Tutti in coda nel deserto
Chiunque di voi abbia visto il film “Taxisti di notte” ricorderà certamente l’episodio in cui Roberto Benigni svelava una Roma notturna e deserta, e proprio per questo affascinante e magica.
È lo stesso fascino notturno che provo sul nodo tangenzial–autostradale di Bologna dopo le 22, nonostante la lunghissima coda di macchine e camion (tutti in attesa di capire il perché sono in coda) non rappresenti proprio l’immagine del deserto.
Tutti sanno che ci sono dei lavori, ma forse questa sera c’è anche un incidente (si legge su un cartello che dall’inizio dell’anno ce ne sono stati già 22). Potrebbe bastare un cartello a messaggio variabile che dica a chi arriva dall’aeroporto: «7 km di coda in tangenziale per Ancona – Consigliamo ingresso in autostrada a Bologna Casalecchio».
Se il messaggio è troppo lungo potrebbero utilizzare i vecchi cartelli delle code che si facevano per il cambio del guard rail di due anni fa. Se ci fosse una pattuglia di polizia municipale, provinciale, stradale, statale o venatoria chiederei consiglio, ma il fascino del deserto torna a colpirmi con forza. E un pover’uomo che comincia ad avere le palpebre pesanti deve constatare desolato che in autostrada si corre che è una meraviglia, mentre per noi in tangenziale c’è solo noia.
Passano le ore e non si è ancora visto un giubbottino rifrangente che possa consigliare percorsi alternativi. Poi finalmente il motivo di tanta attesa: un normalissimo cantiere per il rifacimento dell’asfalto, e non la costruzione di un viadotto sopra San Lazzaro. Finalmente A14, e la prima informazione utile per il cliente: “Fino alle 5 caffè gratis in Autogrill”.
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grande Maretti: le autostrade dovrebbero chiudere tutte anzichè lasciarle nello stato in cui sono.
In fondo mi è già capitato divedere un capriolo che voleva attraversare la A14. se la chiudiamo la natura si riprenderà tutto.