Intervista doppia a Giovanni Piersanti e Michele Gardella

Educazione, formazione e informazione sono i concetti alla base del quinto principio della cooperazione. A confronto  un giovane e un presidente.

Principio attualissimo! Ed è uno tra i più importanti. Lo ha sottolieato recentemente la Presidente dell’ACI Pauline Green sottolineando il fatto che le cooperative devono essere imprese di interesse più ampio rispetto alla massimizzazione del profitto per pochi. Se si rimane chiusi in se stessi è chiaro che non si riuscirà mai a diffondere l’idea della democrazia, dell’uguaglianza e dell’auto-responsabilità come valori propri del sistema cooperativo. In questo periodo, ancor più particolare, cresce in noi la convinzione che la cooperazione è un modello di imprese modernissimo (tant’è vero che la stessa Confindustria chiede più Cooperazione fra imprese). Con questa premessa si ribadisce l’importanza che questo principio si attui perché se non si cresce come persone, come movimento e non si fa sistema per raggiungere questo obiettivo, non si va lontano.

La nostra cooperativa crede molto nella formazione continua.

I soci sono imprenditori agricoli e lo scambio mutualistico non riguarda il 100% dei loro prodotti, per cui non vivono giorno per giorno la cooperativa, come può essere per una cooperativa di produzione lavoro.

È chiaro allora che l’informazione e la formazione è vitale per far crescere la compagine sociale.

Al di là dei corsi interni per giovani soci, in C.A.C. sono state promosse diverse iniziative per quanto riguarda il percorso democratico all’interno dell’azienda al fine di rendere trasparente il metodo di lavoro e la liquidazione del socio.

Informazione e trasparenza sia all’interno, ma anche all’esterno. L’azienda accoglie con piacere scuole in visita, altre aziende partner italiane ed estere e i rapporti con esse hanno la stessa matrice di trasparenza che governa la nostra cooperativa.

Nei territori dove lavoriamo, ci siamo sempre presentati come una cooperativa con determinati valori e principi e lo abbiamo fatto perché certi di poter dare un opportunità ai soci di quei territori.

Non abbiamo mai nascosto i nostri principi anche scontrandoci con un mondo politico ostile verso l’impresa Cooperativa.

In nome di tutti i principi della cooperazione, il CdA della C.A.C. nella relazione della nostra assemblea ha ribadito la linea che continuerà ad adottare nei prossimi anni: onestà, e trasparenza contro la crisi.

L’attuazione di questo principio deve essere un esercizio continuo, per poter continuare a crescere soprattutto per poter far crescere le imprese sane. Questo principio deve essere rafforzato partendo dalle nuove generazioni, perché sono certo che i valori veri si formano dai primi anni di studio.

E se, come sono certo i nostri valori sono più che sani, allora il quinto principio è in linea con quella materia che purtroppo non esiste più nella formazione scolastica che si chiama educazione civica… e io aggiungerei educazione all’etica dell’economia alla trasparenza e alla correttezza. Questa è la cooperazione.

Giovanni Piersanti - Presidente C.A.C.

R

itengo che questo sia il principio di cui si nutre la base della filosofia cooperativa. È un principio di natura trasversale, che mira a formare, stimolare e far crescere i componenti della cooperativa: dai soci, ai futuri soci fino ai dirigenti.

Attraverso questo tema il mondo cooperativo pone al centro dell’attenzione la persona, intesa come capitale umano in grado di incidere sullo sviluppo della collettività. Educazione, formazione e informazione sono dunque strumenti che garantiscono una crescita – sia individuale che collettiva -, trasparente, consapevole e responsabile.

Credo che ora, più di prima, il quinto “comandamento” sia profondamente legato alla gestione e alla crescita delle risorse umane, intese come lo strumento principale di coesione e unità nell’obiettivo comune dello sviluppo dell’azienda.

Sviluppo che è da intendere non solo da un punto di vista lavorativo o puramente economico, ma anche un percorso di crescita personale che si attua nella condivisione di valori comuni.

Per tradurre in realtà questo principio è  indispensabile innanzitutto offrire la possibilità a soci e futuri soci di essere affiancati da figure di riferimento da cui acquisire capacità professionali, in cui riconoscersi e da cui trarre insegnamento. Investire in educazione e formazione, attraverso la partecipazione a corsi specializzati, di carattere tecnico così come valoriale, consente alla cooperativa prima di tutto di mantenere alto il profilo del gruppo per il raggiungimento dei risultati prefissati e lo sviluppo della cooperativa stessa.

In secondo luogo, se il gruppo, con senso del dovere, riuscirà a condividere tutte le informazioni, il risultato sarà una cooperativa coesa ed efficiente.

La diffusione presso l’opinione pubblica dei principi, dei metodi e dei benefici che il sistema cooperativo è in grado di offrire diventa una diretta e necessaria conseguenza. Incentivare e partecipare attivamente ad iniziative e campagne di informazione consente di sensibilizzare il territorio sulla realtà cooperativa, come una potenziale risorsa di sviluppo della collettività.

In Idrotermica Coop la cooperativa si vive così, le figure di riferimento si trovano in ogni settore, la disponibilità alla collaborazione si vive nel quotidiano e le informazioni girano.

L’affiancamento sul campo tra cooperatori senior e junior è una pratica avviata da anni e la formazione continua è una prassi consolidata da sempre. Credo che questa impostazione di lavoro, non sempre priva di difficoltà e di ostacoli nella sua attuazione quotidiana, sia la traccia che guida lo sviluppo dell’impresa cooperativa. Oggi  in un momento in cui le difficoltà sono molteplici, abbiamo l’opportunità di dimostrare sul campo che lo sviluppo si costruisce insieme giorno per giorno, solamente attraverso una preparazione continua e uno scambio reciproco di professionalità ed esperienza.

Michele Gardella - Socio Idrotermica Coop

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