Archive for ottobre, 2008
Di generazione in generazione
Una delle caratteristiche della cooperazione, come si legge su qualsiasi manuale, è la cosiddetta “transgenerazionalità”. La parola di per sé non è il massimo, ma il concetto a cui rimanda è molto semplice: la cooperativa si tramanda di generazione in generazione. E anche, più liberamente interpretato: la cooperativa è un incontro di più generazioni. A fianco dei soci più anziani si ritrovano quelli più giovani. E questo può creare occasioni di confronto, possibilità di insegnamento. Specie in un’epoca che proiettandosi, giustamente, avanti rischia però di dimenticare cosa l’ha preceduta. Non lo dico con retorica, ma perché sono convinta che ci sia da imparare, a livello umano e professionale, da chi è venuto prima. Mi viene in mente a tal proposito l’incontro con un socio di una grande cooperativa agricola. Lui novantenne, socio storico, non più di qualche mese fa – durante l’assemblea di bilancio – del tutto spontaneamente ha sentito il bisogno di raccontarmi un suo frammento di vita vissuta. «Ho la memoria che funziona in modo strano (queste più o meno le sue parole): non ricordo le cose che mi sono capitate pochi giorni fa, ma ricordo esattamente tutto del mio passato. Di quando ero giovane e sono stato in guerra, e soprattutto di quando sono tornato: la guerra ci aveva tolto tutto, non solo la casa e le nostre cose, ma soprattutto la giovinezza. Non c’era più, era andata via con gli anni migliori spesi a combattere». Poche parole, chiare, efficaci, dal senso inequivocabile.
Non conoscevo questa persona, ma credo che come lui tanti altri possano raccontare storie di vita di questo genere ai nuovi soci. E il bello della cooperazione è che queste storie sono tanti percorsi che si vengono a incrociare, e si arricchiscono a vicenda.
Nessun commentoFornicoop “adotta una stanza”
Fornicoop, cooperativa edile della Valle del Savio , ha deciso di “Adottare una Stanza”, mettendo a disposizione 25 mila euro, per sostenere la realizzazione del Centro Socio-Riabilitativo Diurno e Residenziale per disabili “Sportpertutti” in Mercato Saraceno.
L’intervento dimostra la sensibilità della cooperativa nei confronti di un progetto di alto valore sociale proposto dall’Ipab “Casa Insieme”. La donazione contribuirà in modo fondamentale alla realizzazione di un luogo dove lo sport diventa riabilitazione, incontro, socializzazione e integrazione. Il carattere innovativo del progetto risiede nell’offrire alle persone portatrici di disabilità e alle loro famiglie occasioni di coinvolgimento e partecipazione attiva alla vita sociale della Comunità.
Gli spazi del Centro sono aperti contemporaneamente al disabile permanente o temporaneo e al non disabile, non solo per sensibilizzare il territorio contro ogni forma di discriminazione o di barriera all’handicap, ma anche per facilitare concretamente l’integrazione e lo svolgimento di attività sportive spesso precluse.
Il progetto si pone inoltre come motore di sviluppo dell’imprenditoria sociale del territorio.
Nessun commentoA piedi nudi sul palco vince il primo premio CiakDonna
(Forlì-Cesena, 11 ottobre 2008) – E’ stato il regista Andrea Rovetta ad aggiudicarsi il primo premio CiakDonna, assegnato da Legacoop e Confartigianato all’interno del festival dei cortometraggi “Sedicicorto”, in corso di svolgimento a Forlì. L’opera risultata vincitrice è “A piedi nudi sul palco”, divertentissima storia di un provino in cui una sfortunata aspirante attrice (interpretata da Cecilia Dazzi) si trova a fronteggiare un regista deciso a non assumerla nel cast, nonostante le sue abilità davvero fuori dal comune. Il trofeo è stato consegnato al regista dalla senatrice Laura Bianconi nella serata di venerdì 10 ottobre.
CiakDonna è stato voluto da Confartigianato e Legacoop, ma in particolare dai relativi movimenti delle donne imprenditrici (Donne Impresa e commissione parità di Legacoop) per premiare il filmato che meglio coglie la posizione della donna nella nostra società.
Il cortometraggio è stato scelto, nelle motivazioni della giuria, “perché stigmatizza come troppo spesso le competenze e le abilità delle donne non siano sufficienti per sfondare nel mondo del lavoro, nella società civile e nella politica. Non perché siano inadeguate o di scarsa qualità, ma perché i criteri di giudizio del merito sono legati ancora ad archetipi maschili (e anche maschilisti) e non rispondono ad una reale parità di opportunità: chi esprime criteri di giudizio pare ne sia il proprietario ed in quanto tale si sente in diritto di cambiarli a proprio piacimento”.
“Questo premio vuole essere un contributo alla comprensione dei nostri problemi – afferma Franca Compostella, presidente di Donne Impresa – consapevoli del fatto che un’immagine può essere più incisiva e permanente di tante parole, anche se ben dette”.
“E’ il primo anno – aggiunge la direttrice di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini – che CiakDonna è istituito all’interno del festival “Sedicicorto”. Ci auguriamo che possa diventare una costante perché vorrà dire che iniziative come il festival e i premi ad esso collegati continueranno ad arricchire il tessuto culturale della nostra città dandole, nel campo specifico, visibilità internazionale”.

DA SINISTRA: la direttrice di Legacoop Forlì-Cesena Monica Fantini, il regista di "A piedi nudi sul palco" Andrea Rovetta, la senatrice Laura Bianconi, la presidente di Confartigianato/Donne Impresa, Franca Compostella.
Copari si affida a Workopp per fare riflettere i dirigenti
Una Società di consulenza per le risorse umane, Workopp spa, e una cooperativa di edilizia, Copari, si incontrano e danno il via a un percorso di riflessione, autovalutazione ed esplorazione di nove dirigenti, delle loro competenze, di ciò che sanno fare e di quello che potrebbero fare, perché ne hanno le capacità e le potenzialità. Copari, cooperativa edile abituata a ragionare con numeri e materiali, si coinvolge in un percorso di riflessione e di crescita aziendale, con la competenza e l’esperienza dei consulenti esperti di Workopp.
«Copari è una cooperativa con ruoli ben strutturati e radicati nel tempo» afferma Ivan Bandieri, consulente senior di Workopp (nella foto).
Il lavoro di valutazione delle competenze ha coinvolto nove figure professionali della struttura di vertice; tramite interviste individuali e colloqui di gruppo sono state esplicitate alle persone e all’azienda le competenze eccellenti di ognuno.
«Il progetto – prosegue Bandieri – ha avuto il suo focus principale nella individuazione delle competenze, ovvero quelle caratteristiche di natura trasversale (che quindi vanno al di là delle conoscenze professionali e scolastiche) che sono determinanti per una prestazione efficace sul lavoro e sono distintive delle persone che manifestano una performance superiore».
Il percorso ha previsto un momento iniziale di gruppo per la condivisione degli obiettivi, seguito da interviste individuali condotte con strumenti di indagine motivazionali e relazionali, ottenendo così una valutazione il più possibile oggettiva sul campione degli intervistati.
«Il percorso di valutazione del potenziale è stato piuttosto significativo per noi – afferma Roberta Rossi, presidente di Copari – in quanto calato perfettamente sulla nostra esigenza del momento. Si sono infatti evidenziate nelle persone coinvolte potenzialità prima non riconosciute, nonostante i molti anni passati in cooperativa, che pensiamo di mettere a frutto per consolidare al meglio la nostra organizzazione interna».
Sono stati messi in evidenza quindi i punti di forza e di debolezza di ognuno, da presidiare e sviluppare nei prossimi mesi. Alcuni sono risultati particolarmente eccellenti in alcune aree di lavoro, lasciando intravvedere possibili evoluzioni del ruolo. Altri hanno scoperto lati della propria personalità che emergono in situazioni di tensione e che occorre presidiare e indirizzare. Una maggiore consapevolezza per la persona e per la cooperativa.
“Copari ha ben inteso il contributo che il “capitale umano” può apportare nel costruire un vantaggio competitivo dell’impresa – afferma Anna Zaccarini, responsabile della filiale di Forlì – Cesena di Workopp. Una valutazione corretta delle risorse umane a partire dalla fase iniziale di selezione e poi in itinere concorre a individuare quelle risorse che possiedono il potenziale per ricoprire una determinata posizione organizzativa in un determinato momento.
Auspichiamo che il lavoro fatto con Copari possa ripetersi anche in altre cooperative».
Fabiana Rondinini
Nessun commentoFonCoop anche per le cooperative agricole
Quest’anno le cooperative italiane devono tenere a mente due date per l’adesione a Fon.Coop. Non c’è soltanto il 30 novembre, come è ormai consuetudine, ma – ed è una novità – anche il 31 ottobre, ovvero la scadenza per l’adesione delle cooperative agricole.
Da marzo 2008 è infatti possibile anche per gli operai agricoli di tutte le cooperative agricole fare formazione con Fon.Coop: il Fondo della formazione continua delle cooperative costituito da Agci, Confcooperative e Legacoop, e da Cgil, Cisl e Uil.
Con l’adesione, che è completamente gratuita, la cooperativa autorizza il Fondo a ricevere i contributi che già versa per legge all’Inps (lo 0,30%) ed a richiedere un finanziamento per la formazione dei propri lavoratori.
Aderendo entro il 31 ottobre 2008 i contributi saranno versati al Fondo a partire dal 1° gennaio 2009.
L’adesione delle imprese agricole è l’occasione per il Fondo di finanziare e promuovere la formazione continua in un comparto economico dove la cooperazione ha una grande tradizione, e di favorire innovazione e competitività delle imprese e professionalità dei soci e dei dipendenti.
Nei suoi quattro anni di attività il Fondo ha contribuito allo sviluppo cooperativo: sono stati impegnati 30 milioni di euro di finanziamenti per piani formativi concordati presentati da 2.000 imprese e a favore di 48.000 lavoratori. Tutti i settori cooperativi hanno usufruito dei finanziamenti: le cooperative di consumo, le cooperative dei servizi, le banche cooperative. Un’importante fetta di finanziamenti sono stati utilizzati dalle cooperative sociali che rappresentano il 18% delle imprese aderenti.
Fon.Coop ha inoltre assegnato le risorse anche per dimensione d’impresa, rispondendo ai valori cooperativi di equità e solidarietà.
L’offerta di finanziamenti e di servizi è in grado di soddisfare le grandi e medie cooperative come pure le piccole e le piccolissime ed avviene attraverso il Conto Formativo, il Fondo di Rotazione e le Iniziative speciali.
Il Conto Formativo Aziendale è il canale di finanziamento per le medie e grandi imprese: le risorse derivanti dallo 0,30% versate da ogni cooperativa sono ad essa riservate per fare formazione. Le risorse sono cumulabili per 5 anni e rese disponibili per attività formative dietro semplice richiesta.
E’ possibile che più imprese si aggreghino fra di loro per utilizzare i propri Conti Formativi.
Per le piccole imprese, che costituiscono l’85% delle associate, c’è il Fondo di Rotazione, ovvero un canale di finanziamento con procedura competitiva che consente di ottenere adeguati finanziamenti per la formazione dei dipendenti e soci lavoratori.
Per quanto riguarda le Iniziative speciali, Fon.Coop si riserva annualmente una parte di risorse per finanziare specifiche attività formative giudicate strategiche come la formazione alla sicurezza sul lavoro.
Per informazioni: 800 912 429 – www.foncoop.coop
Sul sito del Fondo è possibile scaricare il Rapporto delle attività 2003 – 2007 in formato pdf.
Nessun commentoL’assemblea delle agricole
egacoop Agroalimentare torna in Assemblea, proponendo quest’anno il tema dell’affidabilità competitiva.
I delegati delle cooperative del settore agroalimentare di Legacoop si danno appuntamento a Tivoli il 13 il 14 novembre.
Ma il percorso verso l’Assemblea nazionale che è cominciato da diversi mesi prevede alcune tappe intermedie.
Fra le novità di tipo organizzativo va segnalata la scelta di superare le tradizionali assemblee provinciali. Innovazione questa dettata dalle molte affinità possedute dai territori, ma anche dall’espandersi delle basi sociali e dal vantaggio, da tutti riconosciuto, del fare rete.
Le cooperative delle province a ovest del capoluogo regionale si riuniranno a Reggio Emilia il 10 ottobre, quelle da Ferrara a Rimini, passando per il comprensorio di Imola, si riuniranno invece a Faenza martedì 21 ottobre (nella sala della Banca di Credito Cooperativo in via Laghi 79). L’Assemblea Regionale dei Delegati avrà invece luogo a Bologna il 31 ottobre.
Massimo Brusaporci
Nessun commentoRussia, Cina e l’Italietta
L’estate appena trascorsa ha riconsegnato in maniera tangibile e definitiva (se qualcuno avesse avuto ancora dei dubbi) la potenza cinese e quella russa all’attenzione del mondo. La prima dispiegando parte della propria forza nell’organizzazione dei giochi olimpici, la seconda regolando militarmente certe contese territoriali in prossimità dei propri confini. Ho detto riconsegnato perché sono passati poco più di 150 anni da quando la Cina deteneva quasi il 50% del commercio mondiale e non ancora 20 anni da quando la Russia (spina dorsale dell’URSS) influenzava politicamente la metà meno libera del mondo.
Questo ormai conclamato scenario multipolare (non per forza foriero di un futuro migliore) ha occupato con forza le pagine dei giornali con analisi preoccupate, scenari probabili o temuti e nuovi ragionamenti relativi agli elementi di competizione economica.
Queste nuove sfide di altissimo livello sono state immediatamente fatte proprie dall’opinione pubblica nazionale.
A partire dal grande consenso dato alle ordinanze comunali che vietano di stendersi sui prati o sulle panchine oppure di camminare con gli zoccoli sul lungomare, o quella di più triste memoria in cui se tre persone parlano in un parco pubblico scatta l’allerta al comando della polizia municipale.
Non dobbiamo stupirci: siamo il paese che pensa di risolvere i propri problemi di inflazione con i mercatini degli agricoltori, il latte crudo alla spina e le rinnovate tessere annonarie in formato magnetico. Ci manca solo un provvedimento per la valorizzazione degli orti nelle aiuole e sui balconi e che la prossima crisi internazionale venga gestita dalle Maldive o da un’amena villa in Sardegna telefonando all’amico Vladimir tra un Martini e l’altro.
Nessun commentoSuona la sveglia, troviamo un senso
Suona la sveglia, è inevitabile. Ci si deve alzare dal letto, vestirsi, prendere l’auto e andare a lavorare. C’è chi lo fa con passo pesante e la mente assonnata, verso un obbligo necessario e quotidiano, e chi lo fa con un animo più leggero, convinto che nella giornata potrebbe succedere anche qualcosa di interessante. Trovare un senso al lavoro che si fa non è sempre facile. Quello a cui tutti aspiriamo è un lavoro che ci faccia sentire utili, capaci, gratificati e protagonisti. Dipende innanzitutto da noi, dal nostro coinvolgimento nelle attività dell’azienda, da quanto ci stanno a cuore i risultati e i valori aziendali, dalla volontà di affrontare i problemi e di guardare oltre. In alcune aziende però fanno capolino due nemici con cui è inevitabile fare i conti. Al primo posto: l’anonimato, cioè la sensazione di sentirsi uno fra tanti, dover rispondere a un capo che sbaglia il proprio nome, sentirsi lavoratori sostituibili in ogni momento. Al secondo posto, ma non di importanza, l’irrilevanza: avere la percezione che il proprio lavoro non è ritenuto importante da nessuno, mentre tutti abbiamo la necessità di sentirci utili e necessari. Un lavoro che dà un senso alla nostra vita è un lavoro in cui non si smette mai di imparare, anche se nell’azienda vivono i due nemici. Se lo sforzo del lavoratore è accompagnato da qualche accorgimento in più da parte della direzione aziendale, come percorsi di formazione continua, di rimotivazione e di valutazione del potenziale, si potrebbe dare una mano al nostro lavoratore e, con un piccolo sforzo, migliorare il clima che si vive in azienda, ottenendo grandi risultati.
Anna Zaccarini e Fabiana Rondinini (Workopp)
Nessun commentoCon il braccialetto per risparmiare acqua ed energia
È ripresa in queste settimane la stagione corsistica invernale negli impianti gestiti da Around Sport. Come sempre accade all’avvio di una nuova stagione, anche quest’anno sono molte le novità che attendono gli utenti, novità sia di carattere strutturale che organizzativo. Partendo da queste ultime, negli impianti di Savignano (Centro Seven) e Cesenatico (piscina comunale), in via sperimentale Around ha optato per una soluzione innovativa nell’utilizzo delle docce e dei phon: il braccialetto elettronico (viene venduto all’utente al costo di 7 euro e rimane per sempre di sua proprietà). Il braccialetto distingue l’utilizzo dei phon da quello delle docce. Questa del braccialetto è la novità più importante, sia per gli utenti che dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e del risparmio energetico.
«Il motivo di tale scelta – spiega il presidente di Around Davide Ceccaroni – è da un lato la razionalizzazione dei consumi e, dall’altro, la riduzione dell’impatto ambientale». Impianti di tal genere consumano infatti una quantità enorme di energia. «Con questo sistema – spiega ancora Ceccaroni – le docce e i phon funzionano con un sistema elettronico a tempo. Le docce erogano acqua per 4 minuti e mezzo; in questo arco di tempo l’utente può fermare e far ripartire il flusso dell’acqua in ogni momento. Questo sistema dovrebbe ridurre del 30% il consumo di acqua: dai 20 litri medi di acqua si utilizzano ora per una doccia, si dovrebbe arrivare ad utilizzarne 12-15 litri. Nelle due piscine in cui abbiamo installato questo sistema – conclude Ceccaroni a questo proposito – arriveremo a risparmiare all’incirca 900mila litri di acqua in un anno».
L’altra grande novità per questo inizio di stagione, come anticipato, è di carattere strutturale e riguarda la piscina comunale di Cesenatico (nella foto).
«Nell’impianto di Cesenatico – spiega ancora il presidente Ceccaroni – abbiamo deciso di risistemare completamente il front office. Tale intervento, tramite una doppia porta, ci ha permesso di creare un ambiente intermedio dove viene climatizzata l’aria; in questo modo è possibile mantenere calda la hall della piscina. Ora gli utenti dell’impianto possono sostarvi per acclimatarsi, evitando così all’uscita nocivi sbalzi di temperatura. La nuova hall, inoltre, è stata allestita con tavoli e sedie e nella risistemazione del front office è stato anche previsto un piccolo bar».
Sempre sul piano degli interventi strutturali, c’è poi da aggiungere che a Cesenatico sono stati ristrutturati la sauna ed il bagno turco, ed è stata rifatta anche la zona relax di questi ambienti, appena entrati in funzione. Il costo totale di questi interventi ammonta per Around Sport a circa 90 mila euro.
«Nonostante ciò – sottolinea il presidente – le tariffe per gli utenti sono rimaste le stesse dell’anno scorso».
Infine, c’è una novità anche per la piscina di Cesena dove, di comune accordo con l’Amministrazione comunale, Swim.Ce (la società consortile che gestisce l’impianto e di cui Around detiene la maggioranza) ha provveduto a una ristrutturazione dell’impianto tecnologico del sistema di trattamento dell’acqua della vasca al coperto.
Matteo Raggi
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