La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Se non si investe in comunicazione

Alla luce delle dichiarazioni fatte in campagna elettorale, non soffia un vento favorevole alla cooperazione col nuovo governo. Eppure negli ultimi dieci anni in Italia il movimento cooperativo è cresciuto: le cooperative sociali per esempio sono 8 mila, hanno 3,4 milioni di utenti e 250 mila addetti.

Forse proprio per questo si assiste a un attacco nutrito da una forte carica ideologica. Un tema sviscerato bene da Carlo Borzaga, docente di politica economica all’Università di Trento, fra i maggiori esperti del ramo, in una intervista pubblicata sul numero di aprile della rivista Altreconomia (www.altreconomia.it). «Il codice civile italiano ha favorito l’impresa for profit con finalità speculativa – dice il professore – e a livello globale ci troviamo di fronte all’effetto culturale del Washington Consensus, secondo cui un’economia di mercato popolata solo da attori for profit è superiore alle altre. Si costruiscono modelli economici irrealistici per creare istituzioni». In altre parole: l’impianto ideologico fortemente supportato dal denaro disegna un modello politico e culturale, a volte  negativo alla prova dei fatti, ma venduto come vincente.

Non è sul piano economico e sociale che la cooperazione ha bisogno di dimostrare le proprie qualità. È sul fronte della comunicazione e dell’immagine che pare schiacciata davanti alle corazzate del “profitto a qualunque costo”. Borzaga giustamente insiste sul fatto che le cooperative spesso producono beni e servizi migliori a minor prezzo, che i fini sociali risultano portatori di maggior benessere all’intera collettività, che l’impresa cooperativa è (o dovrebbe essere) gestita in forma democratica. 

Tutti fattori noti a chi opera in modo mutualistico, clamorosamente ignorati da molti cittadini (e dagli elettori), che ormai si sono bevuti la storiella che le cooperative non pagano l’Iva e l’Irap… 

Lo studioso prevede ancora ampi spazi di sviluppo per il movimento, considerando che recenti ricerche mettono in evidenza che l’impresa capitalistica spesso non riesce a garantirsi la fedeltà del lavoratore. Ma se non si investe in informazione, restano puri desideri.

Fabio Gavelli

4 commenti

4 Commenti finora

  1. Federica maggio 19th, 2008 9:49 am

    Mi piacerebbe approfondire l’argomento.

  2. Paola e michela maggio 19th, 2008 11:23 am

    veramente interessante!!!

  3. admin maggio 19th, 2008 2:52 pm

    Il problema è che il modello politico e culturale imperante genera mostri e sonno della ragione, oltre che povertà diffusa.

  4. patrizia maggio 19th, 2008 6:56 pm

    Tutto giusto ma questo non ci esime da un po’ di autocritica. Partiamo dal dare ragione a chi dice che le cooperative pagano meno tasse (non dimentichiamoci la vergogna del salario medio convenzionale dal quale, almeno noi cooperative sociali, stiamo fuoriuscendo solo adesso) ma spieghiamo alla gente la ragione di ciò; mi riferisco alla non divisione degli utili, cosa che non si verifica in una azienda profit. E’ vero: diamo valore aggiunto ai nostri servizi ma è altrettanto vero che la cooperazione ha generato dei mostri che ormai nulla più hanno degli aspetti che dovrebbero contraddistinguere la cooperazione: la democraticità oltre al mutualismo,…. Esistono ormai cooperative che sono delle vere e proprie aziende e come tali sono amministrate. Questo ci rende attaccabili.
    Ricominciamo dal riappropriarci del nostro essere cooperative a fatti e non solo a parole. C’è anche un forte problema di comunicazione, condivido anche questo, ma appartiene a tutto il mondo della sinistra che sta diventando sempre più autoreferenziale. C’è poca gente che capisce e ragiona in termini di massimi sistemi e a questa gente non possiamo rivolgerci come abbiamo fatto negli ultimi anni. Molte cose buone sono state fatte ma……..nessuno lo sa o lo ha capito o, meglio ancora, a nessuno lo abbiamo spiegato in maniera chiara.Tengo a precisare sono una cooperatrice convinta ma sono anche convinta che una sana e costruttiva autocritica possa aiutarci a non ripetere gli errori fatti fino ad oggi con i risultati che tutti quanti abbiamo sotto gli occhi…
    Non vergogniamoci della nostra storia, non dimentichiamoci da dove veniamo ma utilizziamo questo per proiettarci nel futuro.
    (pensieri sparsi)

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