Le grandi cooperative non sono vere cooperative
Quante volte abbiamo sentito questa panzana ripetuta in tutte le salse? Ok, su segnalazione di Lucio Nardi ecco l’argomento definitivo da usare in quella fatidica discussione al bar per zittire il qualunquista di turno: la lista delle 300 cooperative più grandi al mondo, pubblicata dall’International Cooperative Alliance.
Tra le prime venti non ce n’è neanche una italiana: le prime due sono di agricoltori giapponesi, poi vengono i francesi del Credit Agricole, coreani, americani, tedeschi, svizzeri, olandesi, inglesi, svedesi, finlandesi…
La prima azienda italiana, controllata da cooperative, è l’Unipol, ventiduesima, poi c’è la Cattolica assicurazioni, oltre il quarantesimo posto, Unicoop Firenze a quota 105, e poi a scendere Sacmi, Coop Lombardia e così via.
Negli altri Paesi qualcuno si pone il problema se una grande cooperativa è ancora una cooperativa?
Per curiosità, il 300 esimo posto è detenuto dalla mitica (per un giornalista) Associated Press, una delle principali agenzie di stampa al mondo.
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