Una linea bio che è una bellezza

Si può fare ricerca e sviluppo, scegliere materie prime eque e solidali e vincere le sfide del mercato pur essendo una piccola impresa. È la lezione di Gala, una società forlivese, che festeggia in questi giorni i quattro anni di attività. Tre giovani, animati da un’idea: produrre cosmetici con basi (tè verde, aloe, spezie) qualificate per la maggior parte come «fair trade». Sono partiti in un piccolo magazzino della zona industriale di Forlì, grazie a Ctm Altromercato, consorzio di cooperative numero uno in Italia nel commercio equo e solidale, che gli affidò il compito di progettare e realizzare una linea completa di fitocosmesi.
È nato così il marchio Natyr, che ora figura nelle confezioni di shampoo, creme per il corpo e mousse detergenti vendute anche in Francia, Belgio e Spagna, su concessione di Ctm. La capacità di mettere a punto prodotti che incontrano il gusto e la sensibilità del mercato ha permesso a Gala di produrre anche per un colosso del settore erboristico come Santiveri, industria spagnola di grandi tradizioni.
I cosmetici di Gala, venduti nelle Botteghe del Mondo e nelle erboristerie, si sono rivelati un successo. L’impresa si è trasferita in una sede da 800 metri quadri, nei pressi dell’aeroporto, dotata di laboratori, linea produttiva, uffici e magazzino; ai tre soci Davide Fiumi, Patrizia Poggiali e Lorenzo Zanotti si sono aggiunti sei collaboratori e si sfornano 200 mila pezzi all’anno in totale, dai detergenti per l’intimo ai dentifrici. Gala ora sta per lanciare un’altra scommessa, quella del biologico.
La linea Natyr Bio, certificata da Ccpb, è frutto di tre anni di ricerche. Per la prima volta nella cosmesi si abbinerà l’etica (le materie prime eque e solidali) alla salubrità (quelle biologiche). Le confezioni sono corredate di informazioni sui progetti da cui provengono oli ed essenze. Per acquisti ingenti, l’impresa è in grado di realizzare anche prodotti personalizzati, che sono molto richiesti tanto è vero che il suo sito (www.galacosmetici.com) è preso d’assalto dalle richieste.

Fabio Gavelli

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