La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Archivio per la 'Enrica Mancini – Libera Associazione' Categoria

Di generazione in generazione

Una delle caratteristiche della cooperazione, come si legge su qualsiasi manuale, è la cosiddetta “transgenerazionalità”. La parola di per sé non è il massimo, ma il concetto a cui rimanda è molto semplice: la cooperativa si tramanda di generazione in generazione. E anche, più liberamente interpretato: la cooperativa è un incontro di più generazioni. A fianco dei soci più anziani si ritrovano quelli più giovani. E questo può creare occasioni di confronto, possibilità di insegnamento. Specie in un’epoca che proiettandosi, giustamente, avanti rischia però di dimenticare cosa l’ha preceduta. Non lo dico con retorica, ma perché sono convinta che ci sia da imparare, a livello umano e professionale, da chi è venuto prima. Mi viene in mente a tal proposito l’incontro con un socio di una grande cooperativa agricola. Lui novantenne, socio storico, non più di qualche mese fa – durante l’assemblea di bilancio – del tutto spontaneamente ha sentito il bisogno di raccontarmi un suo frammento di vita vissuta. «Ho la memoria che funziona in modo strano (queste più o meno le sue parole): non ricordo le cose che mi sono capitate pochi giorni fa, ma ricordo esattamente tutto del mio passato. Di quando ero giovane e sono stato in guerra, e soprattutto di quando sono tornato: la guerra ci aveva tolto tutto, non solo la casa e le nostre cose, ma soprattutto la giovinezza. Non c’era più, era andata via con gli anni migliori spesi a combattere». Poche parole, chiare, efficaci, dal senso inequivocabile.

Non conoscevo questa persona, ma credo che come lui tanti altri possano raccontare storie di vita di questo genere ai nuovi soci. E il bello della cooperazione è che queste storie sono tanti percorsi che si vengono a incrociare, e si arricchiscono a vicenda.

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In ricordo di Virginia Senzani

Ci sono persone che legano il proprio nome al movimento cooperativo in maniera molto forte, ma talvolta vengono “date per scontate”, perché si presuppone siano note ai più. Così è per Virginia Senzani, la cooperatrice scomparsa nell’ottobre del 1993, alla quale è stata intitolata nel 1998 l’associazione alla quale fa capo questa rubrica. Vale, dunque, la pena spendere in questo numero qualche parola per tratteggiare la figura di questa donna, pur sapendo che il poco spazio non potrà che limitare il ricordo a qualche veloce considerazione.

Virginia Senzani fece il suo ingresso nel movimento cooperativo aderente a Legacoop negli anni Cinquanta, anni di progressivo ritorno postbellico alla normalità, di consolidamento delle imprese cooperative e di prime avvisaglie di crescita diffusa nel Paese. I suoi incarichi furono legati principalmente all’ambito amministrativo, ma, come spesso succedeva (e succede), specie per coloro che considerano questo lavoro non solo una professione, bensì una sorta di “vocazione”, la sua competenza spaziò ben oltre, tanto da occuparsi di consulenza fiscale, di promozione, di assistenza. Svolgeva il suo incarico non da funzionario di palazzo, ma da cooperatrice tra i cooperatori, con una presenza costante nel tessuto associativo provinciale, e una determinazione tenace che la portava ad affrontare le battaglie con risolutezza (come per le vertenze a favore dei braccianti). Una espressione, che mi è stata suggerita da chi Virginia ha conosciuto, credo possa sintetizzare in maniera efficace le caratteristiche di questa donna: «una cooperatrice impegnata per il riscatto e l’emancipazione del lavoro attraverso la cooperazione, alla quale Virginia dedicò tutta se stessa». C’è un racconto di Gianni Rodari che, riprendendo un antico detto, ammonisce sul fatto che “l’uomo il cui nome è detto resta in vita”. Per dare continuità all’impegno di Virginia Senzani, nel 1998 a lei è stata intitolata una associazione di promozione culturale, che si occupa di promuovere ricerca, conoscenza e cultura nei campi dell’economia, del lavoro, della cooperazione, dell’economia sociale e del volontariato, dello sviluppo delle risorse umane e professionali, contribuendo alla crescita dei valori sociali e civili del territorio di Forlì-Cesena. Con l’auspicio che tramandando la memoria di questa grande cooperatrice il suo insegnamento resti vivo di generazione in generazione… 

Enrica Mancini

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