La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Archive for dicembre, 2008

Vantaggi fiscali per chi non inquina

Più tasse sui prodotti ‘energivori’, vantaggi fiscali per le soluzioni a basso impatto ambientale. Per capire: i bicchieri di plastica che non sono riciclabili dovranno costare di più, mentre gli imballaggi biodegradabili
di meno. Come? Applicando in modo intelligente la leva fiscale: si incentivano i produttori responsabili, si scoraggiano gli altri. Bel programma, ma chi se la sente di cominciare?
Il governo francese. Con una recente legge quadro sulla difesa dell’ambiente ha introdotto una ridda di eco-tasse e individuato 25 aree del territorio dove sarà aumentata l’Iva su prodotti di largo consumo che
non rispettano determinati requisiti. Il provvedimento indica inoltre obiettivi di risparmio energetico per le abitazioni, che dovranno scendere da 230 a 150 chilowatt al metro quadro.
Norme simili sono state approvate negli ultimi anni in Germania, Danimarca e in altri Paesi europei, che hanno compreso come la sfida del futuro si giocherà sulle tecnologie ‘morbide’, come vengono chiamate.
Un mix che prende le mosse dal risparmio di risorse e facilita lo sviluppo di aziende innnovative, con conseguenze positive su più livelli: creazione di posti di lavoro, ambiente più sano. Le prime dichiarazioni del neo presidente americano Barack Obama lasciano intendere che anche l’amministrazione Usa imbocchi questa strada. L’Italia sta purtroppo prendendo la piega opposta.
Il governo si è battuto in sede europea per strappare una proroga al Protocollo di Kyoto: raggiungere gli obiettivi fissati, ha sostenuto il premier Berlusconi, costerebbe troppo alle aziende italiane. Come purtroppo accade sempre più spesso, nell’occasione sono state fornite cifre in contrasto con quelle di studi internazionali e i cittadini si trovano sempre più disorientati. In Francia i provvedimenti
che innalzano le tasse agli inquinatori sono stati approvati quasi all’unanimità; destra e sinistra sul punto hanno convenuto sui principi di fondo. L’Italia potrebbe pagare il nuovo oscurantismo a carissimo prezzo.

Fabio Gavelli

(La foto, da Flickr, è di pfala)

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