La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Archive for novembre, 2007

Cooperative rosse, la risposta di Pasolini

Pasolini, si è sentito un po’ nella fossa dei leoni?

No, affatto. Perché sono andato? Perché credo che bisogna smetterla di ragionare per "eliminiazione". Noi siamo un sistema economico e produttivo così ampio che non crediamo ci sia veramente qualcuno interessato ad eliminarci. E d’altro canto ci sono forze politiche che sono state anche forze di governo che non possono essere ignorate. Possono avere opinioni diverse su di noi ma sappiamo accettare le critiche.

Allora cominciamo con le critiche. E’ indubbio che tra i vertici cooperativi e quelli delle amministrazioni di centro sinistra ci sia un travaso continuo. Dirigenti di coop che diventano assessori, consiglieri, eccetera. Non è che poi si ha un occhio di favore per voi?

Le coop sono parte della storia di quel territorio. Alcune sono cresciute a tal punto da essere diventate realtà nazionali. Sarebbe ingenuo e anche non logico pensare che le amministrazioni locali possano ignorare queste realtà. Torino potrebbe non considerare la FIAT? E poi sulla "intercambiabilità" c’è da dire che nel nostro territorio ogni quattro cittadini uno è socio di una cooperativa e quindi è evidente che ognuno di loro può essere impegnato in politica o meno. E’ anche questione di numeri.

Sì, ma qualche occhio di riguardo c’è?

A livello regionale le cooperative detengono il 30% degli appalti di opere pubbliche. Se le amministrazioni rosse fossero nostre amiche vorrebbe dire che abbiamo amici scemi, perché almeno dovremmo avere una quota più alta. La verità è che le coop vincono le gare d’appalto per le competenze e le vincono sia con enti di destra che di sinistra.

E sulla concentrazione di Coop e Conad nella grande distribuzione che mi dice? Esselunga dice che nelle regioni rosse non c’è spazio per nessun altro.

Così come inLombardia c’è solo Esselunga. Caprotti (il patron di Esselunga che ha scritto un libro contro le coop, ndr) si lamenta del fatto che non ha il 70% del mercato anche da noi. Però vorrei fare un altro esempio: vicino a Forlì c’è il Bennet di Forlimpopoli che è un privato, stessa cosa per l’Iper di Savignano. Vuol dire che spazio ce n’è.

E sul regime fiscale agevolato?

Fatto cento i nostri utili noi paghiamo le tasse solo sul 30% perché il resto per noi è patrimonio indivisibile, vale a dire che possiamo solo riutilizzarlo per la coop e non distrbuirlo tra i soci. Questo nel privato non avviene, ma è anche vero che loro dispongono illimitatamente del loro patrimonio. E comunque il regime fiscale vigente lo ha formulato il governo Berlusconi e a noi sta pure bene.

Se le cose stanno così perché tante critiche alle coop?

C’è una parte politica che attraverso noi vuole colpire quelli che definisce Comunisti. Ma sbaglia. Il centro destra ha vinto e ha governato per 5 anni nonostante le coop e non è detto che non vinca ancora. Noi chiediamo solo che ci lascino vivere e che riconoscano le nostre capacità.

Da "La Voce di Forlì" del 31/10/2007

6 commenti

Rodolfo Ridolfi il cooperatore

La notizia ha creato un certo scalpore tra la stampa locale, molto più delle ormai fruste polemiche contro le cooperative "rosse". Rodolfo Ridolfi (è quello che guarda in camera nella foto, tratta dal sito www.vota-ridolfi.com), autore di diversi libelli anticooperativi, è stato per lungo tempo un cooperatore.

"Tu il conflitto d’interessi lo conosci bene", gli ha ricordato l’altra sera il presidente di Legacoop Forlì-Cesena, Mauro Pasolini, al dibattito organizzato dall’associazione D’Annunzio in sala Santa Caterina. "Eri il responsabile Esteri di Legacoop nazionale e in più facevi il Sindaco di Modigliana. E mi ricordo anche quanti bei viaggetti ti sei fatto a spese di Legacoop".

Touché.

Ma il bello è che Ridolfi abbozza: "E’ per questo che conosco le cooperative così bene". E allora perché, si sono chiesti i giornalisti all’indomani, non se ne trova traccia nella sua biografia ufficiale?

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