Archive for novembre, 2008
La vignetta di Kroll
Dopo esserci spellati le mani nell’applaudire i salvatori del sistema finanziario mondiale sull’orlo dell’abisso, rivalutato il ruolo dello Stato nel ruolo di regolatore, ma soprattutto nel ruolo di quello che apre il borsellino, Pierre Kroll, disegnatore satirico del quotidiano belga Le Soir, pone la domanda giusta.
Immaginate una cartina dell’Europa in cui sono disegnati dei piccoli cubetti con sopra scritto: in Italia banca, in Francia Banque, in Germania Kasse, in Inghilterra Bank. Questi cubetti hanno attorno degli omini disegnati che fuggono terrorizzati.
Voi pensate che stiano scappando dalle banche che stanno crollando ed invece scappano perché su questa Europa disegnata, il cielo è coperto di aerei che scaricano in abbondanza sacchetti ricolmi di euro sonanti.
Ed in questo scenario da “bombardamento” celestiale un “omino” che tiene la mano ad un bambino chiede: «Ma in fondo in fondo, da dove arrivano tutti ‘sti soldi tutti in una volta?». È la domanda giusta, anche in questo caso fatta da chi probabilmente negli ultimi anni ha disegnato ministri o primi ministri che rifiutavano soldi alle scuole, ai pensionati, al sistema sanitario e quanto occorre solitamente per rientrare da un deficit eccessivo, e il Belgio era il paese che fino a qualche anno fa contendeva la maglia nera del debito all’Italia.
In fondo si va a premiare la creatività, l’innovazione, la scienza matematica applicata alla distribuzione dei rischi assicurativi e se oggi ciò diventa la priorità della spesa pubblica non è altro che il famoso riconoscimento del merito.
D’altronde che dire, quando la casa brucia i soldi per la benzina del camion dei pompieri bisogna pur trovarla, ma per una volta, per una sola volta, possiamo fare qualcosa anche contro gli incendiari!
Nessun commentoGiuliani sbarca in Arabia e supera i 50 milioni di euro di fatturato
Una crescita impetuosa: è quella che ha visto protagonista Giuliani nel 2008. La cooperativa – il cui stabilimento principale è in via Meucci a Forlì – si appresta a presentare un preconsuntivo di 50 milioni di euro, con un portafoglio ordini per il 2009 che supera già i 40 milioni.
«Abbiamo seminato bene nell’ultimo decennio – spiega il presidente, Vincenzo Coveri – e ora raccogliamo i frutti del lavoro di tutta la struttura». Una strategia di lungo periodo condivisa con lo staff dirigenziale, composto oltre che da Coveri dalla direttrice generale, Giuliana Casadei, dal vicepresidente Giovanni Zanchini e dai procuratori Antonio Corbi e Derio Ravaioli.
Giuliani, come è noto, ha due grandi “anime”: la prima produce finestre e serramenti, e si è assestata sui 15-20 milioni di euro di produzione. La seconda, dedicata alle facciate continue, è quella che in questi anni ha avuto il massimo sviluppo commerciale, proiettando il nome di Giuliani nei più grandi cantieri di tutta Italia come leader del settore.
«La nostra impresa lavora su tutto il territorio nazionale – prosegue Coveri, che ricopre anche il ruolo direttore commerciale – anche se in alcuni casi, grazie a partnership particolari siamo in grado di presentarci con autorevolezza anche all’estero».
Dopo aver realizzato l’avveniristico albergo-vela di Karthoum (Sudan), infatti, Giuliani sta ora costruendo a Gedda, in Arabia, una gigantesca biblioteca su commessa della multinazionale delle costruzioni Saudi Oger Ltd, un colosso attivo in mille settori, dalle costruzioni alle telecomunicazioni tutt’ora controllato dalla famiglia di Rafik Hariri, l’ex primo ministro del Libano.
«È un lavoro tecnicamente molto complesso e impegnativo – afferma Coveri – che ci porterà 18 milioni di fatturato e in cui siamo fortemente impegnati, con un grande gioco di squadra».
Ma è in Italia che Giuliani concentra il proprio business. I nuovi lavori come l’Università di Perugia (6,5 milioni di euro), l’ospedale del Mare di Napoli (8,5 milioni), l’ospedale Niguarda di Milano (4,5 milioni) confermano la vocazione ad essere scelti da alcuni dei più grandi contractor italiani, come CMC, Astaldi, CMB e Galotti.
«Nonostante alcune notevoli eccezioni – dice Coveri – è sempre il Nord del Paese a trainare la nostra crescita. In particolare a Milano è ancora possibile assicurarsi commesse di grandi dimensioni. Un giudizio sulla città? Da parte mia è solo positivo. Certo, per lavorare bene lì servono tre cose: il prodotto innovativo, il prezzo e l’azienda alle spalle. Una volta messi a punto questi tre elementi, e ormai noi lo abbiamo dimostrato, il mercato si fida e a Milano ti si possono aprire tutte le porte. Girano le idee, non solo il denaro: in altri luoghi non è ancora così».
Nonostante la crescita, Giuliani non dimentica la sua natura cooperativa. «Diamo lavoro a 160 persone, di cui quasi la metà soci. Il ricambio è continuo e l’età media molto bassa: l’anno scorso sono entrati a far parte della compagine sociale undici giovani e quest’anno ne entreranno altri cinque».
Coveri riconosce che l’area nevralgica è l’ufficio tecnico, in cui lavorano circa 40 dei 60 impiegati. L’età media è bassa, e l’aria che si respira è quella di un ambiente stimolante e molto orientato al risultato e alla soddisfazione del cliente. «Non nascondo che la forza della cooperativa sono le persone che lavorano qui dentro: ogni giorno, in ogni reparto, ci sono situazioni nuove da affrontare e serve una motivazione molto forte, che trascende dalle gratificazioni economiche ed entra nel campo della soddisfazione personale. Credo che per molti questo sia una spinta a dare il massimo: perché la cooperativa è percepita come una cosa propria». La coesione interna è favorita anche dall’operato di un comitato ricreativo aziendale molto attivo, che organizza eventi, gite sociali e viaggi a ciclo continuo.
Nessun commentoIl Festival di Internazionale
Ore di coda per assistere a un dibattito sul futuro senza petrolio o sulla politica della paura. Teatri e sale super affollate, mostre ed eventi percorsi da grande energia, interesse e partecipazione. Per ricevere una conferma che esiste un’Italia desiderosa di informarsi, di capire cosa succede nel mondo e non si accontenta dei telegiornali, bastava passare da Ferrara, fra il 3 e il 5 ottobre. In quei giorni si è svolto il secondo Festival della rivista Internazionale (www.internazionale.it), che ha richiamato 32 mila persone a oltre trenta incontri ed eventi con 64 giornalisti, scrittori, docenti e illustratori di graphic novel, provenienti da 28 Paesi.
Molti si sono dovuti accontentare di ascoltare le conferenze all’esterno o di seguirle nei monitor, perché gli ingressi (tutti gratuiti) bisognava guadagnarseli mettendosi in fila per tempo. E’ un successo che arride soprattutto alla redazione del settimanale, ma non solo. Merito del Comune di Ferrara e dell’Arci aver creduto in una manifestazione dal forte orientamento culturale che in questi periodi potrebbe apparire in controtendenza. Invece è molto più ampia di quello che si immagina la richiesta di cultura e di informazione seria e approfondita e la presenza di tantissimi giovani smentisce alcuni luoghi comuni diventati addirittura prassi di governo.
Il Festival suggerisce inoltre che per rilanciare le città occorrono soprattutto le idee e le capacità organizzative, prima ancora che i fondi. Iniziative del genere (che fra l’altro hanno riempito per tre giorni alberghi, ristoranti e bar) avrebbero potuto tenersi anche in Romagna, che ha tutte le carte in regola: perimetri urbani a misura d’uomo, buone dotazioni ricettive, presenza universitaria. I casi di Ferrara, di Mantova (col Festival della Letteratura) e di Modena (con l’appuntamento dedicato alla Filosofia) devono far riflettere amministratori pubblici, imprese e cooperative. La cultura è una fortissima opportunità di crescita.
Fabio Gavelli
Nessun commentoLa babele degli sproloqui
In tutte le dotte disquisizioni sul futuro dell’informazione, l’orizzonte più citato è quello del giornalismo partecipativo. Persino Rupert Murdoch, il magnate del colosso mondiale Fox, si è lasciato andare a un peana sulla necessità del coinvolgimento dei lettori nel processo della comunicazione. È bene tenersi alla larga dall’infatuazione degli editori per l’apporto dei cittadini, visti, per ora, solo come giacimento di materia prima a prezzo zero e non certo come attori della scena dell’informazione. Più interessanti appaiono invece le iniziative ‘dal basso’ che rifuggono però la sterile contrapposizione tra ‘casta professionale’ dei giornalisti e blogger ‘fuoricasta’ (anche se spesso aspiranti a loro volta all’ingresso nella casta’). Nel campo televisivo prometteva bene, ma è rimasta finora al di sotto delle aspettative, la rete satellitare ‘Current tv’, attiva da qualche anno negli Usa sotto l’egida di Al Gore e lanciata recentemente anche in Italia. Propone un mix di servizi realizzati da professionisti e da semplici cittadini, magari con velleità di produzione professionale.Il rischio di trasformarsi in un’informe copia di YouTube (con la semplice amplificazione del già esorbitante brusìo informativo presente in rete) è purtroppo sempre dietro l’angolo. Ancor più recente è il sito www.agoravox.it, riproposizione di un’esperienza pionieristica francese, in cui si dovrebbero intrecciare i contributi dei cittadini e il lavoro di selezione e approfondimento della redazione giornalistica. E’ una sfida da seguire con attenzione per verificare se il giornalismo partecipativo sia la giusta direzione di marcia per rinnovare l’informazione, oppure l’ennesima formula vuota che nasconde solo la babele delle opinioni e degli sproloqui.
Emanuele Chesi
Nessun commentoL’Almanacco torna a Ravaldino
Dopo il Borg dal Sarach (piazza Cavour), Borgo San Pietro (corso Mazzini) e Borgo Schiavonia (corso Garibaldi) L’Almanacco Editore torna ad occuparsi delle origini di Forlì, quelle più antiche e suggestive, con una pubblicazione su Borgo Ravaldino che anticipa di pochi mesi il quinto centenario della morte di Caterina Sforza, avvenuta il 28 maggio 1509.
La Signora di Forlì proprio in questa zona della città fu protagonista di tante gesta divenute leggendarie, ma corso Diaz è anche la via della città in cui nel 1988 fu brutalmente spezzata, il 16 aprile, la vita del senatore democristiano Roberto Ruffilli, del quale quest’anno si è celebrato il ventennale della morte.
Il libro (64 pagine, euro 10,00) è opera di osservatori attenti come Gabriele Zelli, Piero Ghetti e Gilberto Giorgetti che, anche in questo caso, ha fornito parte dell’inestimabile patrimonio della sua collezione di foto d’epoca, mentre gli scatti d’attualità sono opera del fotoreporter Fabio Blaco.
Tanti gli edifici storici che arricchiscono questa zona della città e che vengono affrontati uno ad uno: da Palazzo Orsi Mangelli al teatro Fabbri, alla chiesa di Sant’Antonio vecchio, oggi sacrario ai Caduti. Senza dimenticare la Rocca, prima storica dimora e roccaforte di Caterina Sforza, poi conquista dei Borgia e infine – dalla fine del 1800 – sede del carcere di Forlì.
Rispondendo alle tante richieste pervenute negli ultimi mesi L’Almanacco editore ha provveduto anche alla ristampa delle prime tre puntate della collana: “E’ Borg dal Sarach”, “Borgo San Pietro” e “Borgo Schiavonia”, distribuiti anche questi nelle edicole e librerie della città al prezzo di 10,00 euro ciascuno.
Il volume “Borgo Ravaldino” può essere acquistato nelle migliori edicole di Forlì, sul sito www.almanaccodiforil.it e in queste librerie: Librincontro Via Giorgio Regnoli, 12; Del Duomo Via Solferino, 19; Mondadori c/o Megaforlì Corso della Repubblica; Botteghina del Libro Via Giorgio Regnoli, 48; Cenacolo Via Giorgina Saffi, 13.
Nessun commentoLe foto dell’assemblea 2008 di Legacoop
(Il servizio fotografico è di Fabio Blaco)
Nessun commentoIl numero di ottobre 2008 della Società Cooperativa
Nel numero di ottobre 2008 del mensile La Società Cooperativa:
- Intervista al Sindaco di Forlì Nadia Masini
- L’agroalimentare a congresso
- A Ivano Barberini il sigillum magnum
- La premiazione regionale di Bellacoopia con Patrizio Roversi
- Giuliani costruisce in Arabia Saudita
- Apofruit lancia i Solarelli
- CIA: buona qualità, ma prezzi in picchiata
- Mediterranean Fruit Company a Hong Kong
- Macfrut sbarca a Mosca
- Il tetto fotovoltaico di Pubblifest
- Al Seven tornano di moda il tennis e la danza
- Almanacco presenta il Borgo di Ravaldino
- Il vincitore del premio CiakDonna
- I corsi dell’Università per Adulti di Cultura Progetto
- Ad alta voce fa tappa a Cesena
- Finanziamenti per la formazione con Fon.Coop.
- Le rubriche di Emanuele Chesi, Luciano Liuzzi, Fabio Gavelli, Workopp, Cristian Maretti.
Mauro Pasolini intervistato a Salotto Blu
