La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Mamma, ho finito lo champagne!

Nel mezzo di un’estate flagellata da incendi e incidenti d’auto, una bella notizia: non c’è abbastanza champagne per tutti!

In poche parole lo sviluppo economico mondiale, che viaggia da anni a ritmi maggiori del 4%, genera  nuovi ricchi che vogliono consumare le pregiate bollicine fini e ascendenti, mettendo in difficoltà chi ricco lo era già. Chi vuole bere champagne deve pagare di più, altrimenti gli tocca il Brachetto.

Questa notizia, per chi opera nel mondo agroalimentare, assume una valenza estremamente positiva. Contrariamente a quel che si crede lo champagne ha avuto in passato forti difficoltà nelle vendite e nei prezzi, ed è solo grazie ad una rigida ed inflessibile gestione dell’offerta a partire dagli anni ’90 che si è recuperato terreno dal punto di vista qualitativo, di immagine, ma soprattutto di adeguamento dell’offerta alla domanda solvibile e disposta a pagare il giusto prezzo. Quello, cioè, che fa tornare i conti a casa dei viticoltori.

Un esempio più unico che raro in un settore in cui dietro la bandiera della libertà d’impresa si è nascosto molto disordine, comportamenti opportunistici di piccola speculazione e l’assoluta insofferenza per qualunque azione di filiera e per la cooperazione tra imprese agricole. Tutti elementi che ci rendono l’anello più debole nella catena del valore, come si vede anche oggi nel dibattito sull’incremento (finalmente!) dei prezzi delle materie prime agricole: invece di dire «È il mercato bellezza, ieri a te, oggi a me» stiamo lì a cincischiare su quanta farina ci si mette a fare il pane. Come se l’acqua, il sale e il lievito li regalassero, e la commessa che lo vende facesse volontariato.

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