La Società Cooperativa

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Archivio per la 'Libera Associazione – Enrica Mancini' Categoria

La lezione di Calamandrei

Inauguriamo una nuova rubrica affidata all’Associazione Virginia Senzani, nel quindicesimo anniversario della scomparsa della cooperatrice a cui il sodalizio è stato intitolato.


Nel sessantesimo anniversario dall’entrata in vigore della Carta Costituzionale italiana è utile riportare alla memoria una bella lezione di senso civico che venne da uno dei settantacinque padri costituenti, incaricati nel dopoguerra di ridare al nostro Paese una Costituzione.
È il 1954, Calamandrei parla agli studenti universitari e medi a Milano. Racconta loro dei luoghi in cui si è fatta la Costituzione (“se volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono improgionati, nei campi dove furono impiccati…”); del valore che essa ha; della “polemica” che instaura con un passato da cui vuole prendere fermamente le distanze e con un presente che ancora non realizza gli ideali ai quali, pure, aspira (resta ancora tanto da fare, dice Calamandrei, per dare piena attuazione a quell’articolo 1 che sentenzia che la nostra è una repubblica democratica fondata sul lavoro). Ma soprattutto mette in guardia da un rischio. Non lo chiama “indifferenza”, ma “indifferentismo”, alla politica e al vivere civile, che è cosa ben diversa: indifferenza è mancanza di interesse eventualmente solo momentanea, magari curabile; indifferentismo è una disposizione dell’animo più restia ad essere corretta, è un atteggiamento di sospensione del giudizio per totale, e fors’anche pervicace, sistematico disinteresse. E per esemplificare questa condizione Calamandrei ricorre all’esempio celeberrimo dei due contadini sulla nave in tempesta: se anche la nave affonda, dice uno dei due, perché dobbiamo preoccuparci, non è mica nostra! L’argomento è quanto mai attuale e la metafora è piana, facile da comprendere, ma non banale. Dice in parole semplici che è necessario recuperare un più alto senso civico, che si sostanzia di impegno, attenzione, formazione e soprattutto rispetto. È una lezione che andrebbe fatta conoscere già nelle scuole (e non solo), per arginare le conseguenze pericolose dell’indifferentismo, che sono la negazione anche di molti di quei valori di cui la cooperazione da sempre si sostanzia (solidarietà, democrazia, centralità e rispetto della persona) e che portano a quella generica “antipolitica” che non fa il bene di nessuno…

Enrica Mancini

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