La Società Cooperativa

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È gelo sul mercato immobiliare

La crisi non risparmia nessuno, neanche il bene-rifugio per eccellenza. Il mercato immobiliare italiano chiude l’anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle compravendite che ha interessato tutti i centri: grandi metropoli, capoluoghi di provincia e comuni dell’hinterland. Le cause sono diverse: maggiore offerta di immobili sul mercato, domanda più selettiva e prudente e allungamento delle tempistiche di vendita. Secondo un gigante dell’immobiliare come Tecnocasa la situazione non subirà cambiamenti significativi, sebbene fare delle previsioni diventi sempre più arduo alla luce della situazione macroeconomica del Paese. Spenta la fiammella dell’estate 2008, quando il crollo delle borse ha fatto registrare un aumento di immobili ad uso investimento, ora le previsioni sono nere. La responsabilità? Ancora una volta delle banche. Gli stessi soggetti, cioè, che hanno dato vita alla crisi.
«Per il 2009 – scrive l’ufficio studi Tecnocasa – si prevede ancora un atteggiamento selettivo e prudenziale da parte degli Istituti di Credito nella concessione dei mutui. La mancanza di liquidità e le previsioni per la nostra economia inducono le banche ad un atteggiamento più prudente sia nei confronti della capacità di indebitamento delle persone sia rispetto al valore finanziabile dell’immobile. Ne risentiranno in particolare alcune categorie come gli stranieri, le famiglie monoreddito o i lavoratori con contratti a tempo determinato». Per cui, anche se le previsioni nazionali parlano di calo dei prezzi fino al 4% sul nuovo, in realtà le fasce più deboli, vedendo chiusi i rubinetti del credito, avranno meno possibilità che in passato. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sull’occupazione delle imprese che si occupano di costruzioni residenziali e che trovano sempre maggiori difficoltà a piazzare sul mercato le proprie realizzazioni.

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