Cartucce e cartuccine

Ogni buon cacciatore sa che le cartucce vanno sempre commisurate al proprio fucile. Sparare “cartuccioni corazzati” in un’arma inidonea provoca guai seri: rottura del fucile, canne deformate ed anche peggio. Ad esempio, la possente sparatoria nel mucchio (cosa che un buon cacciatore mai farebbe) di Beppe Grillo, come avrete già capito, non ci è piaciuta.

Meglio, molto meglio le “cartuccine” di Daniele Luttazzi (comico corrosivo e raffinato). Secondo noi, Luttazzi parla alla testa, Grillo alla pancia.
Tornando alle storie italiane, ogni tanto sembra che ci dimentichiamo che il fascismo è nato, nel nostro Paese, dal socialismo massimalista, qual era il nostro conterraneo Benito Mussolini nella sua prima ora politica.
Riprendendo il nostro paragone “cacciatoresco” anche Benito Mussolini, aveva a casa, da buon romagnolo, una bella doppietta. Ed una volta divenuto Capo del Governo si fece vedere anche lui nei campi di “tiro al piccione”, allora molto in auge. Tuttavia “e tìston”(il testone, come lo chiamavano a Predappio) smise presto tale pratica.

Secondo le fedeli memorie del suo autista, Benito, come cacciatore e tiratore, non ci prendeva proprio.  Era molto nervoso e, abituato com’era tirare nel mucchio, sul tiro mirato andava in confusione, prendendosela poi con l’incolpevole fucile: portavoce, in ciò, di quella certa pancia italica per la quale la colpa è sempre di qualcun altro o qualcos’altro.

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