La Società Cooperativa

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Il Natale di Alexandru

Sbagliamo a generalizzare sugli italiani, ma è la stessa cosa a farlo con i romeni. Alexandru ha 32 anni e si è sposato con una ragazza di origine sarda un po’ più grande di lui che ha già una figlia avuta da un precedente matrimonio (fallito). Quando sua madre venne in Italia, negli anni Ottanta, si erapersino lanciata a nuoto  in un fiume d’inverno e suo marito era stato colpito alla schiena dalle guardie frontaliere, rimanendo paralizzato dalla vita in giù. Lei era riuscita ad arrivare dalle nostre pari e, partendo dall’umile lavoro di cameriera, si era spostata in riviera dove aveva affittato un bar. Ora vive negli Stati Uniti. È una bella donna, orgogliosa, piena di vita, con una grande voglia di vivere e un’impostazione educativa di base molto sana e piena di buoni valori di coesione. Alexandru è arrivato in Italia all’inizio degli anni Novanta, dopo la caduta del regime di Ceaucescu e le prime elezioni che avevano preso le distanze da lui, si è saputo inserire con facilità. Ha persino imparato a tirare la sfoglia e ha preso dei chili mangiando i primi piatti di una cucina che usa le verdure e le zuppe con molta più parsimonia delle usanze di Romania. In queste ultime settimane Alexandru non si dà pace. L’assassinio di una donna nella periferia di Roma ad opera di un migrante romeno giunto da poche settimane lo ha messo, ancora una volta, di fronte ai drammi del suo paese d’origine. Alexandru è molto duro con molti dei suoi connazionali, ma sta soffrendo sul serio per le battute sul suo aspetto fisico: ha l’abbronzatura, il colore dei capelli, degli occhi dell’etnia Rom… Oggi Alexandru è un cittadino italo-romeno che ama la musica di Goran Bregovic, ma anche quella di Secondo Casadei, che vota Valter Veltroni ma odia il comunismo storico (nella versione che ha conosciuto da ragazzo). È lui il “nemico da battere”? Il “pericoloso immigrato” che ci porta via il lavoro e le donne? Per mantenersi, prima di essere sposato, Alexandru ha fatto di tutto (legalmente parlando) e si è messo con una ragazza italiana che era da sola da alcuni anni e manteneva la sua bambina senza l’aiuto del primo marito nulla facente, o quasi, mantenuto dalla sua famiglia di origine. Purtroppo le statistiche sono avare di buone notizie, come la cronaca dei nostri giornali. Siamo noi che non solo a Natale dobbiamo sapere leggere fra “pagine chiare e le pagine scure”.

Pietro Caruso

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