La Società Cooperativa

Il blog delle cooperative di Forli'-Cesena

Se Kati è truffata

Ingessata in quei vecchi jeans, il viso struccato, gli occhi grigi screziati di verde dietro le lenti sottili, Kati con i suoi cinquanta anni non appare come è stata. Era una bellissima ragazza ungherese piena di speranze. Quando il muro di Berlino fu fatto crollare sotto le sue colpe Kati era sposata, aveva tre figli, era stanca di un regime dove era meglio parlare senza voce.

Con grande entusiasmo accettò di seguire il marito in Italia. Solo che il lavoro trovato dal consorte non bastava a mantenere in modo decoroso una famiglia così vasta. Kati non aveva letto “Pinocchio” e non sapeva che ad una persona ignara ed entusiasta la compagnia di un gatto e di una volpe non fanno mai difetto.

E così accettò d’indebitarsi con gli “amici” per comprarela licenza di un bar. Passavano i mesi e gli anni e tutti i guadagni andavano per pagare gli interessi, spesso a tassi d’usura.

Adesso Kati è separata, ha dovuto coinvolgere un figlio nella gestione fallimentare del suo esercizio e metterlo a repentaglio di reputazione. Ormai le restano solo gli occhi per piangere. La sua non è la cronaca di un incidente imprenditoriale. È il resoconto di una morte economica annunciata. Solo chi parte con una base minima d’investimento, di questi tempi, può rischiare. Inutile illudersi, conterranei inclusi.

Se sei straniero, poi, rischi due volte. Alle tue spalle non hai garanzie dei familiari e gli “amici” hanno sempre, o qua-
si, un vile tornaconto. Ieri sotto la dittatura non avevi diritto di lamentarti, perché eri una dsfattista. Consolati Kati, almeno qui hai avuto la possibilità di raccontare la tua sfortuna.

Intanto gli “amici” stanno per tirare un altro bidone: “storico esercizio pubblico in posizione panoramica… offresi senza intermediario”. E sì, il denaro circola…

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