Blog vs giornalisti: la partita è finita

Ci sono fortunatamente molti segnali che la stucchevole contrapposizione tra  ‘giornalismo professionale’ e ‘popolo della rete’ stia tramontando. I media tradizionali forse non rinunciano ancora alla pretesa di autorevolezza (a dir poco incrinata…) ma sempre più si lasciano contaminare dall’influenza dei nuovi media, internet in particolare, anzi a volte esagerano pure correndo dietro all’ultima moda e all’ultimo rumore di fondo che rimbalza tra My Space e Youtube. La stragrande maggioranza degli internauti poi, invece di arroccarsi in una sterile autoreferenzialità tra i soliti quattro bloggers, ha capito che la maggiore apertura dei media al contributo esterno è un’occasione straordinaria per incidere sui meccanismi di produzione dell’informazione. Non si tratta solo delle foto amatoriali dell’attentato o del vip di turno che finiscono direttamente in prima pagina – succede spesso in Gran Bretagna o negli Stati Uniti, ma ora il trend ha raggiunto anche la penisola, ad esempio a Torino con le immagini della grande nevicata riprese dalla Stampa – ma soprattutto delle segnalazioni e anche delle critiche che infarciscono blog e forum dei siti di giornali e televisioni.
Gli strafalcioni, gli errori e le censure giornalistiche vengono immediatamente rilevati e ‘condannati’. E restano nero su bianco. Per i media che vogliono recuperare autorevolezza (e mercato) è una bella sfida. Ed anche una cura salutare.

Emanuele Chesi

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