Dalla parte dei sardoni

Arriva ormai l’autunno, tempo di caccia, di pesca e di fibrillazioni politiche. A proposito: nelle scorse settimane abbiamo letto, curiosi, dell’esordio in politica nazionale d’una nuova stella, o stellina (ancora non è dato di sapere) del centro destra, la giovane e bella Michela Brambilla, imprenditrice del nord che, raccontano le cronache, ama vivere tra cani e gatti ed altre simpatiche bestiole.
La patente da “animalista” (che è cosa diversa dall’ambientalismo) sembra ormai un requisito di rilievo- anche per una certa sinistra radicalc-chic, se è per questo- per chi pratica aspirazioni di carriera politica. Apprendiamo poi che l’imprenditrice in questione gestisce un’azienda ittica che distribuisce buoni gamberetti e salmoni.
Ed ecco allora spuntare (a prescindere, come diceva Totò, dalla Brambilla) una contraddizione della mentalità corrente della nostra società nel suo rapporto con gli animali. C’è gente che si indigna e si mobilita contro la caccia a tordi e beccacce. Cefali, sgombri e sardoncini vengono invece ignorati, anzi preferiti a “scottadito”: i pesci hanno meno “appeal” rispetto agli uccelli. Ragion per cui i cacciatori sono considerati barbari invasori, i pescatori sportivi no. Una faccenda curiosa, dal punto di vista della logica e della coerenza. Sono diverse le chiavi lettura di questo fenomeno. Eccone una: sardoni, triglie e sgombri emozionano meno rispetto a codoni (tipo di anatre) e passere d’Italia (il nome autentico dei nostri passerotti&passerotte). Quindi non fanno notizia. E oggi dove vai se la notizia non la fai?

A proposito di fotonotizie. I fotoreporter romagnoli sono alla ricerca, come segugi da caccia, di una foto della Brambilla di anni non lontani nella nostra Romagna. Corre voce, infatti, che il personaggio in questione, da ragazza ed in virtù della sua avvenenza abbia giustamente partecipato ad uno dei numerosi concorsi che ogni estate fioriscono sulla nostra riviera. Ed una eventuale foto di MVB in versione Miss Romagna, magari con costumino da bagno succinto e doverosamente sgambato, potrebbe spuntare discrete quotazioni sul mercato delle foto per i “magazine” e dei periodici rosa- shocking. Stiamo a vedere…
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Vale a dire: a caccia della passera scopaiola.