sulle prospettive future della 180. 

Saranno presenti inoltre rappresentanti della Associazione Ca’ del Vento di Imola. Moderatore dell’incontro sarà Guglielmo Russo, responsabile settore welfare di Legacoop Forlì-Cesena.

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Generazioni si riunisce il 13 giugno a Marina di Ravenna

L’Assemblea di Legacoop Generazioni si svolgerà a Marina di Ravenna, venerdì 13 giugno 2008.

A sei mesi dall’inizio dell’attività il network dei giovani cooperatori farà il punto sui gruppi di lavoro e ragionerà insieme sui futuri assetti organizzativi.

L’appuntamento è dalle 10.00 fin verso le 16.30 nelle sale congressi del Park Hotel; dalle 17.00 circa invece aperitivo in spiaggia, bagno Coco Loco, fino a sera. Per chi volesse poi fermarsi per un week end di sole c’è un’apposita convenzione. Nel PDF in allegato tutte le informazioni: invito-marina-di-ravenna-13-giugno.

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Uniser compie dieci anni e si rinnova

Alle soglie delle celebrazioni del suo primo decennale, la Cooperativa Uniser di Forlì si rinnova grazie all’entrata di nuovi soci e ad un piano di lavoro triennale che mira ad ampliare l’offerta servizi e i soggetti che possano beneficiarne.

Uniser è una cooperativa di produzione lavoro che dal 1998 opera nel campo della mobilità transnazionale e della gestione di progetti europei. Le principali attività riguardano: in collaborazione con imprese, cooperative ed associazioni, la creazione e il coordinamento di progetti sul territorio romagnolo in grado di ospitare tirocinanti o volontari (180 volontari e tirocinanti accolti presso associazioni e aziende del territorio); la preparazione e l’invio di ragazzi italiani all’estero per svolgere periodi di tirocinio o volontariato in uno dei paesi dell’Unione (160 volontari europei e oltre 200 giovani tirocinanti in 21 Paesi).

In qualità di ente di coordinamento e grazie ai rapporti di partenariato instaurati nel corso degli anni con enti e organizzazioni di tutta Europa, Uniser funge da intermediario nell’incontro fra istituzioni pubbliche e private, fra i giovani e gli organismi europei che si occupano della promozione di programmi di mobilità e dei relativi stanziamenti dei fondi, assicurando ai soggetti con cui collabora massima disponibilità, professionalità e trasparenza. 

Due sono i principali programmi europei attraverso cui Uniser offre i propri servizi  e sviluppa nuove opportunità sul territorio provinciale: il Servizio Volontario Europeo e il Programma Leonardo Da Vinci.

Un progetto di Servizio Volontario Europeo è una risorsa preziosa sia per l’ente di accoglienza, che può avvalersi della collaborazione di uno o più giovani motivati e desiderosi di scoprire la nuova realtà che li circonda contribuendo ad arricchirla con la propria cultura e spirito d’iniziativa, sia per i ragazzi, che possono esprimere le loro potenzialità, sviluppare nuove competenze umane e professionali attraverso attività di volontariato a tempo pieno presso un ente ospitante di un altro paese dell’Unione Europea.

Il Programma Leonardo da Vinci nasce invece con l’obiettivo di agevolare la mobilità delle persone in formazione professionale attraverso tirocini in altri paesi dell’Unione, allo scopo di favorire l’evoluzione e l’apertura del mercato del lavoro, facilitando l’incontro fra imprese e giovani di tutta Europa. 

Uniser offre inoltre consulenza e supporto ad ogni tipo di struttura pubblica e privata interessata a sviluppare iniziative e progetti innovativi per beneficiare di risorse umane internazionali, attraverso finanziamenti Europei.

Per info in merito alla possibilità di attivare progetti di accoglienza di giovani volontari o tirocinanti in formazione professionale contattare:  segreteria@uniser.net, tel.  0543551311.

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AIRCES rinnova gli organi sociali

Valdes Onofri è stato riconfermato delegato territoriale di AIRCES, l’associazione nazionale revisori dell’economia sociale. La nomina è stata ufficializzata la sera del 26 marzo a Villa Prati di Bertinoro, dove si è tenuto l’incontro provinciale in vista della prossima assemblea nazionale dell’organismo, a cui parteciperanno in veste di delegati Eleonora Incerti, Bruno Giorgini e Elisa Corvucci. Pierpaolo Sedioli e Isabella Landi, invece, sono stati riconfermati come rappresentanti territoriali nel consiglio di amministrazione di AIRCES. All’incontro ha partecipato anche il presidente nazionale Gianni Bragaglia. (Nella foto in alto, da sinistra: Bruno Giorgini, Elisa Corvucci, Pierpaolo Sedioli, Eleonora Incerti, Valdes Onofri, Isabella Landi e Gianni Bragaglia).

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