La Società Cooperativa

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Un negro alla BMW?

Ancora dalla conferenza stampa di Caprotti: la frase che non troverete mai da nessuna parte sui giornali. Testuale: «Io non ho niente contro i negri, ma ognuno deve fare il suo mestiere. Non chiediamo a un tedesco di ballare la samba, non chiediamo a un negro di fare il meccanico alla BMW". E, soprattutto, non chiediamo a una cooperativa di fare il mestiere dei padroni.

3 commenti

O’sole nostro!

"Anche la parità di trattamento dei poteri forti è un’esigenza di questo paese".

Lo ha detto ("con ironia", è chiaro) Ferruccio De Bortoli alla conferenza stampa di Caprotti di questa mattina.

Il sillogismo nasce spontaneo: il direttore del Sole 24 ore era in quella sede a parlare male delle cooperative. Ergo, le cooperative non sono poteri forti.

Ma la cosa più divertente della conferenza stampa è quando la parola passa ai giornalisti e l’addetta stampa dice: «Per favore siate brevi, perché fra quindici minuti l’hotel ha un altro evento». Geniale.

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Considerate il bilancio sociale qualcosa di superfluo?

Ragionare in termini di responsabilità sociale in ambito cooperativo rappresenta un esercizio di grande utilità sia per chi, dall’esterno, voglia capire il significato profondo che sottende all’intraprendere cooperativo, sia internamente per la stessa cooperazione.
Esiste una dimensione basata su principi (codice etico) – ovverosia su ideali – che costituisce il pilastro dell’agire cooperativo e che in qualunque forma di rendicontazione (dal bilancio di esercizio fino al bilancio di genere) non può non emergere, poiché ne è parte.

Tuttavia, anzi proprio per questo, va tenuto conto che rendicontare l’agire cooperativo attraverso un bilancio di responsabilità sociale potrebbe risultare a molti cooperatori qualcosa di inutile, di superfluo.Perché raccontare il principio della porta aperta, della mutualità verso l’esterno, della solidarietà cooperativa, se sono parte di quell’intraprendere che va sotto il termine di “cooperare”? La responsabilità sociale di impresa, anche per una cooperativa, non deve essere scontata, ma agita e comunicata con competenza, consapevolezza, poiché strumento di reale valorizzazione del proprio patrimonio valoriale e sociale.

Legacoop intende sostenere iniziative di rendicontazione della responsabilità sociale d’impresa cooperativa poiché considerate “buone prassi” che come tali meritano di essere diffuse all’interno della rete cooperativa. L’intenzione è quella di rendere prassi condivisa in modo tangibile (con i soci, con i fornitori, con la società civile, eccetera), azioni e comportamenti considerati dai più scontati (e non condivisi, non comunicati), fino, ovviamente, a raggiungere coloro che ancora non hanno reso consueti quei comportamenti e quelle azioni che sono alla base di una qualunque forma di responsabilità sociale di impresa.

Sono il mercato, la competizione, che richiedono forme intelligenti di trasparenza. Forme responsabili di rendicontazione che permettano di rispondere anche alle esigenze di un sistema relazionale sempre più articolato e di coinvolgimenti sempre più diffusi. L’impresa accresce il numero dei suoi interlocutori per i quali deve essere sempre più “trasparente” nel suo agire e sempre più negoziale per i suoi obiettivi.

Si potrebbe affermare che l’impresa è sempre meno dei suoi proprietari diretti e sempre più un bene della collettività. Ciò è tanto più vero per la cooperazione.

Massimo Brusaporci

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