Archive for febbraio, 2009
Il cerimoniale senza segreti
Sapim, in collaborazione con Legacoop Forlì-Cesena e Associazione Virginia Senzani, propone un corso per le aziende interessate ad apprendere gli elementi base per creare una buona rete di relazioni e gestire con successo un evento.
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L’obiettivo
Ogni azienda, anche la più piccola, ha molte occasioni per far parlare di sé e per rapportarsi con il pubblico, dalla semplice inaugurazione all’organizzazione di una conferenza stampa. Con questo corso apprenderete le regole base per creare una buona rete di relazioni e gestire con successo un evento.
- Relazioni pubbliche: sfruttarle al meglio
- Relazioni media: come nascono le notizie
- Gli strumenti: dal comunicato alla conferenza
- Eventi aziendali: cenni di cerimoniale
A chi è rivolto
Alle aziende e ai liberi professionisti che vogliono imparare a farsi conoscere e a comunicare la propria attività attraverso i mezzi di comunicazione sfruttando tutte le occasioni che si presentano, facendo di un comune momento di incontro con i propri clienti un evento impeccabile per parlare e far parlare di sé.
Durata corso • 4 ore
Costo • euro 75,00 + IVA
(sconto 10% per studenti, cooperative, Onlus e giornalisti)
Docente • dott. Ennio Gelosi
Ennio Gelosi è Dirigente del Servizio Stampa e Gestione Eventi Istituzionali del Comune di Forlì. Giornalista, è membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Stampa Emilia-Romagna. Nella sua lunga carriera ha coordinato centinaia di eventi pubblici e conferenze stampa, collaborando ad organizzare il cerimoniale per Capi di Stato, personalità del mondo della cultura, dell’impresa e delle istituzioni pubbliche.
Informazioni e iscrizioni • Sapim soc.coop.
dott.ssa Serenella Vasini
tel. 0543 785453 • fax 0543 781134
formazione@sapim.it • www.sapim.it
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Bruno Ascoli cede il testimone alla guida di Arte Muraria
È uno dei cooperatori che hanno fatto la storia di questo movimento. Dal 1984, quando per la prima volta entrò in Arte Muraria come camionista, Bruno Ascoli si è guadagnato la stima e il rispetto di tutto il mondo economico, riuscendo a vincere la sfida di conciliare risultati economici di rilievo con la mutualità e la promozione dei valori di solidarietà sociale che sono propri di questa forma d’impresa. Oggi a 62 anni, dopo 24 anni in cooperativa – di cui 19 passati con il titolo di presidente – Ascoli ha deciso di lasciare le cariche sociali. «La cooperativa – ricorda Ascoli – mi ha dato tanto. Adesso è arrivato il momento di cedere il testimone». A raccoglierlo è stato il consigliere Marco Leoni, che nonostante la giovane età fa già parte della compagine di via dell’Industria da vent’anni, essendone entrato a far parte nel 1988 con un ruolo operativo come assistente di cantiere. «Desideriamo tutti ringraziare Ascoli per l’opera che ha prestato in Arte Muraria», dice il nuovo presidente. Il nuovo CdA della cooperativa è composto da Giuseppe Bombardini, Ivana Cappelli, Marino Matulli, Edmondo Balzani, Luciano Nati, Patrizia Comandini, Paolo Tassani e dal neoentrato Davide Pignolini.
Nessun commentoFrutta Snack si accredita in Europa
Il progetto Frutta Snack, frutta e verdura in confezione monodose disponibile nelle scuole attraverso distributori automatici, è una delle best practice accreditate dalla Commissione Europea.
A Bruxelles, nel corso della conferenza di presentazione del programma europeo “School Fruit Schemes” svoltasi nei giorni scorsi, Frutta Snack è stato indicato come esperienza consolidata in grado di contribuire (grazie anche al progetto pilota nazionale che ha coinvolto 43.500 studenti delle scuole di Roma, Bologna e Bari) all’elaborazione di un “percorso tipo” a supporto dei Paesi Membri che, entro il 2009, devono avviare programmi di sviluppo dei consumi di frutta e verdura.
Alla conferenza “School Fruit Schemes”, che aveva lo scopo di condividere il programma con il maggior numero possibile di Stati Membri, anche attraverso il mutuo scambio delle esperienze condotto dai singoli, Frutta Snack è stato uno dei sedici poster selezionati a livello europeo ed ha portato in quella sede un modello di vending machine come quello collocato nelle scuole e supportato da un ampio programma di educazione alimentare rivolto ai giovani.
Sia il progetto che il distributore automatico hanno suscitato ampio interesse e valutazioni estremamente positive.
«Contrariamente ad altri progetti – evidenzia Romeo Lombardi, presidente di Centrale Sperimentazione e Servizi Agroambientali di Cesena, che ha messo a punto e tenuto le fila dell’attuazione del progetto- Frutta Snack non si limita ad attivare strumenti ed occasioni di educazione alimentare ma porta direttamente nei luoghi chiave, in questo caso nelle scuole, frutta di stagione, accuratamente scelta e confezionata per il consumo. Un’opportunità per uno spuntino salutare al posto delle ipercaloriche merendine».
«Combattere l’obesità attraverso l’educazione al consumo di frutta e verdura – ha sottolineato nell’occasione il direttore generale della Divisione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione Europea, Lars Hoelgaard – è il cuore del nostro programma. Si tratta di un programma dalle ampie potenzialità in termini di maggiori consumi e quindi di maggiore produzione, in particolare quelle locali. Questa è una iniziativa molto importante perché coinvolge direttamente il sistema agricolo, e lo riconnette con il consumatore».
«L’Italia – afferma Luciano Trentini, direttore del CSO, invitato a presentare a Bruxelles l’esperienza Frutta Snack – vanta esperienze di promozione e comunicazione sulla frutta che hanno riscosso notevole interesse in tutta Europa.
La Conferenza di Bruxelles è stata una occasione importante per mettere in luce il percorso di valorizzazione di una dieta più corretta per i ragazzi e le risorse messe a disposizione dalla Comunità con School Fruit Scheme saranno una importante opportunità per continuare e consolidare il percorso avviato».
Il progetto Frutta Snack è stato predisposto, con il coordinamento della Centrale Sperimentazioni e Servizi Agroambientali di Cesena, dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e da quello dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
È gelo sul mercato immobiliare
La crisi non risparmia nessuno, neanche il bene-rifugio per eccellenza. Il mercato immobiliare italiano chiude l’anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle compravendite che ha interessato tutti i centri: grandi metropoli, capoluoghi di provincia e comuni dell’hinterland. Le cause sono diverse: maggiore offerta di immobili sul mercato, domanda più selettiva e prudente e allungamento delle tempistiche di vendita. Secondo un gigante dell’immobiliare come Tecnocasa la situazione non subirà cambiamenti significativi, sebbene fare delle previsioni diventi sempre più arduo alla luce della situazione macroeconomica del Paese. Spenta la fiammella dell’estate 2008, quando il crollo delle borse ha fatto registrare un aumento di immobili ad uso investimento, ora le previsioni sono nere. La responsabilità? Ancora una volta delle banche. Gli stessi soggetti, cioè, che hanno dato vita alla crisi.
«Per il 2009 – scrive l’ufficio studi Tecnocasa – si prevede ancora un atteggiamento selettivo e prudenziale da parte degli Istituti di Credito nella concessione dei mutui. La mancanza di liquidità e le previsioni per la nostra economia inducono le banche ad un atteggiamento più prudente sia nei confronti della capacità di indebitamento delle persone sia rispetto al valore finanziabile dell’immobile. Ne risentiranno in particolare alcune categorie come gli stranieri, le famiglie monoreddito o i lavoratori con contratti a tempo determinato». Per cui, anche se le previsioni nazionali parlano di calo dei prezzi fino al 4% sul nuovo, in realtà le fasce più deboli, vedendo chiusi i rubinetti del credito, avranno meno possibilità che in passato. Un problema che rischia di ripercuotersi direttamente sull’occupazione delle imprese che si occupano di costruzioni residenziali e che trovano sempre maggiori difficoltà a piazzare sul mercato le proprie realizzazioni.
Una crisi non voluta dalle imprese
È una crisi che non deriva dal mondo produttivo, quella in atto, ma che sul mondo produttivo si sta abbattendo con forza crescente. Senza risparmiare nessuno, neanche il mondo delle costruzioni residenziali, che negli ultimi anni ha messo a segno risultati importanti e che per la prima volta – come evidenzia ormai la realtà del mercato immobiliare – si trova davanti a una curva calante dei prezzi e alla prospettiva di aumentare le quote di invenduto, già consistenti. E le cooperative? In un quadro di mercato sempre più difficile l’analisi non può che partire dall’anno appena trascorso. «I preconsuntivi del 2008 – spiega il responsabile Produzione Lavoro di Legacoop Forlì-Cesena, Valdes Onofri – evidenziano una sostanziale tenuta in termini di fatturati, che si accompagna a una leggera riduzione delle marginalità sui lavori. I segnali negativi vengono dal secondo semestre delle aziende edili e di quelle collegate al residenziale». Nel 2009 la difficoltà nell’acquisire nuovi lavori si potrebbe estendere anche alle imprese del comparto industriale. «Eccezion fatta – prosegue Onofri – per chi affronta mercati di nicchia, di alta specializzazione o che ha commesse estere».
Il nuovo presidente dell’ANCPL, Carlo Zini, è cosciente del fatto che l’onda anomala composta dal calo degli investimenti, dalla riduzione delle capacità di spesa dei singoli e dalla stretta creditizia, ha appena cominciato a sollevarsi. In un recente incontro svolto al Conscoop di Forlì ha evidenziato come la riduzione dei margini sull’acquisizione dei lavori sarà solo uno, e non certo il peggiore, degli effetti della crisi. «Il blocco degli investimenti, pubblici e privati, mette in serie difficoltà tutto il sistema della nostra imprenditoria locale». Di fronte a questo scenario la cooperazione italiana, sebbene posizionata meglio rispetto a una parte dei concorrenti – grazie principalmente alla buona patrimonializzazione e agli investimenti svolti negli anni scorsi – corre anch’essa il rischio di lasciare sul campo pezzi importanti del proprio tessuto, costruito nel tempo con il sacrificio di tanti soci».
Nessun commentoUn giornale ancora più vicino alle esigenze dei cooperatori
La Società Cooperativa compie 13 anni. Volgendo lo sguardo indietro i progressi fatti da quando venne presa la decisione di dotare di un proprio giornale il movimento cooperativo di Forlì-Cesena sono stati tanti. Dal passaggio al colore, nell’ormai lontano 2000, all’incremento del numero di pagine e abbonati, fino alle rubriche che ogni mese aprono il dibattito sulle pagine web del nostro blog. Ma il 2009 sarà un anno particolare, lo sappiamo. La crisi economica sta cominciando a far sentire tutti i suoi effetti, e i nostri lettori ci chiedono un giornale che sia ancor più “giornale” a tutti gli effetti. Che non si limiti, cioè, a raccontare le eccellenze e i successi delle cooperative, come un buon organo di categoria, ma intraprenda percorsi di analisi e di confronto sui tanti temi che la congiuntura sta aprendo a tutti i livelli, da quello istituzionale a quello del rapporto con il mondo del credito. Uno sforzo che non può non accompagnarsi a quello di Legacoop Forlì-Cesena – l’associazione di imprese che pubblica questa testata insieme all’editore Sapim – e che si sta concretizzando in una serie di azioni a sostegno e tutela delle cooperative associate, con l’approccio positivo che ne ha sempre caratterizzato l’operare. Legacoop è stata tra le prime in questo territorio a parlare di innovazione e internazionalizzazione. Oggi quei temi diventano il centro del dibattito, di fronte a un mondo che è sempre più piccolo e in cui veramente il battito d’ali di una farfalla può provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Ma non basta. Di fronte alla crisi servono gli strumenti concreti che solo un’associazione di imprese forte e coesa può mettere in campo, ma anche spazi di condivisione e di discussione in cui cominciare a riprogettare lo sviluppo dei territori in cui viviamo. In questo numero cominciamo a ragionarne a trecentosessanta gradi, con un’intervista al presidente Mauro Pasolini. In più centriamo l’attenzione sulla produzione lavoro e sul mondo delle costruzioni, uno dei più colpiti a breve termine dallo tsunami che ha fatto tremare i polsi ai giganti della finanza, per poi ricadere pesantemente sull’economia reale. È la prima tappa di un viaggio che ci porterà a contatto con tutti i settori, dall’agroalimentare ai servizi, fino alle cooperative sociali e culturali. Un viaggio di cui saranno i cooperatori i veri protagonisti, con interviste e approfondimenti a chi vive da vicino il rapporto con l’impresa, senza dimenticare – come è tradizione – il rapporto con le istituzioni e gli amministratori. Allacciate le cinture, il viaggio è appena cominciato.
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