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Olimpiadi di Pechino, Olimpiadi in rosa per l’Italia
Stefania Collini è stata una delle organizzatrici dell’incontro tra Sefi Idem e il pubblico forlivese nell’ambito dell’iniziativa “Seminar Libri” tenuta alla Coop I Portici. In occasione dell’argento olimpico dell’eccezionale canoista ha scritto per noi questo articolo.
L’emozione stamane, nell’attesa della gara di Josefa- Sefi Idem, era davvero tanta, giro di sms alle amiche, appuntamento con Marilena ed i miei figli per seguire la gara di una donna che partecipa alla sua settima olimpiade per l’Italia , che dopo tanti anni non è luogo di adozione ma il suo Paese, dato che qui ha messo su famiglia (con Gugliemo Guerrini suo allenatore ed i suoi due figli).
Una partecipazione da leggenda e quei 4 millesimi di secondo che le hanno fatto vincere una medaglia d’argento che vale oro, nulla hanno tolto alla sua leggendaria impresa..
Brava Sefi, le donne di Forlì che ti hanno conosciuto personalmente, stamane erano tutte con te, hanno apprezzato quel tuo modo discreto di essere atleta superlativa, mamma che a fine gara trova nell’abbraccio dei figli la medaglia più bella della vita, quel tuo spiegar loro che nello sport è così, basta un soffio ed un alito a non vincere l’oro, che no, non ci sarà l’inno italiano che speravano di ascoltare, che è argento. Tutto spiegato con un sorriso, un grande luminoso sorriso e l’affermazione che lo sport è così, accettare sportivamente i risultati ed essere a posto con sé stessi e la propria coscienza.
Nessuno potrà permettersi di dire che è solo argento, per la tenuta di gara e per la tua storia di donna, mamma, atleta instancabile e dal grande coraggio e dai grandi principi, applicati nello sport come negli impegni anche politici e sociali di vita.
E da romagnola forlivese, un grazie alla Cassa dei Risparmi di Forlì che ha contribuito a finanziare
la preparazione atletica della Idem per questa partecipazione a Pechino, dato che non tutte le federazioni sportive hanno le stesse disponibilità economiche per sostenere gli atleti.
Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Sefi a Forlì nel marzo scorso: dalla passione per la canoa a quella per la narrativa: la campionessa mondiale Josefa Idem, fu protagonista, con il suo libro “Controcorrente”, al secondo appuntamento della rassegna letteraria “Verba volant”, venerdì 28 marzo 2008 alla galleria “I portici” di Forlì. Il ciclo di incontri – realizzato dal Forum delle donne e sostenuto da Coop Adriatica – era dedicato quest’anno a grandi donne dello sport, della ricerca, della cultura e della politica che hanno scelto di testimoniare attraverso la parola scritta la loro esperienza di vita e di lavoro. Che dire avevamo visto giusto, e pur essendo impegnata già allora in estenuanti allenamenti, Sefi trovò modo e tempo per partecipare al nostro incontro.
Chi era presente , ne uscì stregato dalla personalità forte, volitiva e dolce insieme , dalla sua libera espressione dei valori e dalle sua potenzialità di donna che poteva essere di tutte le donne. Non un filo di trucco, un eleganza e bellezza semplici e naturali, specchio dell’anima di una donna , esempio per tante e per tutte che raggiungere obiettivi, anche ambiziosi, si può fare.
Grazie Sefi per l’emozione di oggi, grazie anche per aver tenuto alto il valore ed il ruolo delle donne anche nello sport. E torniamo alle Olimpiadi: la partecipazione italiana anzi i risultati italiani sono stati caratterizzati da tante medaglie rosa ( il tipo di metallo del conio non conta) prestigiose, che ci rende orgogliose: le donne protagoniste e non epressione del cosiddetto sesso debole.
Azzardo ad esprimere una sensazione: i giochi sportivi ad altissimo livello di qualunque genere, non solo quelli più poveri, vedono sempre presenti, ora in modo esponenziale, persone di colore. Mi è capitato di pensare spesso che nelle società pur evolute e democratiche, mentre nella la vita di tutti giorni la condizione sociale delle etnie più deboli fosse sempre fortemente penalizzata e colpita da espressioni di forte razzismo , finalmente lo sport interveniva e metteva le cose a posto: lo fece Owen alle Olimpiadi di Berlino , lo hanno fatto altri atleti nella storia olimpica e non olimpica degli sports, anche pagando caro prezzo ( ricordate le premiazioni a pugno alzato del Black power). Ma poi dopo gli allori tutto restava come prima.
Ora i tempi e la mentalità si sono evolute al punto di vedere un nero americano candidato alla Casa Bianca.
E per le donne non è la stessa cosa? Dopo e oltre gli allori sportivi, quali spazi e ruoli nella nostra società ? Per ora un ritorno in Italia con medaglie in classe economica per le donne della scherma e invece, un ritorno in Italia senza medaglie, ma in business class per i calciatori. Ci sono tante cose da mettere a posto, al giusto posto in questa Italia, per favorire la pratica sportiva delle giovani generazioni, con pari dignità tra le varie discipline.
Grazie Sefi e grazie alle nostre atlete a Pechino, grazie al vostro impegno e ai vostri risultati; chissà che i tempi non evolvano completamente e che anche la società italiana sappia proporre e trarre tanti benefici dai diversi ruoli che le donne sanno e possono svolgere in ogni attività.
Forlì, 23 agosto 2008 Stefania Collini
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