Ragionare in termini di responsabilità sociale in ambito cooperativo rappresenta un esercizio di grande utilità sia per chi, dall’esterno, voglia capire il significato profondo che sottende all’intraprendere cooperativo, sia internamente per la stessa cooperazione.
Esiste una dimensione basata su principi (codice etico) – ovverosia su ideali – che costituisce il pilastro dell’agire cooperativo e che in qualunque forma di rendicontazione (dal bilancio di esercizio fino al bilancio di genere) non può non emergere, poiché ne è parte.
Tuttavia, anzi proprio per questo, va tenuto conto che rendicontare l’agire cooperativo attraverso un bilancio di responsabilità sociale potrebbe risultare a molti cooperatori qualcosa di inutile, di superfluo.Perché raccontare il principio della porta aperta, della mutualità verso l’esterno, della solidarietà cooperativa, se sono parte di quell’intraprendere che va sotto il termine di “cooperare”? La responsabilità sociale di impresa, anche per una cooperativa, non deve essere scontata, ma agita e comunicata con competenza, consapevolezza, poiché strumento di reale valorizzazione del proprio patrimonio valoriale e sociale.
Legacoop intende sostenere iniziative di rendicontazione della responsabilità sociale d’impresa cooperativa poiché considerate “buone prassi” che come tali meritano di essere diffuse all’interno della rete cooperativa. L’intenzione è quella di rendere prassi condivisa in modo tangibile (con i soci, con i fornitori, con la società civile, eccetera), azioni e comportamenti considerati dai più scontati (e non condivisi, non comunicati), fino, ovviamente, a raggiungere coloro che ancora non hanno reso consueti quei comportamenti e quelle azioni che sono alla base di una qualunque forma di responsabilità sociale di impresa.
Sono il mercato, la competizione, che richiedono forme intelligenti di trasparenza. Forme responsabili di rendicontazione che permettano di rispondere anche alle esigenze di un sistema relazionale sempre più articolato e di coinvolgimenti sempre più diffusi. L’impresa accresce il numero dei suoi interlocutori per i quali deve essere sempre più “trasparente” nel suo agire e sempre più negoziale per i suoi obiettivi.
Si potrebbe affermare che l’impresa è sempre meno dei suoi proprietari diretti e sempre più un bene della collettività. Ciò è tanto più vero per la cooperazione.
Massimo Brusaporci
