Le cooperative dell’acqua

Gavelli

Grande è bello, se si parla di servizi di pubblica utilità. Questo almeno è il credo diffuso da un quarto di secolo dagli economisti che poi ha contagiato anche la politica. Con le conseguenze che le vecchie società municipalizzate che gestivano acquedotti e smaltivano rifiuti, sono state spazzate via da società multiservizi (private o miste) che a loro volta assumono dimensioni sempre maggiori. Fra qualche anno scadranno concessioni e affidamenti anche in Romagna e si procederà ai nuovi bandi, cui potranno prendere parte società di tutta Europa. Il binario ormai tracciato è quello della holding multiservizi: ora Hera (da Modena a Rimini), in futuro si vedrà. Sembra quasi impossibile, eppure  esistono ancora in Italia esperienze del tutto diverse, gestite proprio da cooperative. Parliamo di piccoli paesi, ma che devono garantire gli stessi servizi delle città maggiori. È il caso di Appiano, in provincia di Bolzano, dove l’approvvigionamento idrico è fornito da una cooperativa che nel 2007 ha distribuito 550 milioni di litri e fatturato 145 mila euro. Tariffa: 0,25 euro a metro cubo (non comprende il servizio depurazione, in capo al Comune). Un esempio più strutturato si trova nel Biellese, dove sono presenti 34 cooperative di cittadini che gestiscono l’acquedotto nelle loro frazioni. Si sono associate e hanno costuito un consorzio e conserveranno fino al 2023 la concessione degli acquedotti della zona di Mezzana Montaldo.
Sono casi marginali, senza dubbio. Ma a fronte di aziende con staff dirigenziali pletorici, strutture ridondanti e consiglieri di amministrazioni pagati centinaia di migliaia di euro (costi che finiscono inevitabilmente in bolletta), è in atto un ripensamento generale sulla gestione dei servizi. La flessibilità non è infatti caratteristica delle maxi aziende, che non a caso puntano a diventare proprietarie degli acquedotti e delle reti infrastrutturali, per ora  in mano pubblica. L’acqua sarà un terreno su cui si misurerà, fra i politici,  la reale volontà democratica e la disponibilità a chiamare i cittadini a compiere scelte decisive.

Fabio Gavelli

1 comment for “Le cooperative dell’acqua

  1. novembre 25, 2009 at 6:36 am

    Gentile Fabio,
    la ringrazio per citare la nostra realtà Biellese con così tanto ottimismo! Sono sicuro che con il passaparola che solo il web permette, potremo far conoscere ad un pubblico sempre più numeroso questo modo alternativo di gestire il servizio idrico. In Italia esistono associazioni no-profit per qualsiasi cosa, perchè non pensare ad una gestione delle acque improntata all’associazionismo?
    Grazie ancora,
    a presto

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