L’aumento dei costi mette in difficoltà le coop sociali
eno investimenti pubblici sul welfare, costo del lavoro in aumento, basi d’asta che non recuperano gli incrementi contrattuali: questi i principali motivi che stanno determinando tensioni non irrilevanti sui bilanci delle cooperative sociali di Forlì-Cesena. «Che però stanno ragionando e affrontando la stiuazione con grande consapevolezza – afferma il responsabile di settore di Legacoop Forlì-Cesena, Guglielmo Russo – approntando processi di miglioramento dell’organizzazione interna». Dalle assemblee emerge comunque la richiesta di una forte iniziativa politica da parte di Legacoop, che sta promuovendo con forza un sistema di sinergie tra cooperative.
«Non ci nascondiamo, infatti, che le chiusure dei primi bilanci evidenziano uno stato di sofferenza del mercato». I motivi? «Il netto ridimensionamento dell’investimento pubblico sul welfare, determinato da un taglio dei trasferimenti pubblici dal governo centrale alle pubbliche amministrazioni. La definitiva fuoriuscita dal regime contributivo del salario medio convenzionale. L’applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro che mediamente ha determinato un incremento di costi superiore al 12%.
Se aggiungiamo che le basi d’asta delle gare che stiamo monitorando non seguono l’incremento di costi delle cooperative si comprende perché la situazione non è semplice».
Le richieste che provengono dalle cooperative sociali sono sostanzialmente due. «Risolvere il problema dei tempi di pagamento – afferma Russo – e lotta al massimo ribasso, con l’applicazione integrale dell’offerta economicamente vantaggiosa nelle gare».
Passando al multiservizi la più grande realtà del comparto affronta con grande forza imprenditoriale un difficile andamento di mercato. «L’assemblea di Formula Servizi con 515 voti ha approvato all’unanimità il Bilancio 2008 che si chiude con un fatturato di 47.726.310 euro incrementato del 7,53% rispetto all’anno precedente», racconta Russo. «Dopo un 2008 ancora positivo si guarda al futuro con realismo e con la consapevolezza di dover superare sfide impegnative in un contesto economico difficile che ha manifestato una forte contrazione della domanda già a partire dagli ultimi mesi del 2008. Un risultato che riduce l’utile rispetto agli esercizi precedenti ma che consente di distribuire il ristorno ai soci per un ammontare totale di circa una mensilità per ciascun lavoratore».
Per la logistica e il facchinaggio la situazione è difficile. «Anche qui registriamo sofferenze nei bilanci determinate dalla forte contrazione che diversi settori produttivi (metalmeccanico e edilizia) stanno vivendo in questi tempi di crisi più generale. Calo delle commesse, accorciamento del portafoglio ordini, unito anche per questo settore alla parificazione del regime contributivo con il resto del settore produttivo italiano, hanno determinato uno squilibrio sul regime dei costi e dunque finanziario particolarmente preoccupante per coop scarsamente patrimonializzate», spiega Russo. «Anche in questo settore le cooperative stanno mettendo a punto operazioni di consolidamento e ricapitalizzazione, grazie – come è accaduto nella realtà cesenate – al fondamentale apporto dei soci».
Emilio Gelosi
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