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Un viaggio nelle terre liberate dalla mafia
Si è concluso il progetto “Libera Tutti”: otto giorni sulle terre liberate dalla mafia, a Corleone, per una esperienza di legalità e diritto insieme a 24 giovani provenienti da Italia, Inghilterra, Spagna e Romania. Due gli studenti provenienti dall’Università di Forlì: Monica Gheorghe e Giampaolo Pagliuca. Lo scambio internazionale è nato dalla collaborazione tra la cooperativa Pio La Torre – Libera Terra di Corleone e Legacoop Forlì-Cesena. «E da quando è stata costituita la cooperativa Pio La Torre – dice il direttore di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini – che portiamo avanti uno stretto rapporto per supportarli nella difficile attività di gestione dei terreni e beni confiscati alla mafia». Il progetto Libera Tutti è stato promosso in collaborazione con la cooperativa sociale Uniser di Forlì, il Consorzio Libera Terra Mediterraneo e l’agenzia Cooperare con Libera Terra, lo strumento messo in campo dalle cooperative di Legacoop per dare sostegno alle cooperative di Libera Terra.

L’iniziativa si è svolta dal 28 aprile al 6 maggio presso l’agriturismo Terre di Corleone, gestito dalla cooperativa Pio La Torre – Libera Terra. I ragazzi hanno partecipato ad attività intense, tutte in lingua inglese, tra laboratori, testimonianze di personaggi di Libera, attività all’aria aperta e scambio di esperienze. «L’intento – spiega Monica Fantini – è stato quello di creare un momento di incontro e confronto su come la cooperativa può essere lo strumento di emancipazione delle persone e della comunità in ogni luogo in cui la criminalità organizzata va combattuta con continuità e cultura».
E’ stata anche l’occasione per un laboratorio di ideazione di una cooperativa europea promosso dai tutor di Uniser e Legacoop Forlì-cesena unitamente ai partner del Cooperative College di Manchester e a Iosu Lizarralde, professore di strategia aziendale dell’Università di Mondragon che ha accompagnato i ragazzi spagnoli. Le idee sono state molte, tra le quali una cooperativa operante nel settore culturale/musicale, una cooperativa operante nel settore degli scambi europei tra giovani e una cooperativa di comunità, sull’esempio della cooperativa di Melpignano.
Il progetto Libera Tutti rientra nelle attività transnazionali promosse da Legacoop Forlì-Cesena con il marchio Bellacoopia Europe. Nel 2009 Legacoop Forlì-Cesena ha coinvolto 16 studenti di Spagna, Inghilterra, Polonia e Italia che hanno simulato la costituzione di una cooperativa europea impegnata nel settore della ricezione e promozione turistica. Quest’anno si è scelto di valorizzare le esperienze messe in atto attraverso le cooperative di Libera Terra e creare un momento di incontro e confronto su come la cooperativa può essere lo strumento di emancipazione delle persone e della comunità in quei luoghi dove la criminalità organizzata va combattuta con continuità e cultura. Già nel recente passato, del resto, Legacoop Forlì-Cesena e le cooperative aderenti si sono impegnate in prima persona per sostenere Libera Terra, non solo attraverso l’acquisto di mezzi, ma anche con la condivisione di competenze per formare i giovani che hanno fatto la scelta di coltivare le terre sottratte alla mafia.
Nessun commentoIl lutto dei cooperatori per Lucio Nardi
I cooperatori di Legacoop Forlì-Cesena piangono la tragica e prematura scomparsa del dirigente cooperativo Lucio Nardi e si uniscono al cordoglio della famiglia e di tutto il mondo politico, economico e civile.

Nato a Rimini il 13 dicembre del 1954, Nardi aveva cominciato il suo percorso lavorativo presso il settore agricolo di Legacoop giovanissimo, subito dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Tecnico Commerciale Matteucci di Forlì. Era quindi passato a seguire il movimento delle cooperative di abitazione e negli anni Ottanta si era dedicato a quella che sarebbe diventata la sua specializzazione, assumendo un ruolo di primissimo piano nel nascente mondo della finanza cooperativa che avrebbe poi continuato a promuovere su scala provinciale, e quindi regionale e nazionale.
Apprezzato a tutti i livelli per la competenza, la capacità di analisi e la lungimiranza, Lucio Nardi era considerato uno dei massimi esperti cooperativi in materia di politica economica e di rapporti tra imprese e istituti di credito. Nel 2005 era entrato alla Legacoop Regionale come responsabile del dipartimento economico e finanziario. Vicepresidente di Cooperfidi Emilia-Romagna, il consorzio fidi regionale tra le cooperative, nel 2009 Nardi era stato uno dei principali artefici dell’unificazione a livello nazionale dei nove confidi regionali in Cooperfidi Italia, società cooperativa di garanzia unitaria della quale era stato nominato consigliere di amministrazione.
Nonostante i crescenti e sempre più importanti impegni a Roma e a Bologna, viveva ancora a Forlì, dove era stimatissimo per il suo costante apporto alla società civile e politica. Tra i vari incarichi che aveva assunto negli anni va ricordato in particolare quello di consigliere comunale, dal 1993 fino al 1999.
Di lui i cooperatori ricordano – oltre alle indubbie capacità professionali e alla dedizione al lavoro – lo spirito sinceramente solidaristico e l’attenzione al dettaglio, che unite a una straordinaria apertura culturale e mentale lo rendevano una risorsa insostituibile nella progettazione di nuove esperienze sociali e imprenditoriali.
In questo momento di dolore giungano alla moglie Antonietta, ai figli e a tutti i famigliari, le più sentite condoglianze di tutti i cooperatori di Legacoop Forlì-Cesena.
Nessun commentoConferme e rinnovi per Legacoop Forlì-Cesena
Conferma per il presidente in carica Mauro Pasolini, al terzo mandato, e il direttore Monica Fantini, due nuovi vicepresidenti (Elena Grilli di CAD e Mario Tamanti di Apofruit Italia) e cinque nuovi ingressi nel Consiglio di Amministrazione di Legacoop Forlì-Cesena. Questi i risultati del ventitreesimo congresso dell’associazione, che si è svolto l’11 febbraio al palazzo del Turismo di Cesenatico.
L’intervento di Pasolini
«Non possiamo nasconderci – ha detto Pasolini all’assemblea congressuale – che se è vero che non fuggiamo e che sappiamo reagire mettendo in gioco patrimoni e risorse è altrettanto vero che il costo che stiamo pagando è più alto e la nostra tenuta è realmente a rischio. È questo il momento per la politica di ridefinire senza indugi gli equilibri di questa regione».
E alle altre centrali cooperative, che a livello nazionale si sono già unite con Legacoop nell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ha lanciato un messaggio: «Il percorso per superare le nostre divisioni finalmente è iniziato ed è irreversibile. Noi dobbiamo renderlo semplice e veloce». A livello locale il progetto è di: «valorizzare le opportunità ambientali dell’intero territorio provinciale dandogli una dimensione urbana», coniugando il patrimonio esistente, «uno dei più rilevanti d’Italia costruito in cinquant’anni di buone politiche», in un unico progetto che coinvolga l’intera area romagnola.
Sulla questione “Romagna” Pasolini ha invitato a superare le sterili dispute di confine. «Si potrà aprire un confronto interregionale fra i due territori, perché di due territori si tratta, solo se la questione Romagna sarà sviluppata con l’impegno di definire un progetto comune di riorganizzazione sociale che corrisponda alle esigenze dell’insieme e non delle singole realtà».
Per superare il rischio del declino e non perdere definitivamente il confronto con la globalizzazione, Pasolini ha rigettato l’idea dei dazi.
Verso la sussidiarietà
La parola chiave è “sussidiarietà”, cioè «dare vita a un modello sociale e a un sistema economico che permettano al privato di ereditare il ruolo sin qui svolto dal pubblico».
Il presidente di Legacoop ha rivendicato il ruolo svolto dalle piccole e medie imprese radicate nel territorio. «Senza le protezioni, i vantaggi e il protagonismo mediatico della grande industria non minacciano migrazioni e sono da sempre la vera forza e la vera fonte di ricchezza, anche sociale, del nostro Paese. Il mondo cooperativo rappresenta 43.000 imprese, 12 milioni di soci, oltre un milione di occupati e 127 miliardi di fatturato. Qualche cosa in più della FIAT. Sarebbe interessante calcolare quanto è costato allo Stato questo sistema rispetto a quanto ci è costata sin qui la sola FIAT».
Gli interventi
Durante il Congresso, hanno preso la parola il Sindaco della città Nivardo Panzavolta, il presidente della Provincia Massimo Bulbi, i Sindaci di Forlì e Cesena, Roberto Balzani e Paolo Lucchi, e il presidente della Camera di Commercio Alberto Zambianchi. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Legacoop nazionale, Giuliano Poletti.
Emilio Gelosi
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