La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Una splendida utopia su cui è utile confrontarsi

Il 13 Maggio 1978 fu approvata “la 180”, nota anche come legge Basaglia, dal nome dello psichiatra che la ispirò.

Negli anni ’50 si stima fossero almeno centomila i “pazzi” internati nelle strutture e i manicomi fungevano da mero contenitore sociale. L’internamento era la sola risposta al disagio e alla malattia mentale viste come un pericolo per l’intera società.

Negli anni ’60, in linea con la cultura del momento, si pone l’esigenza di un radicale ripensamento della follia e delle regole con cui deve essere trattata. 

Nasce l’idea della prevenzione come prassi rivolta alla salute mentale di tutti, non solo dei malati. Viene dunque messa in discussione la cosiddetta presa in carico dei pazienti psichiatrici, si guarda alla malattia mentale non solo nei suoi aspetti clinici ma come parte di una società, si chiede continuità terapeutica tra ospedale psichiatrico e territorio.

Il luogo di cura viene ribaltato: niente coercizione e isolamento in ospedali-parcheggio, ma luoghi terapeutici inseriti nel territorio e nella società. Il malato mentale viene visto come portatore di diritti e bisogni. Al territorio si chiede di costruire percorsi in cui realizzare un equilibrio tra questi bisogni e i diritti di tutti. Ai servizi pubblici viene affidato il compito di concretizzare tali obiettivi.

Nasce l’idea strategica di “comunità terapeutica”. Su queste basi viene costruita la legge 180. Una legge che viene dopo quella sul divorzio e prima della 194 sull’aborto, figlie tutte di una stagione di forte affermazione dei diritti individuali.

Trent’anni dopo la magnifica utopia di Basaglia e di un piccolo e coraggioso gruppo di psichiatri occorre riflettere, con attenzione e responsabilità, sul cammino percorso. Ne sentiamo tutti il bisogno, soprattutto dinanzi ai tentativi di liquidare sbrigativamente il cammino fin qui fatto. Il malato come persona, l’affermazione dei suoi diritti di cittadinanza, il superamento della istituzione manicomiale, il rapporto tra servizi e territorio, il ruolo dello Stato, le difficoltà incontrate e le possibilità di risoluzione: sono questi i temi che abbiamo di fronte. I due seminari che le nostre cooperative Tragitti e Al Margine hanno organizzato, più di riflessione sulla legge e il lavoro svolto l’uno, più di approccio clinico l’altro, intendono dare un contributo ragionato in tal senso.

Guglielmo Russo

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