La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Canoni di spiaggia, un vero pasticcio

Qualche settimana fa tutti i mezzi di informazione  hanno dato la notizia che il governo aveva accolto, con una norma immediatamente efficace, la richiesta di prorogare l’applicazione delle disposizioni comunitarie sulle concessioni marittime balneari al 31 dicembre 2015.
Per questo risultato si erano mobilitati in tanti, in prima fila il Coordinamento regionale delle Cooperative della Balneazione di Legacoop presieduto da Giancarlo Ciaroni, dopo che l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione contro l’Italia perché le concessioni marittime venivano rinnovate automaticamente agli stabilimenti balneari, subito recepita dal governo Berlusconi senza nessuna verifica sugli effetti devastanti che avrebbe prodotto. Invece la beffa era dietro l’angolo, o meglio nell’ambito del decreto “Mille proroghe”. Infatti il governo Berlusconi ha presentato il provvedimento con una spiacevole sorpresa.
Mentre da mesi il ministro Brambilla affermava pubblicamente che i canoni avrebbero avuto una proroga fino al 2015, nel testo presentato dal governo la proroga proposta è fino al 2012 dimostrando irresponsabilità nei confronti di migliaia di aziende operanti nel settore.
Siamo alle solite: il governo che promette e non mantiene, un ministro che purtroppo conferma di non conoscere i temi e i problemi reali del mondo del turismo. Un ministro abile nella propaganda e inaffidabile rispetto alle scelte che hanno concreta incidenza nell’economia turistica balneare che rappresenta un segmento centrale nello specifico progetto produttivo nazionale e anima l’economia di tante regioni italiane, nonché motore di tanti distretti produttivi e sociali sparsi nel paese. Nella nostra regione questi operatori sono una risorsa indispensabile, che garantiscono migliaia di posti di lavoro, sviluppo  e valorizzazione di tutto il territorio. Per questo occorre battersi affinchè si raggiunga un primo minimale obiettivo, quello di spostare al 2015 la proroga per le concessioni sui canoni demaniali, come si sta facendo al Senato proprio in queste ore.
Anche perché ottenuto questo risultato sarà necessario avviare una trattativa con l’Unione Europea affinchè riconosca la specificità del nostro turismo e quindi conceda una deroga rispetto all’obbligo della gara per l’assegnazione prevista allo scadere di ogni concessione.
Ed è per questo che il Coordinamento  ripropone  a tutti i livelli istituzionale i punti salienti da portare alla trattativa per ottenere:
il superamento della procedura di infrazione ed il riconoscimento e la salvaguardia della specificità delle imprese balneari italiane, garantendole continuità e prospettiva, al pari di altre tipologie di imprese che lo hanno già ottenuto;
definire una normativa che valorizzi la specificità e la professionalità nel conferimento delle concessioni, tutelando le caratteristiche peculiari del turismo balneare italiano, evitando la costituzione di monopòli o il cambio di destinazione degli arenili, che devono prevalentemente continuare a garantire elioterapie, balneazione, ed essere servizio delle numerosissime piccole imprese della ricettività turistica (hotel, pensioni, residence, seconde case, ecc..);
garantire, qualora il concessionario non dovesse risultare confermato, un risarcimento adeguato che contenga l’indennizzo degli investimenti sostenuti e della perdita della possibilità di proseguire l’attività imprenditoriale, visto che se ne interromperebbe la continuità.
Si tratta in sostanza di salvaguardare la professionalità dei nostri operatori e le caratteristiche peculiari delle loro imprese, non assimilabili a quelle di nessun altro paese europeo, in un settore dove la cooperazione dal dopoguerra svolge un ruolo non secondario. Nel contempo non bisogna smettere di interrogarsi sul modello turistico regionale, in particolare quello balneare, per continuare a proporsi, grazie alla capacità delle piccole e medie imprese, con offerte e diversificazioni particolarmente competitive.
È necessario, inoltre, che prosegua una forte opera di programmazione degli investimenti nelle infrastrutture e a favore dello sviluppo delle località turistiche da parte della Regione Emilia-Romagna, e un’opera promozionale da parte dei soggetti preposti che punti alle peculiarità del nostro territorio dove storia, cultura, buon vivere, enogastronomia sono un patrimonio diffuso e unico. Sono questi gli elementi che hanno consentito un andamento turistico nel 2009 tutto sommato positivo nonostante la grave crisi che l’Italia sta attraversando.

Gabriele Zelli

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