Giuliani sbarca in Arabia e supera i 50 milioni di euro di fatturato
Una crescita impetuosa: è quella che ha visto protagonista Giuliani nel 2008. La cooperativa – il cui stabilimento principale è in via Meucci a Forlì – si appresta a presentare un preconsuntivo di 50 milioni di euro, con un portafoglio ordini per il 2009 che supera già i 40 milioni.
«Abbiamo seminato bene nell’ultimo decennio – spiega il presidente, Vincenzo Coveri – e ora raccogliamo i frutti del lavoro di tutta la struttura». Una strategia di lungo periodo condivisa con lo staff dirigenziale, composto oltre che da Coveri dalla direttrice generale, Giuliana Casadei, dal vicepresidente Giovanni Zanchini e dai procuratori Antonio Corbi e Derio Ravaioli.
Giuliani, come è noto, ha due grandi “anime”: la prima produce finestre e serramenti, e si è assestata sui 15-20 milioni di euro di produzione. La seconda, dedicata alle facciate continue, è quella che in questi anni ha avuto il massimo sviluppo commerciale, proiettando il nome di Giuliani nei più grandi cantieri di tutta Italia come leader del settore.
«La nostra impresa lavora su tutto il territorio nazionale – prosegue Coveri, che ricopre anche il ruolo direttore commerciale – anche se in alcuni casi, grazie a partnership particolari siamo in grado di presentarci con autorevolezza anche all’estero».
Dopo aver realizzato l’avveniristico albergo-vela di Karthoum (Sudan), infatti, Giuliani sta ora costruendo a Gedda, in Arabia, una gigantesca biblioteca su commessa della multinazionale delle costruzioni Saudi Oger Ltd, un colosso attivo in mille settori, dalle costruzioni alle telecomunicazioni tutt’ora controllato dalla famiglia di Rafik Hariri, l’ex primo ministro del Libano.
«È un lavoro tecnicamente molto complesso e impegnativo – afferma Coveri – che ci porterà 18 milioni di fatturato e in cui siamo fortemente impegnati, con un grande gioco di squadra».
Ma è in Italia che Giuliani concentra il proprio business. I nuovi lavori come l’Università di Perugia (6,5 milioni di euro), l’ospedale del Mare di Napoli (8,5 milioni), l’ospedale Niguarda di Milano (4,5 milioni) confermano la vocazione ad essere scelti da alcuni dei più grandi contractor italiani, come CMC, Astaldi, CMB e Galotti.
«Nonostante alcune notevoli eccezioni – dice Coveri – è sempre il Nord del Paese a trainare la nostra crescita. In particolare a Milano è ancora possibile assicurarsi commesse di grandi dimensioni. Un giudizio sulla città? Da parte mia è solo positivo. Certo, per lavorare bene lì servono tre cose: il prodotto innovativo, il prezzo e l’azienda alle spalle. Una volta messi a punto questi tre elementi, e ormai noi lo abbiamo dimostrato, il mercato si fida e a Milano ti si possono aprire tutte le porte. Girano le idee, non solo il denaro: in altri luoghi non è ancora così».
Nonostante la crescita, Giuliani non dimentica la sua natura cooperativa. «Diamo lavoro a 160 persone, di cui quasi la metà soci. Il ricambio è continuo e l’età media molto bassa: l’anno scorso sono entrati a far parte della compagine sociale undici giovani e quest’anno ne entreranno altri cinque».
Coveri riconosce che l’area nevralgica è l’ufficio tecnico, in cui lavorano circa 40 dei 60 impiegati. L’età media è bassa, e l’aria che si respira è quella di un ambiente stimolante e molto orientato al risultato e alla soddisfazione del cliente. «Non nascondo che la forza della cooperativa sono le persone che lavorano qui dentro: ogni giorno, in ogni reparto, ci sono situazioni nuove da affrontare e serve una motivazione molto forte, che trascende dalle gratificazioni economiche ed entra nel campo della soddisfazione personale. Credo che per molti questo sia una spinta a dare il massimo: perché la cooperativa è percepita come una cosa propria». La coesione interna è favorita anche dall’operato di un comitato ricreativo aziendale molto attivo, che organizza eventi, gite sociali e viaggi a ciclo continuo.
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