Dal Governo un attacco superficiale e inqualificabile alle cooperative
“È un atto superficiale e inqualificabile”: così AGCI, Confcooperative e Legacoop Forlì-Cesena intervengono sulla proposta di innalzare la tassazione degli utili delle cooperative contenuta nell’ultima versione della manovra di Governo. Secondo le tre centrali l’impresa cooperativa non si basa sulla speculazione finanziaria, bensì su un fondante principio mutualistico che si fa garante della salvaguardia del lavoro e della persona. Caratteristica che si traduce nella capacità di tutelare e difendere, anche nei momenti di crisi come l’attuale, l’occupazione, il reddito dei soci, il potere d’acquisto delle famiglie e, quindi, la coesione sociale. A chi oggi propone di far cassa modificando il regime fiscale delle cooperative rispondono con le parole di Luigi Marino che, a nome dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ha dichiarato: “È un provvedimento puramente politico, non di natura fiscale o economica. Si vuole colpire un principio, si punisce l’unica forma d’impresa solidaristica”. “La Cooperazione – aggiungono – è, come sempre, disponibile a fare la sua parte per il risanamento dei conti pubblici e per continuare a far girare l’economia del Paese ma, proprio per la sua natura e i valori che esprime, non ci sta a essere snaturata e messa in un angolo da un provvedimento che non solo non serve a risanare i conti ma ci fa ancor più retrocedere nello sviluppo”. Sul tema è intervenuta anche la Giunta comunale di Cesena, guidata dal Sindaco Paolo Lucchi. “Le cooperative – si legge in una nota – non sono aziende come le altre: la cooperativa è l’unica forma d’impresa che quasi automaticamente reinveste in se stessa attraverso il meccanismo che destina gli utili d’esercizio alla riserva indivisibile. Un meccanismo che – vale la pena sottolinearlo – rappresenta anche un modo per salvaguardare l’intergenerazionalità dell’impresa cooperativa. E questo è un importante valore aggiunto, se è vero che uno dei problemi del sistema imprenditoriale italiano è appunto quello del ricambio generazionale. Non solo: le caratteristiche stesse dell’impresa cooperativa fanno sì che i cooperatori non scelgano di delocalizzare le loro attività all’estero, non portino via risorse dal territorio per sistemarle in qualche paradiso fiscale, ma anzi rafforzino giorno dopo giorno il tessuto sociale in cui operano”. “Il provvedimento – prosegue il comunicato di Lucchi – va a tarpare le ali a tale sistema e siamo fortemente preoccupati per le ripercussioni negative che potrà avere sul nostro territorio. A Cesena le cooperative sono una presenza viva e vivace, fortemente radicata e articolata: migliaia i soci lavoratori occupati grazie ad esse, migliaia i cittadini che usufruiscono dei servizi da loro offerti o dei beni da loro prodott”i. “Il nuovo trattamento fiscale – conclude – unito alle già enormi difficoltà determinate dall’attuale crisi potrebbe davvero segnare in modo irrimediabile molte di queste esperienze. Per questo troviamo incomprensibile che in un questo momento, in cui è più che mai necessario sostenere le imprese e i loro lavoratori, si sia deciso di colpire il sistema della cooperazione, la cui funzione sociale e il carattere di mutualità sono riconosciuti e tutelati dalla stessa Costituzione”.
Lascia un commentoUn viaggio nelle terre liberate dalla mafia
Si è concluso il progetto “Libera Tutti”: otto giorni sulle terre liberate dalla mafia, a Corleone, per una esperienza di legalità e diritto insieme a 24 giovani provenienti da Italia, Inghilterra, Spagna e Romania. Due gli studenti provenienti dall’Università di Forlì: Monica Gheorghe e Giampaolo Pagliuca. Lo scambio internazionale è nato dalla collaborazione tra la cooperativa Pio La Torre – Libera Terra di Corleone e Legacoop Forlì-Cesena. «E da quando è stata costituita la cooperativa Pio La Torre – dice il direttore di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini – che portiamo avanti uno stretto rapporto per supportarli nella difficile attività di gestione dei terreni e beni confiscati alla mafia». Il progetto Libera Tutti è stato promosso in collaborazione con la cooperativa sociale Uniser di Forlì, il Consorzio Libera Terra Mediterraneo e l’agenzia Cooperare con Libera Terra, lo strumento messo in campo dalle cooperative di Legacoop per dare sostegno alle cooperative di Libera Terra.

L’iniziativa si è svolta dal 28 aprile al 6 maggio presso l’agriturismo Terre di Corleone, gestito dalla cooperativa Pio La Torre – Libera Terra. I ragazzi hanno partecipato ad attività intense, tutte in lingua inglese, tra laboratori, testimonianze di personaggi di Libera, attività all’aria aperta e scambio di esperienze. «L’intento – spiega Monica Fantini – è stato quello di creare un momento di incontro e confronto su come la cooperativa può essere lo strumento di emancipazione delle persone e della comunità in ogni luogo in cui la criminalità organizzata va combattuta con continuità e cultura».
E’ stata anche l’occasione per un laboratorio di ideazione di una cooperativa europea promosso dai tutor di Uniser e Legacoop Forlì-cesena unitamente ai partner del Cooperative College di Manchester e a Iosu Lizarralde, professore di strategia aziendale dell’Università di Mondragon che ha accompagnato i ragazzi spagnoli. Le idee sono state molte, tra le quali una cooperativa operante nel settore culturale/musicale, una cooperativa operante nel settore degli scambi europei tra giovani e una cooperativa di comunità, sull’esempio della cooperativa di Melpignano.
Il progetto Libera Tutti rientra nelle attività transnazionali promosse da Legacoop Forlì-Cesena con il marchio Bellacoopia Europe. Nel 2009 Legacoop Forlì-Cesena ha coinvolto 16 studenti di Spagna, Inghilterra, Polonia e Italia che hanno simulato la costituzione di una cooperativa europea impegnata nel settore della ricezione e promozione turistica. Quest’anno si è scelto di valorizzare le esperienze messe in atto attraverso le cooperative di Libera Terra e creare un momento di incontro e confronto su come la cooperativa può essere lo strumento di emancipazione delle persone e della comunità in quei luoghi dove la criminalità organizzata va combattuta con continuità e cultura. Già nel recente passato, del resto, Legacoop Forlì-Cesena e le cooperative aderenti si sono impegnate in prima persona per sostenere Libera Terra, non solo attraverso l’acquisto di mezzi, ma anche con la condivisione di competenze per formare i giovani che hanno fatto la scelta di coltivare le terre sottratte alla mafia.
Lascia un commentoIl lutto dei cooperatori per Lucio Nardi
I cooperatori di Legacoop Forlì-Cesena piangono la tragica e prematura scomparsa del dirigente cooperativo Lucio Nardi e si uniscono al cordoglio della famiglia e di tutto il mondo politico, economico e civile.

Nato a Rimini il 13 dicembre del 1954, Nardi aveva cominciato il suo percorso lavorativo presso il settore agricolo di Legacoop giovanissimo, subito dopo il diploma conseguito presso l’Istituto Tecnico Commerciale Matteucci di Forlì. Era quindi passato a seguire il movimento delle cooperative di abitazione e negli anni Ottanta si era dedicato a quella che sarebbe diventata la sua specializzazione, assumendo un ruolo di primissimo piano nel nascente mondo della finanza cooperativa che avrebbe poi continuato a promuovere su scala provinciale, e quindi regionale e nazionale.
Apprezzato a tutti i livelli per la competenza, la capacità di analisi e la lungimiranza, Lucio Nardi era considerato uno dei massimi esperti cooperativi in materia di politica economica e di rapporti tra imprese e istituti di credito. Nel 2005 era entrato alla Legacoop Regionale come responsabile del dipartimento economico e finanziario. Vicepresidente di Cooperfidi Emilia-Romagna, il consorzio fidi regionale tra le cooperative, nel 2009 Nardi era stato uno dei principali artefici dell’unificazione a livello nazionale dei nove confidi regionali in Cooperfidi Italia, società cooperativa di garanzia unitaria della quale era stato nominato consigliere di amministrazione.
Nonostante i crescenti e sempre più importanti impegni a Roma e a Bologna, viveva ancora a Forlì, dove era stimatissimo per il suo costante apporto alla società civile e politica. Tra i vari incarichi che aveva assunto negli anni va ricordato in particolare quello di consigliere comunale, dal 1993 fino al 1999.
Di lui i cooperatori ricordano – oltre alle indubbie capacità professionali e alla dedizione al lavoro – lo spirito sinceramente solidaristico e l’attenzione al dettaglio, che unite a una straordinaria apertura culturale e mentale lo rendevano una risorsa insostituibile nella progettazione di nuove esperienze sociali e imprenditoriali.
In questo momento di dolore giungano alla moglie Antonietta, ai figli e a tutti i famigliari, le più sentite condoglianze di tutti i cooperatori di Legacoop Forlì-Cesena.
Lascia un commentoL’orto scolastico si fa in cooperativa
Sabato 28 maggio davanti alla Coop di via Curiel i ragazzi della scuola media “Zangheri” di Forlì hanno presentato la loro associazione cooperativa scolastica “Il prato fiorito”, un progetto di educazione ai principi della cooperazione nato sotto l’egida di Bellacoopia e Legacoop Forlì-Cesena.
Un’associazione cooperativa under 14 per mettere in pratica i valori della collaborazione e della solidarietà: così i ragazzi della terza C e della seconda E della scuola media Zangheri di Forlì hanno presentato il progetto a cui hanno dato vita al termine di Bellacoopia Junior, il percorso didattico pilota ideato da Legacoop Forlì-Cesena per gli studenti delle medie che da un paio d’anni si è affiancato al concorso per le scuole superiori Bellacoopia.
Il sodalizio si chiama «Il prato fiorito», coinvolge una cinquantina di studenti, e ha l’obiettivo di sostenere e promuovere il progetto dell’orto rivolto ai bambini di prima e agli alunni in difficoltà. Sabato 28 maggio, dalle 8,30 alle 12, le due classi coinvolte erano nell’area del centro commerciale Coop di via Curiel per vendere i prodotti coltivati in questi mesi e firmare solennemente l’atto costitutivo alla presenza del responsabile Cultura di Legacoop Forlì-Cesena, Gabriele Zelli.
Quella che è nata non è una “cooperativa virtuale”, ma una vera e propria “associazione cooperativa scolastica” con tanto di statuto e presidente. «Un gioco educativo, serio e divertente allo stesso tempo – dice il direttore di Legacoop Forlì-Cesena, Monica Fantini – che dà la possibilità ai ragazzi di provare concretamente i principi della mutualità e della democrazia economica».
«Con il fondo sociale – spiega la docente Maria Marincola – abbiamo acquistato semi, terriccio e vasetti e stiamo raccogliendo offerte per le piantine aromatiche. «Abbiamo coinvolto in questa nostra avventura anche la seconda – dicono gli studenti di terza – perché noi il prossimo anno non ci saremo e vorremmo che questa fantastica esperienza continuasse, così ce ne andremo orgogliosi di lasciare in eredità questa nostra realizzazione».
Il progetto Bellacoopia è coordinato dal responsabile Comunicazione di Legacoop Forlì-Cesena Emilio Gelosi e si svolge con la collaborazione di Uniser e il sostegno di Assicoop Romagna/Unipol, CEIF, CAD, CEAR, CAIEC, Conscoop, Idrotermica Coop, Tipografico dei Comuni di Santa Sofia e rete regionale Bellacoopia.
Lascia un commentoBellacoopia, tutti i vincitori

Dieci progetti di cooperative virtuali, più di centocinquanta studenti coinvolti in sette scuole della provincia di Forlì-Cesena, una vera e propria cooperativa scolastica attiva e funzionante: sono i numeri dell’ottava edizione di Bellacoopia.
Quest’anno il primo premio è andato alla quarta C del Liceo Artistico di Forlì, seguita dalla docente Mirena Romualdi. Il progetto vincitore della borsa di studio da millecinquecento euro si chiama “4RoomS” e riguarda la riqualificazione del sottopassaggio pedonale di piazzale della Vittoria, con la sua trasformazione in un locale in cui ascoltare musica, leggere e studiare.
Secondo posto ex aequo – borse di studio da 750 euro – per Liceo Scientifico Fulcieri Paulucci de Calboli di Forlì e ITIS “Marie Curie” di Savignano. La quinta H del Liceo, accompagnata dal professor Ermes Degli Angioli e dalla preside Morena Mazzoni, ha presentato “Smilestar”, un asilo dagli orari molto elastici. La quinta B dell’Istituto Tecnico “Marie Curie” di Savignano, seguita dal professor Cristiano Casadei, si è invece rivolta alla produzione di energia pulita con il progetto “Agricippato”.
A Forlì sono andati altri tre premi speciali, assegnati dalla giuria in considerazione dell’alta qualità del lavoro svolto: quelli per la cooperazione sociale di tipo B e l’ecosostenibilità (quinta C dell’Istituto Ruffilli-Melozzo, professoressa Emanuela Savelli), e quello per la migliore cooperativa di produzione lavoro (quarta C Liceo Artistico).
L’Istituto Agrario di Cesena (terza D, professor Mauro Cola) ha vinto le menzioni per il miglior progetto agroalimentare, per la migliore idea web 2.0 e per l’idea più creativa, oltre al premio “Buon Vivere” e a quello per la comunicazione.
All’evento ha partecipato anche la terza C della Scuola Media Ribolle di Forlì, accompagnata dalla professoressa Maria Marincola, che ha dato vita a una vera e propria “associazione cooperativa scolastica” per gestire l’orto della classe.
La finale di Bellacoopia si è svolta martedì 17 maggio alla Fabbrica delle Candele, di fronte ai rappresentanti di Legacoop e a numerose autorità, tra cui l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, Valentina Ravaioli e l’assessore al Lavoro del Comune di Cesena, Matteo Marchi.
Il progetto Bellacoopia è coordinato dall’ufficio Comunicazione di Legacoop Forlì-Cesena e si svolge con il sostegno di Assicoop Romagna/Unipol, CEIF, CAD, CEAR, CAIEC, Conscoop, Idrotermica Coop, Tipografico dei Comuni di Santa Sofia e rete regionale Bellacoopia.
Lascia un commentoDue cooperatori di Forlì-Cesena nel CDA di Coop Adriatica
Due cooperatori di Forlì-Cesena sono entrati a far parte del nuovo consiglio di amministrazione di Coop Adriatica, che resterà in carica per i prossimi tre anni. Si tratta del cesenate Valdes Onofri, 59 anni, e della forlivese Veronica Bridi, 38 anni.
Valdes Onofri è nato l’1/3/1952 a Cesena, dove risiede, è funzionario in Legacoop Forlì-Cesena, dove segue i settori produzione e lavoro, consorzi artigiani, mutue, consumo ed editoria. È inoltre presidente della cooperativa Cooperdiem e della mutua Insieme Salute Romagna, oltre che consigliere in diversi organismi cooperativi.
Veronica Bridi, nata il 3/11/1972 a Trento e residente a Forlì, è responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne della CNA di Forlì-Cesena. È vicepresidente del consiglio di Zona soci uscente; in precedenza, è stata presidente della cooperativa di servizi culturali Manifesta e ha fatto parte del comitato di presidenza della Legacoop di Bologna.
Il nuovo Cda di Coop Adriatica è composto da 25 consiglieri, invece di 30, e per la prima volta è a maggioranza femminile; ne fanno parte 12 presidenti di Distretto eletti direttamente dai soci Coop lo scorso aprile, 11 consiglieri tecnici e 2 consiglieri indipendenti. L’organismo ha eletto all’unanimità il presidente, Adriano Turrini, e il vicepresidente, Giovanni Monti, sulla base della proposta formulata dalla Commissione elettorale.
Coop Adriatica ha chiuso il Bilancio 2010 con vendite per 2.035 milioni di euro, il 4,3% in più di un anno prima, realizzate in una rete di 18 ipercoop e 142 supermercati in Emilia-Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo. La proprietà è diffusa tra 1.108.000 soci (+4,6%), fra i quali 229.186 soci prestatori, per un ammontare del prestito sociale di quasi 2 miliardi di euro; occupa 9.046 persone, per il 92,7% a tempo indeterminato. Del gruppo Coop Adriatica fanno parte anche le società Igd, Robintur e Pharmacoop Adriatica e, tra le partecipate, Unipol Gruppo Finanziario (tramite Holmo, Lima e Finsoe), librerie.Coop, Eataly e Ipercoop Sicilia.
Lascia un commentoUn’alleanza non simbolica
Lanciare un’alleanza delle tre centrali cooperative italiane è una buona idea, anzi ottima. A patto che dalle enunciazioni seguano i fatti. Se la cooperazione seguisse il copione intrapreso dalle centrali sindacali il risultato sarebbe disastroso. Questo Governo accetta il dialogo fra le parti sociali solo se c’è una forza chiara e univoca. In caso contrario appena intravede un elemento di contraddizione si introduce e determina un calo di potenza negli interolocutori economici. La cooperazione ha dei problemi di definizione del proprio ruolo sulla scena europea e mondiale. Il modello cooperativistico ha preso una certa forza sul mercato al consumo alimentare, su alcuni settori della produzione lavoro e dei servizi sociali, ma pur crescendo non è ruscito a tradurre in potenza finanziaria la sua espansione. Doveva farlo prima, come è avvenuto in parte sia in Germania, sia nel Regno Unito. Non ci siamo riusciti e il modello pur importante del credito cooperativo derivato dalla mutualità artigiana e agricola da sola non ha mai costruito la “finanziaria popolare” nazionale.
Credo che l’ideale sarebbe che le tre centrali tentassero alleanze strette su alcune battaglie di principio: sulle forme di finanziarizzazione, sulla remunerazione del capitale sociale da reinvestire, nella chiara distinzione fra ciò che rappresenta il volontariato e la cooperazione che viene sempre più ad arte confuso.
Un tema che mi è particolarmente caro è quello della comunicazione. Conosco bene il lavoro che Mediacoop (Legacoop) ha svolto partendo dall’adesione a questa esperienza della Cooperativa editoriale giornali associati che ho contribuito a fondare nel 1993. Bisogna trovare un’intesa anche con le analoghe associazioni che si occupano dei media in Agci e Confcooperative.
Per contrastare i monopoli dei soliti noti, uno in particolare perché il più ingombrante e riottoso a riordinare la materia del conflitto d’interessi, proprorre nuovi sbocchi occupazionali a tanti giovani laureati in scienze della comunicazione diventata, purtroppo, la facoltà della filosofia dei segni che non si traducono in lavoro. Tutti cianciano di comunicazione, la sfruttano per i propri interessi, non ne riconoscono autonomia e ruolo. La risposta dei cooperatori dei media deve essere invece più autorevolezza, più autonomia, più potere. Le gelosie di bandiera e bandierina non servono.
Pietro Caruso
Lascia un commentoConferme e rinnovi per Legacoop Forlì-Cesena
Conferma per il presidente in carica Mauro Pasolini, al terzo mandato, e il direttore Monica Fantini, due nuovi vicepresidenti (Elena Grilli di CAD e Mario Tamanti di Apofruit Italia) e cinque nuovi ingressi nel Consiglio di Amministrazione di Legacoop Forlì-Cesena. Questi i risultati del ventitreesimo congresso dell’associazione, che si è svolto l’11 febbraio al palazzo del Turismo di Cesenatico.
L’intervento di Pasolini
«Non possiamo nasconderci – ha detto Pasolini all’assemblea congressuale – che se è vero che non fuggiamo e che sappiamo reagire mettendo in gioco patrimoni e risorse è altrettanto vero che il costo che stiamo pagando è più alto e la nostra tenuta è realmente a rischio. È questo il momento per la politica di ridefinire senza indugi gli equilibri di questa regione».
E alle altre centrali cooperative, che a livello nazionale si sono già unite con Legacoop nell’Alleanza delle Cooperative Italiane, ha lanciato un messaggio: «Il percorso per superare le nostre divisioni finalmente è iniziato ed è irreversibile. Noi dobbiamo renderlo semplice e veloce». A livello locale il progetto è di: «valorizzare le opportunità ambientali dell’intero territorio provinciale dandogli una dimensione urbana», coniugando il patrimonio esistente, «uno dei più rilevanti d’Italia costruito in cinquant’anni di buone politiche», in un unico progetto che coinvolga l’intera area romagnola.
Sulla questione “Romagna” Pasolini ha invitato a superare le sterili dispute di confine. «Si potrà aprire un confronto interregionale fra i due territori, perché di due territori si tratta, solo se la questione Romagna sarà sviluppata con l’impegno di definire un progetto comune di riorganizzazione sociale che corrisponda alle esigenze dell’insieme e non delle singole realtà».
Per superare il rischio del declino e non perdere definitivamente il confronto con la globalizzazione, Pasolini ha rigettato l’idea dei dazi.
Verso la sussidiarietà
La parola chiave è “sussidiarietà”, cioè «dare vita a un modello sociale e a un sistema economico che permettano al privato di ereditare il ruolo sin qui svolto dal pubblico».
Il presidente di Legacoop ha rivendicato il ruolo svolto dalle piccole e medie imprese radicate nel territorio. «Senza le protezioni, i vantaggi e il protagonismo mediatico della grande industria non minacciano migrazioni e sono da sempre la vera forza e la vera fonte di ricchezza, anche sociale, del nostro Paese. Il mondo cooperativo rappresenta 43.000 imprese, 12 milioni di soci, oltre un milione di occupati e 127 miliardi di fatturato. Qualche cosa in più della FIAT. Sarebbe interessante calcolare quanto è costato allo Stato questo sistema rispetto a quanto ci è costata sin qui la sola FIAT».
Gli interventi
Durante il Congresso, hanno preso la parola il Sindaco della città Nivardo Panzavolta, il presidente della Provincia Massimo Bulbi, i Sindaci di Forlì e Cesena, Roberto Balzani e Paolo Lucchi, e il presidente della Camera di Commercio Alberto Zambianchi. Le conclusioni sono state affidate al presidente di Legacoop nazionale, Giuliano Poletti.
Emilio Gelosi
Lascia un commento
Innovazione nelle imprese agricole, il rapporto di Agri2000
Quali innovazioni hanno introdotto le imprese agricole nel corso del 2010? I Piani di sviluppo rurale e le banche sono di sostegno alle aziende? Quale sarà l’impatto della Direttiva uso sostenibile degli agrofarmaci? Sono solo alcune delle domande a cui darà risposta il 4° Rapporto dell’Osservatorio sulla Innovazione nelle Imprese Agricole realizzato da Agri2000 e con il patrocinio di oltre 50 enti e associazioni della filiera agroalimentare, durante un convegno previsto per giovedì 11 novembre alle 15 alla fiera di Bologna, nell’ambito di Eima.
Come spiega Camillo Gardini, presidente di Agri2000, “il 4° rapporto sarà, sulla scia dei precedenti, molto concreto e fornirà risposte su quello che le imprese agricole professionali vivono ogni giorno sulla propria pelle. I dati presentati saranno recentissimi, in quanto le indagini svolte su un campione di 1200 aziende, sono in corso di svolgimento.
Noi crediamo che il settore agro-alimentare possa diventare perno per lo sviluppo economico del Paese puntando sull’innovazione e solo le aziende professionalmente preparate possono dare risposte precise su cosa è necessario per migliorare la propria imprenditorialità”.
Il 3° rapporto, quello pubblicato nel 2009, aveva evidenziato che circa un terzo delle imprese ha come unico obiettivo quello di sopravvivere all’attuale crisi. Il 13% degli intervistati ha dichiarato che nell’arco di 3-5 anni terminerà la propria carriera professionale.
Un altro aspetto emerso dal rapporto è che il 23,5% delle aziende ha come strategia di sviluppo principale quello della crescita dimensionale.
Era emerso, inoltre, che il mondo imprenditoriale agricolo ha una scarsa propensione alla collaborazione e alla realizzazione di “reti di imprese”, aspetto perseguito invece da aziende di altri settori produttivi.
Lascia un commento


