La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Anche il teatro locale è un’industria

Il settore della cultura, anche nei piccoli centri urbani, mostra una complessità e un dinamismo che in periodi passati erano riscontrabili solo nei “luoghi sacri”, storicamente deputati alla produzione artistica. Così risulta sempre più evidente che la qualità nel “prodotto teatrale” è diventata una condizione imprescindibile per chiunque e ovunque voglia fare parte di un mondo dove, con una battuta: «non si improvvisa!».

È piuttosto evidente che il prodotto teatrale risponde alle stesse logiche di qualunque prodotto industriale. Tuttavia, mentre il prodotto industriale ha forma tridimensionale, è fisico, parla al cervello, quello teatrale, che è “fatto di senso”, è immateriale e parla prima di tutto al cuore. Per questo ai più sfugge la complessità del processo produttivo, che risponde alle stesse leggi (economiche) del processo industriale: ideazione, professionalità e competenza artistica (la materia prima e il savoir-faire); struttura organizzativa (elemento portante di tutto il processo produttivo); marketing e comunicazione.

Realtà strutturate come Accademia Perduta, che hanno il pregio di essere ben inserite nel contesto produttivo artistico italiano, che creano e producono, oltre che acquistare e vendere, danno prospettiva al settore, e al settore nel piccolo territorio di provincia. Con i requisiti di cui sopra, e solo in quel modo è possibile agganciare la rete nazionale, rappresentandone un nodo di eccellenza. Quella della rete, che forse non è l’immagine più calzante per questo settore produttivo, può aiutarci a visualizzare il concetto di presenza attiva e diffusa di eccellenze nazionali capaci di mettere in circuito prodotti (gli spettacoli) di pari livello.

Forlì non è rimasta al di fuori delle dinamiche sommariamente qui descritte. Anzi, forse proprio grazie alla sua storica scarsa popolarità all’interno di questo mondo, il recente proliferare di esperienze, anche amatoriali (la presenza di una nutrita popolazione universitaria ha certamente contribuito), ha fatto si che tutta una serie di dinamiche presentino un carattere di novità. Novità che sembrano avere un futuro. Novità capaci di dare risultati. Molti li stiamo già raccogliendo (vedi i Musei del San Domenico), molti altri mi auguro possano essere costruiti con intelligenza (pianificati, strutturati, sostenuti) in modo da mantenere le produzioni ai livelli di cui le realtà più strutturate del nostro territorio sono capaci.

Massimo Brusaporci

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