La Societa’ Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli’-Cesena

Potate gli alberi senza manifesti

Maretti

Non posso fare a meno di notarlo. È un grande manifesto che recita trionfalmente «Già potati in questo quartiere 8.500 alberi». Sotto – siamo a Roma, nei pressi di Villa Torlonia – ferve un piccolo cantiere. Gli operai, tutti di arancione vestiti, stanno mettendo in posa geometrica dei plinti metallici. Non resisto alla tentazione e chiedo a quale scopo si stia sbrecciando del sampietrino romano per posizionare strutture metalliche dall’incerto significato. La risposta, corale: «Ma non  vede che sono i basamenti dei pali a cui poi verranno agganciate le biciclette del Municipio da prendere a noleggio?». Iniziativa lodevole, ma di dubbia riuscita: in sei anni di permanenza a Roma avrò avvistato in totale una decina di bici. In realtà, capisco di essere il solito conservatore travestito da progressista. Di sicuro ci sono folle di turisti olandesi che desiderano vedere Roma spingendo sui pedali, incuranti dei colli.
Il tempo è passato e quei “poveri plinti” sono ancora lì, ricoperti da un telo di plastica che va via via degradando. Senza pali e, soprattutto, senza biciclette.
Un mese fa, uscendo dal Copa Cogeca a Bruxelles, ho notato distrattamente che stavano scavando sulla strada. Due giorni fa, al mio ritorno, al posto dei lavori c’erano delle magnifiche biciclette di color giallo fiammante. Sono rimasto interdetto dalla velocità di esecuzione dei lavori. Perché? In effetti l’opera non appare grandiosa, per una città normale.Poco più di una manutenzione ordinaria. Ecco appunto: per una città normale, in un paese normale, che pota le piante quando vanno potate, senza fare i manifesti.

Cristian Maretti

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