La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Archive for ottobre, 2007

Un corto contro la violenza sulle donne

"Tradition", di Peter Ladkani, è un cortometraggio sconvolgente: in pochi minuti racconta secoli di soprusi e violenze sulle donne, giustificate dai cosiddetti "motivi d’onore", e ti lascia con un finale che è un pugno nello stomaco. L’ambientazione turca non deve trarre in inganno, perché la violenza sulle donne, purtroppo, fa parte di tutte le culture.

"Tradition" è il vincitore della prima edizione del premio "Legacoop Cinema dei Valori", assegnato al Sedicicorto Film Festival che si è chiuso ieri a Forlì. Il film sarà proiettato all’assemblea di Legacoop Forlì-Cesena che si terrà il prossimo 26 ottobre al Centro Congressi di Pievesestina.

 

La direttrice di Legacoop, Monica Fantini, insieme al regista.

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Le giornate di Bertinoro

Il 12 e 13 ottobre tornano le Giornate di Bertinoro per l’Economia Civile, promosse da AICCON.

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Cosa chiedono le coop al Partito Democratico (2) Idrotermica Coop

Intendo esprimere alcune riflessioni che riguardano le cooperative e inevitabilmente riguardano anche la politica.

Perché anche la politica deve misurarsi con lo sviluppo economico, l’innovazione, la ricerca e la crescita di competitività di questo paese.

Mi chiamo Catia Ridolfi, e sono la presidente di Idrotermica Coop.

Ci occupiamo di impiantistica, soprattutto di impiantistica ospedaliera, ma non solo.

In questi anni siamo stati partner di opere di eccellenza a livello nazionale. Opere che sono diventate esempi di “buona sanità”.

Alcune le abbiamo fatte qui, nella nostra città, insieme alle altre cooperative di Legacoop: il nuovo Istituto Tumori di Meldola, ad esempio, è una realtà che ci rende fieri.

Quando i soci di una cooperativa realizzano un’opera così a casa loro, credetemi, la cosa ti tocca a livello personale.

Ma arriviamo al punto: cosa ci aspettiamo da questo soggetto politico nuovo?

Rispondo come cittadina, oltre che come imprenditrice, perché i due elementi non possono essere divisi. Anche se ogni tanto, a qualcuno, fa comodo pensare il contrario.

Ci aspettiamo, prima di tutto, che il Partito Democratico continui a tutelare i valori in cui crediamo: la solidarietà, la ricerca del merito, la promozione delle nuove generazioni.

Ci aspettiamo che si torni a dialogare con la gente. Con i cittadini: che devono sentirsi partecipi, devono tornare a crederci.

Poi ci sono alcune questioni specifiche che mi toccano da vicino, e credo sia giusto considerare.

La prima: oggi quando ti presenti a un appalto pubblico tutto quello che hai fatto fino a quel momento non conta. Noi ci troviamo di fronte a gare in cui partecipano anche trecento imprese, e alcune di queste sono scatole vuote, non hanno nemmeno un dipendente. E il peggio è che poi i lavori vengono male, ci sono cose lasciate incompiute o che si trascinano per anni. E a pagare alla fine non sono le imprese: è il cittadino. E quindi tutti noi.

La seconda: per qualcuno le cooperative non sono imprese.
Io assicuro a tutti che quando si compete sul mercato non conta se sei una cooperativa o una società per azioni. Conta se sei in grado di portare a termine i lavori e quello che sei capace di fare. Però allo stesso tempo è vero che le cooperative sono imprese diverse sotto molti aspetti. Non migliori, diverse, perché agiscono senza fine di lucro.

Reinvestiamo gli utili puntando sulle persone, sulla capacità di crescita professionale, sulla sicurezza, sugli aggiornamenti e sulla formazione.
Quando il socio se ne va, per qualsiasi motivo, non si porta a casa nulla: rimane tutto in cooperativa, perché i giovani possano aggiornarsi, rinnovarsi, costruire. Credo sia giusto riconoscerlo, checché ne pensi il signor Caprotti di Esselunga.

A proposito: noi abbiamo in misura minore delle altre imprese il problema di sapere come andrà avanti l’azienda dopo di noi, perché ci poniamo sempre l’obiettivo di far crescere i giovani in anticipo e con i tempi dovuti.

E qui vengo a un altro punto: l’innovazione e la ricerca. Si fa in cooperativa, credo si possa fare anche in politica. Servono facce nuove, esperienze nuove, altrimenti questo vento di antipolitica è destinato a travolgere tutto e tutti. Sento molta stanchezza in giro, e poca voglia di investire nel futuro.
 
Chiudo parlando di donne. Lo voglio dire, anche se so che a qualcuno non piacerà: le quote rosa non sono la soluzione. La soluzione è riconoscere il merito.

Abbiate il coraggio di assegnare i posti che contano a chi lo merita veramente, e vedrete che le donne non saranno solo la metà. Saranno molte di più.

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Cosa chiedono le coop al Partito Democratico (1) Formula Servizi

Formula servizi è una cooperativa con 1.700 soci e dipendenti. Lavoriamo su sei regioni italiane. I nostri piani di sviluppo prevendono che entro un triennio la nostra cooperativa passerà a 2.500 addetti. Abbiamo fatto molte sperimentazioni sui modelli organizzativi. Job sharing e nuclei di auto-organizzazione del lavoro, part-time personalizzato a oltre 800 donne, telelavoro con dipendenti mamme nei primi due anni di vita dei bambini. Siamo riusciti a passare da un turn over della forza lavoro del 36% al 9% di oggi. Abbiamo alleggerito il carico di fatica di un lavoro tradizionalmente duro e in orari complicati, facendo pulizie senz’acqua negli ospedali. Quindi risultati molto interessanti.

Finche eravamo tutti soci era molto più facile. Oggi però registriamo una situazione di disagio e di forte incertezza su tre questioni sostanziali.

1)Tutti noi sappiamo che le organizzazioni, dalle più semplici alle più complesse, hanno bisogno di regole condivise, ma regole certe. Per noi sono la legislazione del lavoro, tra cui lo Statuto dei Lavoratori e l’art.18, che va difeso, e i contratti di lavoro. Da diversi anni, però, l’interpretazione che le sentenze dei tribunali italiani danno alla materia del lavoro crea grande confusione e incertezza nei modelli organizzativi e ha come cardine la deresponsabilizzazione. Tutti i sistemi imprenditoriali si basano sull’uso delle deleghe, i più evoluti fino alla partecipazione nei gruppi di lavoro al livello più basso. Non c’è mai una sentenza che tenga conto delle responsabilità condivise in liti tra lavoratori, tra lavoratori e datori di lavoro. La mancanza di responsabilità crea problemi alle aziende.

Noi riteniamo che le imprese che non rispettano la sicurezza nei luoghi di lavoro debbano essere pesantemente sanzionate. Ma non c’è una sentenza che a fronte di una correttezza formale e sostanziale dell’azienda sulla sicurezza verifichi le responsabilità del singolo lavoratore rispetto alle disposizioni dell’azienda. La legge prevede sanzioni per i lavoratori ma non sono mai applicate: questo porta ad una deresponsabilizzazione sostanziale.

2) Il secondo punto di sofferenza è rappresentato dalle percentuali di malattia, che come sapete stanno aumentando in Italia come in tutta Europa. Mi chiedo: potrà tenere il modello di Welfare europeo e italiano a cui noi teniamo tanto e che vogliamo difendere? Non è il caso di introdurre correttivi al numero degli eventi annui, considerando che due eventi di malattia in un anno si possono iscrivere nella normalità, mentre sei-sette eventi cominciano ad essere molto problematici per un’azienda?
Se un’azienda come la nostra ha nei mesi invernali punte fino al 15% di morbilità in alcuni luoghi come ospedali o case di riposo, come possiamo garantire i servizi pubblici?
Il contratto nazionale e il relativo costo del lavoro contemplano un assentesimo medio del 4,5% annuo, ma la realtà è ben diversa.
Sicuramente vanno ripensate metodologie di controllo diverse da quelle attuali, diversamente sarà anche questo un aggravio per aziende, debito pubblico e produttività del sistema Italia, che ha già un numero basso di giornate lavorative rispetto agli altri paesi europei.

3) Il terzo punto di sofferenza: ci ritroviamo in azienda, su 1.800 dipendenti, 130 lavoratori con forti limitazioni prescritte dai medici competenti. Se a questi aggiungiamo gli obblighi della legge 68 noi abbiamo difficoltà concrete con circa 160 persone. Il nostro lavoro è fatto in gran parte di pulizie, non sappiamo cosa fargli fare: qualcuno non può piegarsi, qualcun altro ha problemi ai polsi, altri problemi cardiaci e non possono portare pesi. Insomma: gli altri lavoratori si devono sobbarcare anche la loro inabilità. Bisognerà trovare un sistema di decontribuzione che aiuti le aziende a mantenere occupati questi lavoratori.

Noi crediamo che se non si pongono dei rimedi a questi temi rischiamo inevitabilmente di accrescere lo scontro nei luoghi di lavoro, prima tra lavoratori e poi tra lavoro e imprese, ed accrescere i costi al Sistema Italia, alla sua produttività e alla sua capacità competitiva sul mercato internazionale.

Per finire: i pagamenti della Pubblica Amministrazione. Anche su questo tema dobbiamo trovare una soluzione! Essere pagati dopo due anni dagli Enti e nel frattempo aver pagato stipendi, fornitori, INPS etc. non è più possibile. Dobbiamo trovare il modo di compensare con l’IVA, le tassi, il ricavo che le aziende devono avere. Non si può chiedere innovazione, competitività, investimenti, quando come nel nostro caso venti milioni di euro su quaranta che costituiscono il nostro fatturato sono bloccati e non disponibili per anni.

Graziano Rinaldini
Direttore Formula Servizi

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Cosa chiedono le coop al Partito Democratico

Venerdì 28 settembre, alla Sala Zambelli della Camera di Commercio di Forlì, il mondo imprenditoriale ed economico di Forlì ha incontrato Innocenzo Cipolletta, presidente delle Ferrovie dello Stato e già direttore generale di Confindustria. Cipolletta ha illustrato idee e proposte per la definizione della strategia politico-economica del nuovo partito democratico italiano e ha ascoltato le proposte e i suggerimenti degli imprenditori presenti.

Tra questi anche Catia Ridolfi (presidente di Idrotermica Coop) e Graziano Rinaldini (direttore di Formula Servizi). Di seguito pubblichiamo le loro relazioni, cominciando da quella di Rinaldini.

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La Società Cooperativa di settembre

Nuovo numero per la versione "cartacea" della Società Cooperativa, il mensile delle cooperative di Legacoop Forlì-Cesena.

Scarica il numero di settembre in formato PDF

 

In sommario:

  • IRST, l’impegno delle cooperative di Legacoop
  • Il 26 ottobre l’assemblea di Legacoop Forlì-Cesena
  • CEDAF, strategie antispam
  • Manutenzione strade, Forlì sceglie il Global Service
  • Al via la quinta edizione di Bellacoopia
  • Piscine e benessere termale, le novità dei centri Around Sport
  • Nasce www.lasocietacooperativa.it, il blog delle cooperative
  • Il Corriere Cooperativo online cambia veste
  • Nuovo sito per Idrotermica Coop
  • Apofruit, primo semestre OK
  • Missione a Bangkok per Mediterranean Fruit Company
  • Vite e Vino in Romagna: idea regalo per Natale
  • Efeso cambia e diventa CESVIP
  • Riparte Legacoop TV
  • WORKOPP a "caccia di teste" per cooperative e privati
  • Posti liberi nei nidi d’infanzia Acquarello
  • Coop sociali in formazione
  • Tempo di Miss per CIA e Montefiore
  • L’Almanacco manda in libreria "Borgo Schiavonia"
  • Fondazione: dopo Lega arriva Cagnacci
  • Il 12 e 13 ottobre a Bertinoro le Giornate del Non Profit
  • FONCOOP: aderire per crescere con la formazione
  • Le rubriche di Emanuele Chesi, Fabio Gavelli, Gabriele Papi, Cristian Maretti, Giuseppe Pellacani e Luciano Liuzzi
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